Lo zenith dell’amore altruistico

Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja

Lo zenith dell’amore altruistico

Den Haag – Olanda

14 Maggio 1996

Srila Gurudeva: so che alcuno devoti hanno promesso, "Io non praticherò ciò che il mio Gurudeva non ha rivelato e detto." Questa promessa significa che non avete capito completamente i sentimenti del vostro Gurudeva. Il vostro Gurudeva non ha mai detto: "Dovresti essere rigorosi e cantare solo sedici giri."

Questa istruzione è per i principianti. Così, passo dopo passo, dovete avanzare sul sentiero della devozione. Se non fate in questo modo, è niyamagraha (l’abbandono delle norme prescritte per la propria idoneità o l’adottare regole che sono appropriate per altri).

Con mente risoluta, potreste essere giunti alla conclusione: "Voglio cantare 32 giri di harinama ogni giorno. Offrirò omaggio a tutti i vaisnava e alle personalità legate a Krishna, Radhika, alla nostra Guru-parampara, e a tutti i luoghi dove Krishna ha svolto i suoi passatempi. Offrirò miei omaggi 1.008 volte. Vorrei anche leggere ogni giorno un capitolo della Chaitanya Caritamrita e dello Srimad Bhagavatham."

Ma dopo qualche tempo, pensate, "Non sto completando i miei voti. A volte riesco a completarli e a volte riesco anche a osservare upavasa, il digiuno dal cibo. Ma non recito l’harinama, mentre faccio ekadasi. Posso recitare esternamente Hare Krishna ma internamente dei pensieri estranei mi affascinano". Questo è niyamagraha. Cercate di svolgere tutti i servizi devozionali, altrimenti sarà niyamagraha. Tutti hanno capito ciò che ho appena detto?

Devoto: Se si promette di completare un numero di harinama, o di eseguire determinati servizi devozionali, si devono compiere regolarmente con devozione e non solo esternamente.

Srila Gurudeva: A volte si tralasciano questi importanti servizi, e qualche volta li seguiamo con cautela. A volte fate l’adorazione alle divinità, a volte la trascurate. A volte ascoltate hari-katha e a volte no. Queste discontinuità costituiscono niyamagraha.

Quindi, non dovete fare in questo modo. È necessario adempiere a tutti questi servizi devozionali in modo regolare, come un flusso continuo. Jana sangas ca- non dovete essere vincolati alle cattive compagnie. Non accettate mai cibo o acqua dalle mani di persone che non praticano la bhakti per Krishna.

Non accettare nulla da loro; in loro associazione la vostra intelligenza sarà distrutta. Nella loro vicinanza, la vostra bhakti deve essere tenuta segreta.

Non intrattenete mai lunghe conversazioni con loro, anche se queste persone possono essere membri della famiglia come un figlio, il fratello o il marito. Potete incontrarli e parlare semplicemente di questioni comuni. Ma mai parlare delle verità confidenziali della bhakti. In questo modo, regolate il vostro comportamento di conseguenza. Siate sempre impegnati nel sadhu-sanga.

Qual è il significato di sadhu-sanga? Significa associazione con un devoto di alta classe nella linea del nostro guru, e in particolare nella linea di Rupa Gosvami e Mahaprabhu. Con la compagnia di tale sadhu, dovete cercare di avere la sua associazione e ascoltare la sua katha. Non siate impigliati in compagnia di persone mondane.

L’associazione di persone che non hanno devozione deve essere evitata a tutti i costi, altrimenti la vostra bhakti verrà distrutta. Ciò vale anche per un confratello. Un confratello può avere l’abitudine di chiacchierare o criticare, così anche la vostra associazione con tale confratello deve essere evitata.

Piuttosto, dovete stare in compagnia del devoto assorto nel servizio devozionale di Krishna. Questo devoto piange mentre canta continuamente il santo nome, ed è molto più avanzato di noi. Laulyam ca- dovete avere un forte desiderio per il servizio a Krishna.

Non siate controllati dal desiderio di acquisire le cose del mondo materiale. Cercate di seguire tutte queste istruzioni. Dovrei evitare di parlare di più, come i medici mi hanno consigliato di riposare. Ma sento molta separazione dai devoti. Quindi, tutti voi dovete essere soddisfatti. Distribuite il Maha-prasadam a tutti.

Srila Gurudeva: Prima di tutto, mi inchino ai piedi di loto del mio maestro spirituale, Nitya lila pravista Om Visnupada Sri Srimad Bhakti Prajnana Kesava Gosvami Maharaja. Allo stesso modo offro i miei omaggi ai piedi di loto del mio Siksha guru e confratello sannyasi, Nitya lila pravista Om Visnupada Sri Srimad Bhaktivedanta Svami Maharaja. Inoltre offro i miei umili omaggi a Jagad-guru Nitya lila pravista Om Visnupada Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Thakura. Sono molto felice di essere venuto in Olanda. Ho incontrato molti devoti qui. Con la loro buona associazione, sono diventato molto ispirato.

Prima di venire nei paesi occidentali come l’Olanda, e l’Inghilterra, ho pensato, "La mia padronanza della lingua inglese non è

così avanzata come le lingue native dell’India. Come faccio a parlare la meravigliosa hari-katha e conversare con i devoti? "

Ma con l’associazione dei devoti, mi sono sentito molto ispirato. Il mio Navadvipa Prabhu mi ha aiutato tanto. Lui è il mio insegnante di inglese. Mi ha aiutato in tanti modi. Ha tradotto molti libri. Il suo aiuto continuerà anche in futuro. Voglio che i miei libri pubblicati siano autentici come quelli di Bhaktivinoda Thakura e i libri di Prabhupada.

Ma il mio inglese è povero e traballante, quindi non sarò in grado di farlo da solo. Io non posso farlo da solo. Dovrò appoggiarmi sulle sue spalle. Il mio inglese è zoppo, ma non è cieco come la persona di cui viene l’analogia, così, lui mi porterà sulle sue spalle. Sono molto felice di essere venuto qui.

Credo che la mia missione nel venire qui, abbia avuto tanto successo. Sono così felice nel vedere i devoti anziani di Svamiji, perché mi aveva esplicitamente ordinato negli ultimi giorni dei suoi passatempi manifesti, di aiutare i suoi discepoli. Svamiji mi disse, "Dovresti aiutare i miei discepoli a far sviluppare in loro la coscienza di Krishna. Devi incoraggiarli e ispirarli. "

Svamiji ha anche usato una parola specifica per descrivere alcuni suoi discepoli, che io non desidero ripetere. Mi auguro che i devoti non mi fraintenderanno se ripeto questa parola che Svamiji ha utilizzato. Svamiji

mi ha detto: "Ho raccolto tante scimmie. Essi sono inclini a litigare l’un con l’altro. Nella predica della mia missione, possono essere fuorviati. Ho bisogno del tuo aiuto. I devoti devono essere aiutati e nutriti, in modo che possano proseguire sulla strada giusta. Non devono scegliere la direzione sbagliata."

