‘Essere cavalcati da una strega

Ne ho sofferto per alcuni anni fino a non molto tempo fa, il medico mi diede una spiegazione troppo tecnica e rinunciai a capire… oggi finalmente leggo questo articolo su Vice!

Renzo

Niente è spaventoso come soffocare. Il più piccolo sintomo della cosa provoca una reazione psicologica automatica; i livelli di anidride carbonica nel sangue salgono, solo di un po’, e i livelli del pH nel centro del cervello dove risiedono memoria ed emozioni, l’amigdala, crollano. Poi, solo il terrore.

Sembra assurdo, ma è una buona cosa. Un cambiamento nell’aria non comporta un stimolo come quello della punta di un coltello contro la pelle o di una scottatura. Non si tratta, insomma, di dolore in senso convenzionale; quando l’anidride carbonica supera i livelli critici, in assenza di paura o panico, il corpo continua a respirare più forte e più veloce, finché non si perdono i sensi. E se la situazione non migliora in qualche modo mentre siamo sdraiati lì per terra, sopraggiunge la morte.

È come se il terrore fosse il dolore del soffocare, è l’equivalente dell’essere accoltellati o bruciati, anche se è solo un fatto chimico corporeo. Proprio il corpo è in grado di simulare l’asfissia in una circostanza davvero strana, conosciuta come paralisi nel sonno. È una sensazione-situazione talmente potente che ha alimentato abbastanza folklore nella storia dell’umanità da poterci riempire libri e libri, tutti più o meno con storie di vittime torturate da streghe e demoni. Nonostante una storia dell’umanità piena di gente scuoiata viva, lasciata in pasto a bestie e insetti, e vittima di tanti altri metodi creativi di supplizio, la paralisi nel sonno rimane comunque fuori dalla nostra portata: nel reame dei demoni.

La paralisi notturna è una specie di esperienza di pre-morte.

Per chissà quale ragione, la strega (o demone) mi ha lasciato in pace per circa 10 anni. Tra il 2000 e il 2003 mi faceva visita ogni notte, anche più volte prima della mattina, e pensavo che prima o poi mi sarei svegliato giusto in tempo per morire davvero. La sensazione data dalla paralisi e la morte vera e propria sembravano distanti tre o quattro battiti cardiaci e un respiro terribilmente faticoso.

Ma non sono del tutto onesto.

La verità è che spesso e volentieri non percepivo nessuna distanza tra le due cose. La paralisi nel sonno di per sé sembra la morte, o il momento cruciale prima della morte, o quello che immaginiamo possa essere quando abbiamo paura di stare per morire. Non sono mai stato ucciso da una paralisi prolungata, ma ho speso tantissime ore fermo nel buio della mia stanza in uno stato di appena-morte. L’altra mattina, illuminato dalla stucchevole luce arancione dell’alba, mi sono svegliato appena-morto di nuovo. La sensazione è durata per un’eternità, poi è scomparsa.

“Essere cavalcato da una strega” è il termine tramandato nel folklore del Sud America per descrivere la paralisi nel sonno. Ci sono molte altre leggende al mondo. Alle Fiji, si dice kana tevoro, o essere divorati da un demone. Alle volte si aggiungono grida come kania! kania! (“eat! eat!”) pronunciate dalle persone che assistono la vittima e cercano di prolungare l’esperienza e farla a comunicare con i morti. In Turchia, è il djinn (un altro demone) che strangola le persone nel sonno e l’unico rimedio è leggere passi del Corano. In certe parti della Cina, è un topo che ruba il respiro. Nel folklore catalano è un cane gigantesco che entra nella stanza e si siede sul petto della persona mentre dorme. (Il folklore catalano è il migliore.) In generale, però, si riscontrano varianti del concetto di strega o demone che soffoca e tortura la propria vittima.

C’è persino un horror svedese sul fenomeno.
https://youtu.be/QIfQgmpp96k

La paralisi nel sonno non è altro che il cervello che si sveglia prima del corpo, crudelmente. Sei lucido e sveglio ai piani alti, ma il tuo corpo in pratica non funziona. Una caratteristica tipica del fenomeno è la sensazione di respirare con un muro di mattoni crollato sul petto. Si possono fare alcuni movimenti, in realtà, ma è come dover lottare contro quell’ammasso di mattoni. Ciò nonostante, sono riuscito a rotolare su me stesso fino al pavimento più volte di quante ne sappia contare. Suona assurdo, ma neanche quello è servito a interrompere la paralisi; più spesso, il fenomeno finiva perché mi riaddormentavo, per poi svegliarmi completamente (corpo e mente) poco dopo. I sogni che sopraggiungono nello spazio tra gli episodi di paralisi e il risveglio vero sono assolutamente fuori dalla norma—allucinazioni, esperienze extra-corporee, roba da Nightmare on Elm Street.