Ma, purtroppo, solo pochi devoti hanno veramente seguito Svamiji. Durante il mio soggiorno qui, volevo visitare un centro di devoti, ma purtroppo, per me la porta era chiusa.

Così, è stato molto doloroso. Un mayavadi (impersonalista) può venire e visitare i locali del tempio, e anche un karmi (materialista) è ben accolto. Inoltre essi saranno debitamente invitati e onorati, invece i devoti non sono ammessi. Questo fatto è davvero molto doloroso!

Voglio che questi misfatti di comportamento tra devoti siano rettificati imparando a rispettare correttamente i devoti. Anche se io non sono un puro devoto, mi considero un servitore di Svamiji, quindi dovrei essere trattato adeguatamente e onorato perché l’ho servito tanto. Credo che nessuno abbia servito Svamiji tanto quanto me, fin dall’inizio della sua predica.

Forse alcuni di voi non sanno come l’ho servito, ma Svamiji ha voluto il mio servizio fin dall’inizio ancor prima che prendesse l’ordine di rinuncia. Ho servito Svamiji dai primi giorni fino agli ultimi giorni della sua permanenza manifesta in questo mondo.

Ma alcuni devoti dicono che dovrei essere evitato. Tale falsa propaganda non è dannosa per me, ma è dannosa per i devoti che insinuano queste accuse infondate. Prego Prabhupada, Sri Radha-Krishna e Mahaprabhu che vengano perdonati per queste accuse e che imparino ad onorare tutti i Vaisnava.

Il vaisnava può essere un discepolo di qualsiasi Guru autentico, e se ha sinceramente preso rifugio ai piedi di loto di Mahaprabhu, Nityananda Prabhu, e la Coppia Divina Sri Radha-Krishna; lo dobbiamo onorare.

Dovremmo cercare di onorare il devoto anche se non è iniziato. Ed è importante non seguire i devoti coinvolti in queste trasgressioni di comportamento tra Vaisnava.

Cercate di onorare tutti i vaisnava che cantano l’harinama, a prescindere se hanno accettato la prima o la seconda iniziazione. Chiunque abbia servito Svamiji; possiamo offrire le nostre preghiere e omaggi a loro, la nostra vita per loro. Dobbiamo sempre cercare di servirli.

Se un cane dice, "Sono parente di Svamiji, e voglio continuare il mio servizio", allora ascoltando tali desideri, vorrò abbracciare e onorare anche un cane. Se volete progredire nel canto dell’harinama, e vi sforzate di raggiungere la pura bhakti; allora dovrete imparare a offrire rispetto a tutti i vaisnava.

trnad api sunicena …

Non so che colpa ho commesso ai piedi di loto di Svamiji, per cui alcuni devoti sono scontenti di me. In ogni caso, sono molto lieto di incontrare tutti voi. Volevo offrire personalmente a tutti i miei sentimenti di amore e devozione, ma la mancanza di tempo non mi ha reso capace di farlo.

Volevo spiegare le istruzioni di Mahaprabhu a Rupa Gosvami e Srila Sanatana, volevo anche spiegare il dialogo tra Sri Raya Ramananda Prabhu e Mahaprabhu, questi argomenti sono così di alta classe. Senza sapere tutte queste discussioni sulla bhakti, non si può essere vaisnava autentici.

Quindi, se volete essere vaisnava autentico e servire sinceramente i piedi di loto di Prabhupada, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada, Srila Bhaktivinoda Thakura, Rupa Gosvami, soprattutto Mahaprabhu e Nityananda Prabhu, e soprattutto la Divina coppia- Sri Radha e Krishna; dovrete conoscere tutte queste sfaccettature e discussioni sulla pura bhakti.

chi sono quelli che dicono: "Voi non siete qualificati per ascoltare queste discussioni". Allora per chi sono state scritte questi dialoghi trascendentali?

Chi propaga questa nozione di ineleggibilità è fuorviante verso altri devoti. Ascoltando questi passatempi, il desiderio di servire Sri Radha e Krishna si manifesterà in voi. Ma come può sorgere questo desiderio intenso, se scegliete di non ascoltare questi passatempi? Come pensate di imparare a servire?

Quando si è giovani, si va a scuola per imparare, ma piuttosto se dite: "Io non sono qualificato per andare a scuola e imparare l’alfabeto," cosa farà il vostro insegnante?

L’insegnante dirà: "Scrivi a, b, c, d."

Ma che cosa si impara se dite, "Io non sono qualificato per imparare a, b, c, oppure d. Io non sono qualificato. "

Come pensate di avanzare nella vostra formazione? Dobbiamo cercare di seguire le orme di Svamiji e mettere in pratica ciò che ha detto.

Svamiji non ha mai detto: "Dovresti disonorare i Vaisnava." Svamiji ha scritto ciò da qualche parte? Mai. Svamiji era un Guru e Vaisnava autentico. Dovremmo seguire esattamente quello che ha detto.

Svamiji potrebbe aver detto qualcosa che dall’esterno può apparire sbagliato alla mente, per esempio ha scoraggiato alcuni suoi discepoli di avvicinarsi ad alcuni devoti. Ecco perché, Svamiji mi ha detto durante gli ultimi giorni della sua permanenza fisica che, «l’ho fatto solo per la predica".

Io ho risposto, "non hai fatto alcun errore. Hai fatto quello che dovevi fare in quel momento. Sei un vaisnava puro. Tu sei un amico molto caro al mio Gurudeva. Anche se ti ha dato l’ordine di rinuncia, l’intimità della vostra relazione vi lega come tra amici del cuore. Sei un caro amico del mio Gurudeva. Nel mio cuore, tu sei il mio Siksha-guru. Inoltre, tu sei il mio amico del cuore."

Quindi, cercate di seguire Svamiji profondamente e internamente, non esternamente. Desidero che i devoti che hanno lasciato la Iskcon, a causa del loro cattivo comportamento, ritornino in linea.

Essi dovrebbero essere ispirati nei loro servizi come come era ai tempi di Svamiji. I devoti riuniti qui dovrebbero trasmettere il mio messaggio di riportare e di aiutare i devoti che hanno lasciato la Iskcon. Essi dovrebbero essere aiutati a progredire nella loro coscienza di Krishna.

Dovete offrire onore e rispetto reciproco. Tutti voi dovreste avere amore e affetto gli uni per gli altri. Soprattutto rispettate chi canta Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare, Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare.

Queste sono le mie istruzioni e l’essenza del mio messaggio a tutti voi. Cercate di conoscere il dialogo tra Raya Ramananda e Mahaprabhu.

Ho molti tesori inestimabili da darvi, ma non c’è tempo. Volevo spiegare uno sloka dello Srimad Bhagavatham. Non posso concludere la mia esposizione del dialogo tra Raya Ramananda Prabhu e Mahaprabhu, così spiegherò questo sloka dello Srimad Bhagavatham invece.

bhajate bhajanta eko abhajato …

Questo sloka è tratto dal decimo canto dello Srimad Bhagavatham. Il significato è che quando Krishna danzò con le Gopi, ha offerto loro molto rispetto.

Ha detto ad ognuna di loro, "Oh, sei così stanca. Le perle di sudore decorano il tuo volto di loto." Dicendo questo, Krishna ha preso il suo Pitambara, scialle dorato, e con le sue stesse mani ha asciugato le gocce di sudore che si erano raccolte sui volti delle gopi."

Durante le sue suppliche alle gopi, Krishna ha anche detto, "Sei stanca? Posso massaggiarti i piedi? Vedo che la cavigliera ai tuoi piedi si è allentata mentre ballavamo."

Krishna ha poi aggiustato le cavigliere delle gopi con le proprie mani. Ha danzato con ogni gopi, egli non danzava solo con Radhika.

Mentre danzavano con Krishna, le gopi pensavano: "Siamo saubhagini."

Qual è il significato di saubhagini? C’è un significato speciale in questa parola. Quando il marito è controllato dalla moglie, la moglie si chiama saubhagini. Ora Krishna è controllato da tutte le gopi.

Krishna ha dato immenso rispetto alle gopi, così tutte le gopi sono ‘saubhagini,’ le più fortunate. In questo, ogni gopi cominciò a pensare: "Io sono la più cara a Krishna. Io sono la sua più cara amata. Nessuna è come me." Così, le gopi divennero pazzi nel loro orgoglio trascendentale.

Ogni singolo pensiero delle gopi era: "Krishna mi ama così tanto. Il suo amore per me è ineguagliabile e insuperabile. " Le gopi erano molto orgogliose di se stesse.

Radhika vedendo questa scena pensò: "Krishna danza con me e anche con ogni gopi. Dana con tutte. Ma tutte pensano che Krishna danza solo con loro. " Così, Radhika era in Maan, rabbia dovuta alla gelosia.

Krishna aveva promesso a Srimatiji, "Nessuna gopi è uguale a Te. Io desidero unicamente Te" Ma Krishna ora si era rimangiato le parole. Stava ballando con Radhika ma allo stesso tempo con tutte le altre gopi.

Così, Radhika interruppe la sua danza e divenne maanvati. Le altre gopi erano prese dai pensieri di orgoglio: "Krishna mi ama più di chiunque altra."

Erano diventate estremamente orgogliose. Radhika divenne maanvati e pensò: "Io non voglio questo. Non voglio condividerlo con nessuno."

Ma è un dato di fatto, che Radhika vuole che tutte le gopi si incontrino con Krishna. Ma ora Radhika era in Maan. Dopo che Radhika lasciò l’arena del rasa, Krishna realizzò, "Se Radhika non prende parte a questa danza del rasa, non c’è senso nella rasa-lila."

"Cosa devo fare per compiacere Radhika?"

Dopo che Radhika scomparve, Krishna pensò ansiosamente: "Dov’è Radha? Dove è Radha?"

Non vedendo Radhika, Krishna pose il flauto sulle labbra e suonò: "Radhe! Radhe!" Nessuna delle gopi sentì Krishna chiamare Radhika. Nessuna delle gopi notò che Radhika aveva lasciato l’arena della danza e che anche Krishna aveva lasciato l’arena, alla ricerca della sua più cara amata.

Tutte le gopi cominciarono a cercare disperatamente Krishna, l’unico pensiero che presiede la loro mente è stata: "Dove si trova Krishna? Dove è Krishna? " Hanno cominciato a piangere amaramente e divennero totalmente pazze in separazione da Krishna.

Nella loro follia trascendentale, hanno chiesto gli alberi intorno a loro, "Hai visto il mio amato?" Ma gli alberi non hanno risposto.

Le gopi avvicinarono Tulasi-devi e dissero: "Oh tu sei Krishna-priya, molto cara a Sri Krishna. Sai dove Krishna è presente, perché sei così felice dal suo tocco! I tuoi manjari formano un’onda di gioia e la tua felicità non conosce limiti. Ti preghiamo di dirci dove è andato Krishna."

Non trovando risposta neppure da Tulasi-devi, le gopi dissero: "Lei è felice dal tocco di Krishna, quindi nel suo stato di gioia trascendentale, non è in grado di rispondere."

Le gopi poi avvicinarono i rampicanti e videro molti fiori sparsi su di essi.

Le gopi dissero l’un l’altra, "Oh, ridono perché hanno incontrato Krishna. Krishna ha anche colto dei fiori da loro. "

Le gopi chiesero ai fiori: "Oh Juhi! Oh Malati! Oh Mallike! Tutti voi siete così felici! Avete certamente incontrato Krishna. Quindi, per favore diteci dove è andato.’’ Ma neppure i cespugli e fiori risposero.

Le gopi dissero: "Le piante rampicanti non sono di aiuto". Poi si avvicinarono agli alberi, come gli alberi Kadamba, gli alberi di mango, alberi Bakula, e molti altri grandi alberi. Questi alberi erano pieni di frutti succulenti e splendidi fiori.

Vedendo gli alberi, le gopi pensavano: "Oh gli alberi sono così alti! Così, devono aver visto in che direzione è andato Krishna."

Le gopi chiesero gli alberi dove si trovasse di Krishna, ma gli alberi non hanno risposto. Le gopi divennero sempre più tristi. Poi cominciarono a imitare i movimenti di Krishna.

Una delle gopi pensava, "Io sono Krishna", mentre un’altra sakhi si era identificata come la demone, Putana. Le gopi imitarono il passatempo di Krishna che succhiòla vita di Putana prendendo il latte dai suoi seni. Una gopi pensava, "Io ucciderò Putana."

La Sakhi che si era identificata come Putana non era una vera e propria sakhi, ma piuttosto, una manifestazione di Yogamaya-devi. In questo modo le gopi imitavano continuamente tutti i passatempi di Krishna. I passatempi effettuati dalle gopi costituiscono un altissimo livello di mahabhava.

Questi stati d’animo si manifestano raramente all’esterno. Infine, le gopi videro le impronte di Krishna e rapidamente hanno iniziato a seguire le orme. Dopo aver seguito le orme per un po ‘, hanno visto un altro paio di impronte di una dolce e buona ragazza. Queste impronte appartenevano a una giovane molto bella.

Le gopi pensarono: "Di chi sono queste impronte?"

anayaradhito nunam

bhagavàn harir isvarah

yan no govindah vihaya

prito yam anayad rahah

–Srimad Bhagavatam 10.30.28

["Quando le gopi cominciarono a parlare tra di loro,
hanno detto, 'Care amiche, la gopi che è stato portata via da Krishna in un
luogo appartato, deve aver adorato il Signore più di chiunque altro.' "]

"Oh, questa Gopi ha sicuramente adorato il Signore Supremo, Narayana e con la sua grazia, è diventata così vicina e cara a Krishna, tanto che Krishna la sta seguendo". Ma, Lalita, Visakha, e le altre gopi del gruppo di Radhika sapevano che queste impronte appartenevano alla loro Padrona, Radhika.