La cosa strana è che in quegli anni non ho mai parlato della cosa con un medico. Lo ammetto, tendo a evitare i medici finché le situazioni non sono del tutto fuori controllo, cosa che è stata particolarmente vera tra la mia adolescenza e i miei vent’anni. Ma guardando indietro faccio fatica a capire perché svegliarmi morto ogni mattina non mi abbia spinto a prendere in mano la situazione.

Questa mia riluttanza c’entra forse con la sensazione che la paralisi fosse aldilà delle competenze di un medico. Tra le varie malattie che ho avuto negli anni, ero in grado in genere, ad un certo punto, di riprendere il controllo e avere uno sguardo obbiettivo sulla situazione. Non è stato così per la paralisi nel sonno; accade in uno stato che sembra, da una certa prospettiva, così personale da andare oltre la medicina (proprio come i sogni); da un’altra prospettiva, l’esperienza somiglia a qualcosa di impossibile da correggere. In pratica, la paralisi nel sonno sembra non avere una vita oggettiva. Questa esperienza è descrivibile come una completa incapacità di interagire col mondo reale, mentre si è forzati a restarci dentro. È la cosa più personale che possa concepire e, in quanto tale, non può avere senso nello stesso contesto di una soluzione medica, non nel senso comune del termine.

È un cane che si morde la coda privo di logica scientifica e se avete letto altro di quello che ho scritto per questo (http://motherboard.vice.com/author/MichaelByrne) sito, potrebbe sembrare anche equivoco. Bé, la sensazione è strana fino a questo punto.

La scienza in qualche modo mi dà ragione. La paralisi nel sonno è considerata una parasomnia, ovvero un disturbo del sonno che implica fare qualcosa di tendenzialmente strano. Altri esempi includono il sonnambulismo, la sexsomnia e mangiare nel sonno. Morire nel sonno è annoverata tra queste, benché prevedano tutte una condizione di “risveglio parziale” (che prende diverse forse a seconda delle diverse fasi del sonno.) Il sonnambulismo, per esempio, è l’opposto della paralisi nel sonno. Il cervello della persona rimane addormentato, mentre il corpo è sveglio o almeno non immobile. (Peraltro, quanto è inquietante che il cervello possa spegnere un interruttore e annullare completamente la capacità di muoversi?) Il sonnambulismo, forse perché ha conseguenze potenziali molto più complesse, è studiato in modo molto più approfondito, mentre il caso inverso rimane nel reame del folklore e dei blog post.

Uno studio del 2012 sulla rivista Consciousness and Cognition prova a mettere insieme secoli di folklore “straordinariamente coerente” sulla paralisi nel sonno con la neurofisiologia del sonno. C’è molto di più di un semplice fenomeno abbastanza terrificante da portare la vittima a puntare il dito contro forze sovrannaturali.

La sensazione specifica di “essere cavalcati da una strega” si ricollega perfettamente a roba cerebrale reale. Ad esempio, la paralisi nel sonno induce uno stato di “ipervigilanza” nel cervello. Si tratta di una condizione specifica in cui una persona entra in una modalità di allerta estrema e ogni senso si acutizza. Il risultato è un percezione degli stimoli del mondo reale assurdamente esagerata. È uno dei criteri di diagnosi per la PTSD, e quando l’ansia che ne risulta impenna, cominciano i deliri e le allucinazioni. Secondo l’articolo, questa è la strega, l’altra persona nella stanza che toglie il respiro dal petto della vittima.

In realtà, l’ipervigilanza spiega solo la strega, non la perdita del respiro. Questa sensazione si collega a un altro fattore. Questo fattore, biologicamente parlando, è dovuto ad una iper-polarizzazione dei motoneuroni. In altre parole, diventa molto difficile trasmettere un segnale giù per il sentiero dei neuroni motori (quelli che controllano i movimenti dei muscoli) per colpa di un aumento del potenziale elettrico tra neuroni diversi. Ci vogliono più scintille per far arrivare il messaggio del cervello nei punti in cui deve arrivare, tipo i muscoli del diaframma.