Divennero così felici nel vedere queste impronte, mentre i seguaci di Candravali divennero molto angosciate. Pensavano: "Chi è questa ragazza?" Loro non hanno potuto stabilire chi fosse. Ora, il loro orgoglio era stato dissipato.

Le gopi pensavano, "questa gopi che è con Krishna è certamente superiore a tutte le altre. Cosa possiamo fare? perché non abbiamo la fortuna come questa ragazza? Chi è? "

Lalita, Visakha, e le gopi appartenenti al gruppo di Radhika erano molto contente. Le gopi poi si sono imbattute in alcuni fiori sparsi a terra. Esse hanno inoltre notato che le impronte della Gopi erano scomparse. Ma a quel punto, le impronte di Krishna venivano incise più profondamente nel terreno.

Vedendo queste impronte impresse, hanno pensato e capito, "La ragazza era stanca, così Krishna l’ha portata fra le sue braccia." Dopo, si imbatterono in un’altra scena. Vedendo i petali sparsi dei fiori, le gopi pensavano: "Krishna ha decorato Radhika."

Questo posto si chiama Sringara-vata, un luogo ancora oggi presente a Vrindavana. Ma seguendo il percorso, hanno visto infine Radhika, che stava rotolando a terra e piangendo amaramente. Piangendo presa dal dolore, Radhika svenne.

Tutte le gopi si precipitarono da Radhika e la consolarono. Assistendo Radhika, tutte le gopi si adunarono sulle rive della Yamuna. Il loro canto di separazione da Krishna è noto come Gopi-gita.

Jayati te ‘dhikam janmana vrajah

srayata indira sasvad atra hi

dayita drsyatam diksu tavakas

tvayi dhrtasavas tvam vicinvate

–Srimad Bhagavatam 10.31.1

[Le gopi dissero: O caro, La tua nascita nella terra di
Vraja l’ha resa estremamente gloriosa, e quindi Indira, la dea della fortuna,

risiede sempre qui. E 'solo per il tuo bene che noi, tue devote servitrici,
manteniamo la nostra vita. Ti abbiamo cercato in tutto il mondo, quindi per
favore mostrati al noi.]

Mentre le gopi cantavano in separazione da Krishna, lacrime

rigavano i loro visi di loto. Ascoltando le loro canzoni di intensa separazione, Krishna non potè controllare se stesso e apparve davanti alle gopi.

Vedendo Krishna, alcune gopi erano arrabbiate, mentre altre hanno preso piedi di loto di Krishna sulle ginocchia e li hanno delicatamente massaggiati. Alcune gopi hanno messo le mani di Krishna sulle loro spalle e alcune gopi Lo hanno servito in modi diversi.

Alcune delle gopi che erano arrabbiate con Krishna, lanciarono sguardi obliqui dagli angoli dei loro occhi. E chi era la più importante di questi gopi che ha lanciato su Krishna sguardi pieni di gelosia? Era Radhika stessa.

Chi era la gopi che ha delicatamente massaggiato i piedi di loto di Krishna, ponendoli in grembo? Era Candravali. Radhika e il suo gruppo di gopi erano di uno stato d’animo di sinistra (Vamya-bhava). Srimati Candravali e il suo gruppo di gopi viceversa in uno stato d’animo di destra

(Dakshina-bhava).

Krishna vuole soprattutto assaporare i sentimenti delle gopi di sinistra. Dopo che tutte le gopi si riunirono sulle rive della Yamuna, organizzarono un posto per Krishna, che è stato colorato con la kunkum. Krishna si sedette su quel seggio decorato.

Cercando il loro perdono, Krishna disse alle gopi, "Ho fatto male." Un leggero sorriso di vergogna abbelliva il suo volto. Le gopi dissero a Krishna: "Abbiamo alcune domande da porTi. Vorrai rispondere? "

"Sì."

Le gopi dissero a Krishna, "Qualcuno possiede molto amore per un’altra persona. La persona a cui è diretto l’amore ricambia quella persona e lo ripaga della stessa moneta. Si amano. Il loro amore si basa sul reciproco affetto. Questo è un tipo di amore".

"Il secondo tipo di amore è caratterizzato dall’altruismo; una persona ama un’altra persona, indipendentemente se il suo amore è accettato o rifiutato dall’altro. Questa persona avrà affetto per l’amato anche se non vi è alcun apprezzamento o riconoscimento da parte del destinatario."

"Il terzo tipo di amore è simboleggiato da personalità come i quattro Kumara. Queste personalità sono indifferenti alla presenza o alla mancanza di amore e di affetto.

Sia che tu ami o no, non sarai in grado di ottenere risposta da queste persone. Questi sono i tre tipi di destinatari dell’amore e dell’affetto di questo mondo. Ti chiediamo per favore di dirci in quale categoria di amore Tu appartieni. "

Le gopi volevano sconfiggere Krishna con le Sue stesse parole. Ascoltando le gopi parlare, Krishna cominciò a sorridere. Sorridendo, ha detto alle gopi molto delicatamente, "Io non appartengo a nessuna di queste categorie di amore. Io trascendo tutte queste categorie. Chi ama una persona e desidera il rimborso del suo amore ricevendo il corrispettivo di quel sentimento, è impegnato in rapporti d’affari."

Ad esempio, si può dare un dollaro a una persona che prontamente lo accetta. Ma dopo questa transazione che implica il dare e l’avere, non si forma alcun legame di amore e di affetto tra il benefattore e il beneficiario.

Questo è banya-giri, ovvero scambi commerciali. Una relazione basata sull’egoismo e non sul’altruismo, si frappone tra i due. Difendendo se stesso, Krishna disse: "Io non sono in questa categoria, perché non si tratta di amore e affetto illimitato."

Il nostro amore e affetto non devono appartenere a questa categoria. Dobbiamo avere una risolutezza inflessibile: "Krishna mi può lasciare, ma io non posso mai lasciarlo."

Ramachandra può dimenticare Sita e dirle: "Devi andare via da qui e non tornare mai più". Ma Sita non può mai rinunciare a Ramachandra. I discepoli o devoti devono avere questa natura, non devono aspettarsi alcun rimborso sotto forma di amore per i loro servizi, se lo fanno, allora non sono devoti autentici.

Così, Krishna dice alle gopi, "Io non appartengo a di questa categoria di amore e di affetto egoistico."

Egli ha poi detto: "Ci sono quelle persone che non vogliono essere rimborsate per il loro amore e affetto, anche se non serviti o onorati da nessuno, ma tuttavia, continuano ad amare un’altra persona con tutto il loro amore e affetto, così chi sono queste personalità?