Questo è ciò che succede normalmente quando siamo nella fase REM del sonno. Dopo tutto, respirare è di per sé un riflesso involontario; non abbiamo bisogno di sparare messaggi dal cervello cosciente al diaframma per far funzionare la respirazione. Va da sola. I sensori intorno al cuore individuano i cambiamenti nel pH del sangue dovuti all’aumento e alla diminuzione dell’anidride carbonica (vedi sopra), e inviano messaggi al centro della respirazione che è nel cervello, nella Medulla oblongata, che invia le risposte appropriate ai polmoni. Chiaro e semplice.

Ad ogni modo questo è il peso da sopportare. Il corpo disattiva da solo i neuroni motori perché crede che tu stia dormendo e non vuole che ti muova. Ma durante la paralisi nel sonno sei solo mezzo addormentato, si tratta di una collisione tra gli stadi di sonno REM (corpo paralizzato, cervello in stato di incoscienza, attività onirica) e lo stato di veglia, due stadi connessi dal sonno NREM (nessun movimento rapido degli occhi e assenza di sogni). Lo stato NREM caratterizzato in parte dal corpo non paralizzato, comprende esso stesso diversi stadi, il primo dei quali coinvolge la transizione dallo stato di veglia a quello dell’incoscienza. Durante la paralisi nel sonno, assistiamo a una sovrapposizione di questi stadi, il corpo è ancora paralizzato come nel sonno REM ma il cervello emette onde alfa, segnale dello stato di veglia. Nello stato di coscienza, le onde alfa sono associate al riposto o al rilassamento mentre quelle beta associate alla concentrazione ed essenzialmente alle risposte del corpo allo stress. Il primo studio neurofisiologico sulla paralisi del sonno, è stato svolto da Takeuchi con altri ricercatori solo 20 anni fa e ha rivelato che anche le onde beta vengono emesse durante il sonno. Questa cosa non accade durante il sonno normale. Le onde beta significano stato di veglia completo.

I fattori di rischio per la paralisi nel sonno sono spesso correlati alle sostanze chimiche presenti nel cervello e alle abitudini del sonno: depressione, ansia, eventi traumatici, disturbi post traumatici da stress e privazione del sonno. All’epoca dei miei episodi di paralisi, facevo i turni di notte in un hotel mentre di giorno andavo a scuola. Di solito dormivo tra le sei e le dieci di sera o un’oretta intorno alle cinque di mattina sul pavimento di un ufficio con un cuscino e una coperta che nascondevo in uno schedario.
Ero messo piuttosto male e, parlando in generale, a livello psicologico stavo uno schifo (ero allo sbando) e il tutto era peggiorato dalla mia abitudine di sospendere e poi riprendere l’utilizzo di psicofarmaci tutto il tempo. Forse queste è parte dei motivi per cui non sono mai corso a farmi vedere da un dottore: ero comunque un caso perso e all’epoca svegliarmi morto mi sembrava una cosa piuttosto ragionevole.

È sorprendente e in qualche modo catartico quando si scatena la paralisi nel sonno. Normalmente viene seguita da un altro stadio di sonno normale e alla fine da un risveglio regolare e senza paralisi. È la sensazione di sollievo più liberatoria che possiate immaginare, come ritrarre una mano tenuta sopra una fiamma ed è seguita da diverse ore in cui ci si sente come accartocciati e completamente spossati. È un bell’effetto: una sorta di incendio soffocante che ti purifica o qualcosa del genere…ma non la raccomanderei a nessuno.

fonte http://goo.gl/9uYx4O

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10 oggetti che avete sempre pulito nel modo sbagliato!

I nostri genitori ci insegnano come fare le pulizie. A loro volta hanno imparato dai loro genitori e così via. Così noi andiamo avanti per tutta la vita a pulire come si è sempre fatto.

Se vostro padre spolvera in un certo modo, voi per imitazione lo farete nella stessa maniera, ma se vi dicessimo che il modo di fare i lavori di casa così come è stato tramandato da generazioni fosse sbagliato? Beh, non completamente sbagliato ma esistono modi più efficienti per farlo e in meno tempo.

Non ci credete? Date un’occhiata a questi 10 piccoli trucchi.

1. Taglieri

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Tagliate un limone, versate del sale sul tagliere di legno e sfregare per bene, poi lavate con acqua e sapone per stoviglie. Riuscirete così a pulire a fondo rimuovendo anche quelle piccole particelle che possono rimanere incastrate nel legno.

2. Teglie

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Sfregare le teglie con sapone per stoviglie non è sufficiente per rimuovere tutto lo sporco. Preparate una miscela con 1/4 di tazza di bicarbonato di soda e quanto basta di acqua ossigenata per ottenere una pasta morbida. Utilizzatela per sfregare per bene la teglia e lasciarla agire per qualche ora. Risciacquare con acqua, il risultato? Come nuove!

3. Doccia

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Un semplice spray e una passata di spugna non sono sufficienti per far risplendere la pigna della vostra doccia. Ma esiste un modo semplice ed efficiente per riportarla al suo originale splendore. Prendete un sacchetto di plastica per alimenti, versate al suo interno dell’aceto bianco, infilatelo sulla pigna e chiudete con un legaccio. Lasciate agire per un’ora, una passata di spugna umida e sarà come nuovo.

4. Materassi

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I materassi sono una bella sfida da pulire. Per prima cosa passatevi l’aspirapolvere per eliminare qualsiasi residuo. Quindi, cospargete il materasso con bicarbonato di sodio sull’intera area. Lasciate riposare per qualche ora e poi ripassate l’aspirapolvere. Finito!

5. Microonde

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Il modo più semplice ed efficace per pulire a fondo il vostro microonde esiste. Ponete nel forno un contenitore con acqua e aceto, accendete alla massima temperatura per almeno 2 minuti. Asciugate con un panno, il vostro microonde sarà pulito e splendente.

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6. Spazzolini da denti

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Un numero sorprendente di persone non pulisce lo spazzolino da denti! Non solo bisognerebbe sostituire lo spazzolino ogni 3 mesi, più o meno, ma bisognerebbe pulirlo regolarmente. Prendete un bicchiere pulito e riempitelo con aceto bianco. Immergetevi il vostro spazzolino per qualche ora. Semplice no?

7. Tostapane

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Se per pulire il vostro tostapane vi limitate a scuoterlo a testa in giù ogni tanto, beh, non basta. Anche l’esterno deve essere pulito e lustro. C’è un modo molto semplice: prendete del cremor tartaro, un po’ d’acqua e con una spugnetta sfregate per bene l’esterno del vostro tostapane. Tornerà come nuovo, lucido e splendente. E l’interno? molti modelli hanno dei cassettini estraibili per rimuovere tutte le briciole facilmente.

8. Forno

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Solitamente ci vogliono ore per pulire il forno ed è un’operazione che si tende a rimandare proprio per questo, fino ad arrivare al punto di non ritorno! Ma c’è una soluzione molto più semplice e veloce. Mescolate del bicarbonato di sodio con pochissima acqua, in modo da formare una pasta piuttosto densa, spargetela all’interno del forno e lasciate agire per una notte. Poi, spruzzate un po’ di aceto bianco e pulite con un panno bagnato. Accendete quindi il forno a bassa temperatura per una ventina di minuti per far asciugare. Come nuovo!

9. Tapparelle e imposte

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Esiste un modo molto efficace per pulire velocemente le imposte ma molti di noi ancora non lo conoscono. Indossate una calza di cotone imbevuta di acqua e aceto sulla vostra mano e passate le liste delle imposte e delle tapparelle, una ad una. Facile no? Per asciugare utilizzate l’altro calzino e il gioco è fatto.

10. Quadri e dipinti

Avete mai pensato che una fetta di pane potesse essere il modo più veloce ed efficace per rimuovere la polvere e lo sporco dai vostri dipinti?

Come vedete basta conoscere qualche piccolo trucco per pulire a fondo, ottenendo ottimi risultati in meno tempo. Ditelo anche ai vostri genitori!

fonte http://goo.gl/nv4O20

Siamo in tv da Novembre con le nostre videoricette vegetariane!