Sono il padre, la madre, e Gurudeva. Se una figlia o figlio sono ingrati verso i loro genitori, li disonorano, non rendono servizio a loro, e non li amano con tutto il loro affetto, tuttavia i genitori avranno amore e affetto per i loro figli anche se non corrisposto.

Anche Gurudeva ha l’amore e l’affetto ininterrotto per i suoi discepoli. Ma il guru deve essere autentico e i genitori devono essere dei genitori ideali. Quindi, questo amore è molto lodevole, ed è molto religioso. Questo è il vero amore e affetto, ma io non appartengo neppure a questa categoria."

Ma, Krishna indicò alle gopi, "Voi appartenete a questa categoria. Siete religiose e avete molto onore per me. Il vostro amore e affetto per me è senza pari. Tutte voi appartenete a questa categoria, ma io non sono di questa categoria."

Krishna ha poi parlato della terza categoria di amore dove una persona è indifferente all’amore o alla mancanza di amore. Chi sono le persone che appartengono a questa categoria? Sono gli atmarama (coloro che sono soddisfatti nel sé) e aptakami (auto-soddisfatti). I Guru-drohi (coloro che tradiscono il proprio guru), e anche gli ingrati appartengono a questa categoria.

Dovete sapere tutte queste categorie dei diversi gradi di amore e di affetto. Io sto spiegando tutte queste diverse categorie di amore e affetto, in modo da capirle correttamente e comportarsi di conseguenza. Quali sono i sintomi della più alta classe di devoti, i Mahabhagavata? Non potete nemmeno immaginare l’intensità dell’amore e dell’affetto che hanno.

Ma, con l’associazione di un Rasika e Tattva-jna vaisnava, è possibile sviluppare la coscienza di Krishna e con la misericordia di questo Vaisnava elevato, è possibile realizzare la sua natura elevata. Se pregate solo, " Krishna dammi pane e burro!"

"Mio figlio sta morendo, Tu lo devi salvare, altrimenti mi butto in mare." Alcuni devoti hanno questa natura. Si impegnano nel bhajan di Krishna per dieci o vent’anni, e quando il loro bambino è malato, pregano: "Oh, Krishna, salva il mio bambino".

Ma se il bambino muore, gettano in mare le divinità di Radha e Krishna, Laddu-Gopala. Insieme con le divinità, gettano in mare anche il loro amore e affetto per il Signore, la loro pratica del canto, ricordo, e tutto quello che avevano assorbito nella loro vita devozionale. Così, diventano atei. Non siate così. Krishna stesso ci suggerisce come è esaltata la natura dell’amore delle gopi.

Atmarama, anche se si riversa tanto amore e affetto per personalità come Sri Sukadeva Gosvami, i quattro Kumara; essi non ricambieranno con il nostro amore. Saranno sempre assorti in pensieri rivolti a Krishna e non intratterranno alcun desiderio di amore reciproco. Non hanno amore e affetto per nessuno, tranne Krishna.

Aptakama- queste persone hanno tutti i loro desideri soddisfatti, non c’è desiderio in loro che sia insoddisfatto. Una personalità di questa categoria non cercherà mai di soddisfare i suoi desideri. Se una persona che afferma di essere aptakama vuole qualcosa, come può essere aptakama? Non è aptakama. I quattro Kumara sono aptakama, sono soddisfatti in tutto.

Sapete chi è un guru-drohi? Un guru-drohi non rispetta il suo Gurudeva e disobbedisce al suo Gurudeva. Le persone appartenenti a questa categoria hanno lasciato Gurudeva, non sono più impegnati nel suo servizio. Essi si limitano a seguire il loro Gurudeva esteriormente, per assolvere ai loro interessi personali.

Essi non seguono il loro Gurudeva profondamente e internamente, queste persone duplici che seguono Gurudeva solo esternamente sono chiamati guru-drohi. Qual è il significato di akratyagna? Significa essere ingrati. Se una persona non onora il padre, la madre, e Gurudeva, ma non fa nulla contro di loro, allora egli è ingrato.

Krishna disse alle gopi, "Io non sono tra nessuna di queste categorie. Come mai? Se fossi aptakama, allora perché piango per avere il pane e burro da Madre Yasoda? Piango anche quando lei non Mi allatta. Se fossi davvero aptakama, perché mai chiamo i nomi, ‘Radhe, Lalite, Visakhe", col mio Vamsi (flauto).

Ascoltando i vostri nomi suonati sul flauto, tutte voi vi siete riunite qui. Quindi, io non sono un aptakama. Voglio qualcosa da voi, e potete placare la mia sete, così vi ho chiamato tutte qui.

Quindi, io non sono un atmarama o un aptakama. Ho molto desiderio di gustare i vostri stati d’animo di amore e di affetto per me. Senza il vostro amore, non posso vivere anche solo per un attimo. Non potrò mai dimenticare tutte voi. Pertanto, non sono aptakama."

Nei suoi sforzi di soddisfare le gopi, Krishna ulteriormente disse loro: "Voglio danzare e cantare con tutte voi. Voglio essere favorito da tutte voi. Ho molto onore per voi, e voglio servirvi tutte. Per questo motivo, vi ho invitato qui. Durante la danza rasa, ho pulito le gocce di sudore che si erano raccolte sui vostri volti di loto. Allora, come posso essere aptakama?

A volte, nella mia infanzia, preso dalla rabbia e dai capricci, rompo i miei giocattoli. A volte rubo anche il burro. Non c’è una sola casa a Vraja da dove non ho rubato.

[Risate]

Quindi, come posso essere aptakama o atmarama? Non sono neanche un guru drohi o una persona ingrata. Perché? In primo luogo, dovremmo sapere chi è un guru-drohi. Disobbedendo, il guru-drohi cerca persino di uccidere il suo Gurudeva. Egli procura dolore al suo Gurudeva e ai suoi genitori.

Krishna disse alle gopi, "Io non sono una persona tanto abominevole. Vi renderete conto di ciò a poco a poco. Io non sono una persona ingrata, perché ora sono venuto al vostro fianco. Seduto accanto a voi, scherzo e mi intrattengo in molte conversazioni con tutte voi. Danziamo l’un con l’altro.

Quindi, io non sono una persona ingrata. Perché sono andato via? L’ho fatto solo per aumentare il vostro prema per me. Mentre tutte cantavate in separazione da me, vi ho visto, nascosto dietro agli alberi e ho capito quanto eravate sofferenti in separazione da Me ".

Così, Krishna sta istruendo il mondo intero, "Dovreste servire le gopi ed essere come loro, allora posso essere controllato, altrimenti no." Krishna dice alle gopi, "Na paraye ham niravadya samyujam-Sono così indebitato verso di voi, in centinaia di migliaia di vite, non sarò in grado di ripagare il mio debito al vostro servizio immacolato. Tutte voi avete lasciato i vostri mariti, e tutti i membri della famiglia. Avete anche abbandonato la vostra timidezza, che è la ricchezza di una donna.