6MIATV
ATTUALMENTE Piemonte 172, Liguria 273, Valle D’Aosta 216, Lombardia 213, Lazio 624, Toscana 618, DALL’1 DICEMBRE IN EMILIA-ROMAGNA, VIA VIA NEI MESI SUCCESSIVI SARANNO ATTIVATI CANALI NELLE ALTRE REGIONI

Buona visione!
Renzo&Massimo
twitter.com/FinestraLibera
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finestralibera
www punto CoscienzaSpirituale punto net

Alimentazione vegan nello sport

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In questo opuscolo vengono approfonditi alcuni aspetti dell’alimentazione vegana nello sportivo, mostrando come essa sia non solo adeguata, ma vantaggiosa.

Scegliere gli alimenti giusti ed introdurli al momento giusto può fare la differenza in termini di risultati sportivi, a parità di sedute ed ore di allenamento. Adottare un’alimentazione 100% vegetale può essere una scelta vincente per chi pratica sport ad ogni livello: questo tipo di alimentazione, basata su cereali integrali, legumi, frutta e verdura in abbondanza, frutta secca e disidratata, risulta essere "nutrient dense" ovvero ricca di nutrienti fondamentali per l’organismo umano.

I benefici sono molteplici: diminuzione dello stress ossidativo legato all’attività fisica; miglior recupero post-allenamento; aumentata efficienza del sistema immunitario. Molti atleti di punta testimoniano come le loro capacità atletiche abbiano registrato positivi miglioramenti dopo il passaggio ad un’alimentazione vegana.

Autrice dell’opuscolo: dott.ssa Denise Filippin, biologa nutrizionista, esperta in nutrizione 100% vegetale.

Redazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV

16 facciate, a colori.

Ordinabile in cartaceo oppure scaricabile gratuitamente in pdf su AgireOra Edizioni.

Buona lettura,
la Redazione di SSNV

Incontro con Helga Schneider

In quattordici città, a partire da fine ottobre e fino a primavera inoltrata, ogni settimana le librerie ospiteranno, in orario curricolare, quindi in una mattinata infrasettimanale, un incontro tra uno scrittore e i ragazzi di un paio di classi delle scuole. Il programma è già definito in tutte le date, in modo che gli insegnanti possano decidere se e a quali incontri partecipare (è necessario prenotare la partecipazione) e possano anche, se lo credono, impostare un lavoro preparatorio all’incontro al quale porteranno la loro classe.

Gli autori sono i più diversi, così come le fasce d’età dei partecipanti, dalle elementari alle superiori. Si va da Massimo Birattari, che si sottopone a un vero e proprio tour de force per incontrare quante più scolaresche possibile in occasione dell’uscita del suo L’Italia in guerra, edito da Feltrinelli a Fabio Geda, da Marco Vichi a Helga Schneider (Bologna, 27 gennaio 2016), da Giuseppe Zanetto al Premio Andersen 2015 Luigi Garlando.

I primi appuntamenti il 20 ottobre: a Milano con Luigi Garlando e il suo L’estate che conobbi il Che (Rizzoli), a Bologna con Il pianeta nel piatto di Anna e Paolo Sarfatti (Mondadori), a bari con La sirenetta in mezzo al mar, di Chiara Cannito (edizioni Quorum).
In totale, nelle città di Milano, Torino, Genova, Verona, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Palermo, Catania, Pomigliano, avranno luogo 228 eventi: 208 incontri con gli autori e 20 incontri in occasione della Giornata Internazionale contro il razzismo (21 marzo) e della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti (8 aprile) realizzati in collaborazione con l’associazione Il razzismo è una brutta storia. Calcolando una ventina di studenti a classe per due classi, a fine anno scolastico per le sale delle librerie Feltrinelli saranno transitati non meno di 5000 ragazzi.

A questa attività si lega un’altra iniziativa che mette in contatto gli studenti con il libro fuori dalle aule, nel suo, diciamo così, ambiente naturale. Le stesse librerie Feltrinelli che ospitano gli incontri con gli autori organizzano a scadenze regolari la Visite guidate in libreria. Un libraio esperto riceve la classe in visita e guida gli studenti e i docenti tra sale e scaffali raccontando la vita del libro, i criteri che guidano il lavoro dell’editore e quelli che ispirano la libreria. Per tutti i partecipanti a incontri e visite, un buono sconto del 15%.

Tutte le informazioni su ogni singolo evento nella pagina dedicata a “La tua classe in libreria” su www.lafeltrinelli.it

fonte http://www.feltrinellieditore.it/news/2015/10/20/la-tua-classe-libreria