Rinunciando a tutto, vi siete riunite qui. Non posso contraccambiare il mio debito verso di voi.

«Se vi dico, ‘Potete chiedere una benedizione da me,’ non sarò in grado di soddisfarla, perché voi mi direste di amare voi, e nessun altro. Ma io non posso lasciare Rukmini e Satyabhama; non posso lasciare Arjuna; non posso lasciare nemmeno una formica, che dire dei Miei devoti? Quindi, sarò sempre in debito con tutte voi."

Le gopi risposero: "Tu ci hai conquistato ammettendo il tuo debito nei nostri confronti.

Krishna dice alle gopi,"Non posso ripagarvi. "

E le gopi rispondono: "Non possiamo ripagarti". Dopo questa conversazione, la rasa-lila riprese. Quindi, cercate di realizzare questi passatempi con la forza del vostro bhajan e provate a seguire questa linea.

Se qualcuno dice: "Noi non dobbiamo ascoltare questi passatempi," come potranno concepire l’amore trascendentale? Ho descritto solo un po’ delle glorie dell’amore delle gopi per Krishna. Spiegando le glorie d’amore delle gopi, vi renderete conto di come è meraviglioso e dolce il loro amore. Se si ascoltano questi passatempi, il vostro cuore danzerà di gioia.

Le glorie delle gopi vi porteranno a Goloka-Vrindavana e per l’eternità vi troverete lì a servire Krishna, sotto la loro guida.

Gaura Premanande! Hari Haribol!

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Jiva seva e jiva doya

Anniversario dell’apparizione di Param Gurudeva Srila Bhaktiprajnana Kesava Maharaja
Jiva-seva e jive-daya

Servizio alla jiva e compassione per la jiva
Tratto dalla rivista Raggi di Armonia del 2004 – vol. 2

di Sri Srimad Bhakti-Prajnana Kesava Gosvami Maharaja

La maggior parte delle persone non riescono chiaramente a differenziare i termini ‘jiva-seva’ e ‘jive-daya’ (il servizio e la compassione rivolte alle anime condizionate). In genere una persona non riesce a comprendere propriamente le distinte caratteristiche di jiva-seva e di jive-daya, perciò si adagia ad una comprensione completamente opposta alla verità. In questo mondo molte persone coltivano il desiderio di essere celebrati come ‘grandi pensatori’, ‘magnanimi’, ‘benevolenti’, ‘benefattori della società’ e ‘benefattori del mondo’; ma poichè queste persone non comprendono propriamente questo soggetto, anche il culmine di tutti i loro sforzi è assimilabile alla fatica degli animali.
La gente di questo mondo è talmente assorta nei loro comfort personali e nel soddisfare i propri desideri egoistici che anche se un sentore di attitudine a servire gli altri venisse percepito in qualcuno, verrà enormemente apprezzato. Il servizio agli altri (para-seva) è una virtù; tuttavia se diventa un inganno agli altri (para-chalna), non potrà mai essere meritevole di elogio. Applicare semplicemente l’etichetta ‘servizio’ ad attività ingannevoli e propagandarle come ‘servizio’, non le renderà servizio nel vero senso. Vorrà la società umana civilizzata e saggia del ventesimo secolo non considerare questo fatto almeno per una volta?
Nel termine para-seva e para-upakara, il termine para significa ‘supremo’. In altre parole significa Paramatma-Visnu. Quindi il termine para si riferisce solamente al servizio del Paramatma, l’Entità Suprema. In un certo senso, anche la jiva è para (superiore); tuttavia finchè essa è immersa nella anartha (cattive abitudini) è prigioniera dei tre modi della natura.

yaya sammohito jiva
atmanah tri-gunatmakam
paro ‘pi manute ‘narthah
tat-krtah cabhipadyate
(Srimad-Bhagavatam 1.7.5)
‘Dovuto a questa energia esterna, l’entità vivente, sebbene trascendentale ai tre modi della natura materiale, pensa di essere un prodotto materiale e così deve affrontare le reazioni delle miserie materiali.’

Rendere servizio alla jiva che è stata condizionata da tempo immemorabile, la cui coscienza è coperta dai tre modi di maya (virtù, passione, ignoranza) e che si è distratta dalla sua natura costitutiva, significa rendere servizio alla sua condizione piagata dalle anartha. In altre parole gli viene reso servizio per soddisfare la sua propensità al godimento.
Sono molte le considerazioni legate al concetto di seva (servizio). La prima, è che si deve appurare se la persona a cui vogliamo rendere servizio è di fatto un sevya, un soggetto meritevole di adorazione; ovvero se è un prabhu-tattva, una realtà suprema e adorabile. Secondo, il servizio comporta il dare piacere all’obiettivo del servizio in modo che risulti favorevole a lui. Terzo, si deve considerare lo stato di coscienza del servitore stesso (sevaka).
E’ la jiva avversa alla sua natura costitutiva coperta dai tre modi della natura materiale da tempo immemorabile, di fatto un prabhu-tattva? L’incremento del piacere di colui che possiede le anartha gli porterà auspiciosità oppure no? E che beneficio il sevaka che tenta di dare del piacere agli altri, trarrà da queste azioni? Rispondendo a queste domande in modo imparziale, potremo osservare che il termine jiva-seva è in sè stesso illogico. La jiva non è mai un prabhu-tattva.

‘mayadhisa’ ‘maya-vasa’ – isvare-jive bheda
hena-jive isvara-saha kaha ta’ abheda
(Sri Caitanya-caritamrta, Madhya 6.162)
‘Il Signore è il maestro di tutte le potenze e l’entità vivente è Sua servitrice. Questa è la differenza tra il Signore e l’entità vivente. Tuttavia, tu dichiari che il Signore e l’entità vivente sono la stessa cosa.’

I termini sevyabhimana (possedere l’ego di essere l’oggetto del servizio), sevakabhimana (possedere l’ego di essere servitore), sono privi di significato se usati in relazione ad una persona prigioniera di maya e se sono finalizzati ad offrire a quella persona il godimento dei sensi. Rendere servizio a debosciati, ladri, imbroglioni, asini, cavalli, alberi, piante e così via, non è altro che fornire godimento a delle jive prigioniere di maya. Nessuna di queste entità è sevya, o prabhu-tattva.
Un debosciato e un ladro sono entrambi prigionieri di maya. E’ vero che procurare una donna ad un debosciato o donare la ricchezza altrui ad un ladro, si rende loro servizio fornendogli del godimento dei sensi. Tuttavia è anche vero che queste persone otterranno solamente dell’inauspiciosità perpetua e, con la loro compagnia, altre jive sicuramente soffriranno. Rendere servizio alla jiva intrappolata da maya, ovvero procurargli del godimento dei sensi, anche se ben camuffato, risulterebbe una sofferenza per le altre jive. Questo perchè tentando di soddisfare i sensi ad una particolare jiva prigioniera di maya, risulterà inauspicioso per quella jiva e causa di sofferenza per molte altre jive.
Riguardo le jive che sono nello stadio di prigionia, il termine jiva-seva (servizio alle entità viventi) non si applica, ma il termine jive-daya (compassione per le altre entità viventi) è credibile. In relazione alle jive allo stato liberato, è applicabile il vaisnava-seva. Ma agendo per la soddisfazione della jiva nel suo stadio di condizionamento, mentre mantiene ancora delle anartha, non può essere vero seva. Solamente la compassione (daya) potrà essere espressa verso questa persona.
Inoltre non possiamo mostrare daya (compassione) verso un’anima liberata (mukta-purusa), a cui invece dovremmo rendere servizio. Il termine jiva-seva è irrazionale, ma i termini guru-seva, vaisnava-seva e siva-seva sono assolutamente ragionevoli. Rendere servizio o dar piacere ai sensi del Guru e dei Vaisnava è una cosa essenziale. Servire coloro che sono liberati da questo mondo e mostrare compassione verso coloro che ne sono prigionieri è di fatto suddha-sanatana-dharma, o l’occupazione eterna e incondizionata della jiva.
La jiva prigioniera di maya non è Prabhu (Maestro). In altre parole lei non è sevya-tattva, la suprema adorabile realtà. Molti, ascoltando questa concezione, riveleranno la loro affinità all’opinione dei Baula (una delle sette sahajiya), che provano ingannevolmente a presentare la jiva come una sevya-tattva tentando così di proclamare l’anima condizionata identica a Narayana stesso.
Chi segue la concezione scorretta dei Baula, considera lo stato del Signore Narayana, il controllore di maya, identico allo stato delle jive prigioniere di maya. Essi chiamano perciò le entità viventi jiva-narayana (entità vivente Narayana), daridra-narayana (povero Narayana), asva-narayana (cavallo Narayana), mrga-narayana (cerbiatto Narayana), manusya-narayana (essere umano Narayana) e così via. Essi predicano che la soddisfazione dei due oggetti mondani, il corpo e la mente, è di fatto servizio a Narayana. Il termine daridra-narayana, manusya-narayana e così via, sono tanto illogici quanto disonesti, come dire: “La mia pentola di terracotta è d’oro.” Aggiungere semplicemente il nome ‘Narayana’ o ‘Isvara’ ad una jiva non può convertire quella jiva in prabhu-tattva; al contrario, la rende un’ipocrita.

yas tu narayanam devah brahma-rudradi-daivatai˙
samatvenaiva vikseta sa pasandi bhaved dhruvam
(Hari-bhakti-vilasa 1.17)
‘Un ateo (pasandi) crede che i grandi deva come il Signore Brahma e il Signore Siva siano uguali a Dio la Persona Suprema, il Signore Narayana.’

Sriman Mahaprabhu dichiara:
yei mudha kahe – jiva isvara haya ‘sama’
seita ‘pasandi’ haya, dande tare yama
(Sri Caitanya-caritamrta 18.115)
‘Uno sciocco che afferma che il Supremo Controllore è uguale all’entità vivente è definito pasandi, un ateo, ed è soggetto alla punizione di Yamaraja, il sovrintendente alla morte.’

Daridratva, lo stato di povertà, non è uguale a narayanatva, l’essere Bhagavan Dio (prabhu-tattva). Al contrario, lo stato di povertà è completamente privo di narayanatva. Un cerbiatto ed un essere umano non sono i controllori di maya, sono invece entrambi controllati da maya. Narayana è costantemente presente come Anima Suprema nel povero, negli animali e negli esseri umani; tuttavia il povero, gli animali e gli esseri umani non possono essere considerati Narayana. La copertura esterna di maya ci spinge a percepire un’entità vivente come povero, animale o essere umano. Solamente quando questa copertura e l’influsso della potenza deludente sono rimosse, si può chiaramente vedere la vera esistenza dell’onnipervadente testimone (Narayana) e l’eterna natura della pura jivatma che è un’atma o particella di Narayana.
Il Guru e i Vaisnava non sono affetti dall’influsso della potenza esterna di Narayana; perciò sono liberati (mukta), puri (suddha), ed eterni (nitya). Rendere costantemente servizio a loro è l’impegno eterno della jiva. Il Guru e i Vaisnava non si trovano nella categoria delle jive ordinarie. Finchè una jiva appare condizionata, è dovere mostrarle compassione. E quando una jiva appare liberata, è necessario servirla. I maha-bhagavata vedono tutti con equanimità, la mucca, il cavallo, l’asino e il mangiatore di cani; essi vedono tutti come Vaisnava. Con questa conoscenza si impegnano nel rendere servizio a tutti. Nella loro visione non immaginano nè impongono la trascendenza sul fenomeno mondano. Per esempio essi non vedono i poveri come Narayana, gli esseri umani come Narayana o il cerbiatto come Narayana. Questa è la concezione errata dei Baula o dei Mayavadi.
I maha-bhagavata non immaginano la jivatma come Narayana; perciò essi non rendono un servizio transitorio alla copertura di maya o al fenomeno del corpo e della mente materiali, che non sono altro che una trasformazione dell’energia deludente maya. Il loro seva è eterno e il loro ego di servitori di Bhagavan è anch’esso eterno.
Che tipo di conoscenza e intelligenza profonde possiedono quelle persone che creano confusione in nome di jiva-seva o immaginano che il servizio al ‘povero Narayana’, ‘uomo Narayana’ e ‘cerbiatto Narayana’ sia vero servizio, tentando di affermare sè stessi come grandi e benevolenti capi religiosi o filantropi agli occhi della massa ignorante del mondo? Le persone serie possono facilmente vedere ciò. Tuttavia questi discorsi alla moda non possono influenzare i saggi pensatori e far sì che restino delusi da queste questioni insignificanti.
Lo Srimad Bhagavatam non menziona nulla riguardo il jiva-seva. Il suo messaggio dice di rendere servizio a Sri Hari, al Guru e ai Vaisnava e avere compassione per le anime condizionate. Nell’esempio del re Bharata, il Bhagavatam ci mostra che questo grande saggio si creò degli ostacoli sul sentiero che conduceva alla realizzazione, e perse la sua suprema auspiciosità servendo una jiva nello stato condizionato che aveva il corpo di cerbiatto. Denunciando questo jiva-seva, il Bhagavatam ci informa delle concezioni dei devoti che sono madhyama e uttama-bhagavata.

isvare tad-adhinesu
balinesu dvisatsu ca
prema-maitri-krpopeksa
ya˙ karoti sa madhyama˙
(Srimad-Bhagavatam 11.2.46)
‘Un madhyama-bhagavata ama l’Isvara, è amichevole verso i Suoi bhakta, mostra misericordia verso gli ignoranti della bhakti e rigetta coloro che sono nemici di Isvara o dei Suoi bhakta.’

sarva-bhutesu ya˙ pasyed
bhagavad-bhavam atmana˙
bhutani bhagavaty atmany
esa bhagavatottama˙
(Srimad-Bhagavatam 11.2.45)
‘Chi vede il suo bhagavad-bhava, sentimento estatico di attrazione per Sri Krishnacandra, presente nel cuore di tutte le jive (sarva-bhutesu) e vede tutti gli essere in Krishnacandra, è un uttama-bhagavata.’

sthavara jangama dekhe na dekhe tara murti
sarvatra haya nija ista-deva-sphurti
(Sri Caitanya-caritamrta, Madhya 8.274)

‘Il maha-bhagavata certamente vede tutte le entità mobili e immobili, ma egli non vede esattamente le loro forme. Al contrario, dovunque egli posi lo sguardo vede la manifestazione della forma del suo più adorabile Signore.’

Un Vaisnava madhyama-adhikari deve rendere servizio all’uttama-adhikari, e deve farlo per la felicità e la soddisfazione dell’uttama-adhikari. Il Vaisnava madhyama-adhikari deve prendersi cura di lui in ogni aspetto, anche con un umile servizio; ma non deve provare a soddisfare i sensi delle anime condizionate perchè con ciò egli non otterrà nè beneficio eterno nè soddisfazione per sè o per gli altri. Dobbiamo sempre tenere a mente che quando la relazione eterna dell’atma con Krishna verrà risvegliata, l’unico obiettivo dell’eterna funzione dell’atma, ovvero il servizio (seva), sarà Sri Hari, il Guru e i Vaisnava. In altre parole il servizio deve essere reso alla forma indipendente e pura di Bhagavan di Vaikuntha (bhagavata-svarupa) e alle espansioni di Bhagavan (tad-rupa-vaibhava), ma non alle jive prigioniere dell’energia esterna (pradhana).

Poichè noi abbiamo dimenticato la nostra svarupa (identità eterna) e manchiamo di intelligenza spirituale, il servizio che compiamo con il corpo e la mente è un sinonimo di godimento basato sulla gratificazione dei sensi mondani. L’obiettivo di questo servizio non è quindi Bhagavan e le Sue espansioni; il nostro obiettivo è al contrario l’anima condizionata e l’energia materiale, non un’entità cosciente di Vaikuntha. La coscienza dell’anima condizionata è al momento avversa a Krishna; ridirigerla verso Krishna significa mostrare alla jiva la più alta forma di compassione.

Il jiva-seva non è mai possibile. In altre parole, la funzione dei sensi trascendentali della jiva non può mai essere utilizzata per fornire piacere ai sensi delle entità coscienti coperte dalla non realtà o dall’ignoranza. Invece la funzione dei suoi sensi trascendentali è di essere costantemente impegnata nell’eseguire il servizio per il piacere di Isvara, il Signore dell’intera creazione cosciente e incosciente, e alla Sua consorte Isvari. Questo è un fatto.

Il termine jive-daya e vaisnava-seva hanno una logica e concedono suprema auspiciosità. Sriman Mahaprabhu mostrò l’ideale jive-daya e vaisnava-seva: compiendo il kirtana delle glorie di Bhagavan, l’amandodaya-daya, ovvero la pura compassione che non decresce in nessun momento e che non apporta mai risultati negativi, venne da Lui mostrata ad un numero incalcolabile di jive condizionate. E rendendo servizio ai Vaisnava che compiono il kirtana in modo favorevole sotto tutti gli aspetti, risveglierà pienamente la funzione dell’anima.

Predicando personalmente la bhagavata-katha di villaggio in villaggio e impegnando i Suoi devoti come predicatori, Mahaprabhu presentò l’esempio di amandodaya-daya. Inoltre Egli mostrò qual è il servizio ideale ai Vaisnava che erano costantemente impegnati nel kirtana. Noi dobbiamo sempre ricordare che se trasgrediremo agli insegnamenti dello Srimad-Bhagavatam e di Sriman Mahaprabhu assorbendoci in opinioni moderne nate da speculazioni mentali, verremo di fatto privati del servizio a Bhagavan.

Dopo aver ascoltato un discorso prolisso sul jiva-seva non dobbiamo andare avanti diventando dei Mayavadi, Baula, prakrta-sahajiya o cit-jada-samanvyavadi (persone che accomunano la trascendenza alla materialità) deviando così dal sentiero genuino. Possano jive-daya e vaisnava-seva essere il nostro unico ideale. Possano la compassione verso le entità viventi (jive-daya), il gusto per il canto dei santi nomi (name-ruci) e il servizio ai Vaisnava (vaisnava-seva) essere i nostri unici e soli principi guida.

Tradotto dal Sri Gaudiya patrika 15/4 (1964)

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Buona Pasqua da Renzo

Care, Cari,

"Krishna è Vegan", videoConferenza di Renzo Samaritani (Ramananda Das) del 23 febbraio 2016

youtu.be/DiBENsxiqRg

"Cucina Vegetariana Veloce: seconda parte", il mio nuovo libro! In pre-vendita da oggi su

amazon.it/dp/B01A5RR7S0

Renzo in diretta Tv e in diretta Radio:

associazionecoscienzaspirituale.blogspot.com/2016/02/videoconferenza-di-renzo-samaritani.html

sabato 27 febbraio ore 12.

Riprendo le segnalazioni di libri e materiali informativi sul tema dell’alimentazione vegetariana, soprattutto dal punto di vista di salute e benessere, ma anche da quello dell’ecologia e delle istanze etiche, nonché della cucina vegan. Per tutti coloro che sono interessati ad approfondire questi temi ed eventualmente anche a divulgarli.

Questa settimana ci dedichiamo all’aspetto etico, segnalando materiali informativi "di stagione": un volantino formato cartolina e un manifesto da affiggere, entrambi con lo scopo di sensibilizzare sul tema dell’uccisione degli agnelli a Pasqua.

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Il volantino-cartolina si può diffondere in negozi, biblioteche o qualsiasi locale pubblico, ma anche in buca delle lettere.

I manifesti vengono inviati gratuitamente a chi organizza un’affissione comunale e sono disponibili in dimensione 70×100 cm e 100×140 cm.

Per entrambi è disponibile la preview in pdf.

Vai alla scheda del volantino-cartolina, per vederlo e ordinarlo.

Vai alla scheda del manifesto per vederlo e trovare le spiegazioni su come organizzare un’affissione comunale.

Renzo (Ramananda Das)

associazionecoscienzaspirituale.blogspot.com

P.S.: vi allego foto scattata l’altra sera dopo la cena con Meghashyam Prabhu aka Massimiliano Deliso al Clorofilla di Bologna per il suo Compleanno!