Risveglio verso l’assoluto

RISVEGLIO VERSO L’ASSOLUTO

di Sri Srimad Bhakti Raksaka Sridhara Gosvami Maharaja

Priti anga lage kale, priti anga mora – "Ogni atomo della mia esistenza è in amorevole dedizione con l’ambiente, che è Krishna. La coscienza di Krishna mi ha circondato."

‘Circondato’ significa, "mi ha abbracciato da tutte le parti; mi sono perso nel pensiero della coscienza di Krishna, con la sua conoscenza dettagliata, elaborata. Sono sciolto e fuso nella parte più profonda della coscienza di Krishna, e lì verdrò: ’Krishna ha catturato ogni atomo della mia esistenza. Ogni atomo prova un piacere unico dal suo abbraccio”

Questo è possibile solo in relazione all’amore tra amanti, dove ogni atomo è stato abbracciato, catturato, entrando in collegamento più intimo con Lui. Si chiama adi-rasa, o mukhya-rasa. Il nome madhurya-rasa è anche adi-rasa, ovvero il sentimento da cui tutto ha origine, è la fonte di tutti gli altri rasa, e tutti gli altri rasa (relazioni trascendentali) dipendono da esso. Così si chiama ‘adi-rasa’. E mukhya-rasa: la somma totale di tutti i ‘rasa’ – la loro essenza, è rappresentata lì. Ci è stato insegnato in questo modo.

E Mahaprabhu (Signore Chaitanya) è venuto con questo dono – il madhurya-rasa. È anarpita carim cirat, "ciò che non è mai stato donato prima" – ciò di cui, si è ritenuto, ogni distribuzione non era possibile in precedenza, davanti a Lui.

E in quel Vaikuntha-Seva (attitudine di servizio improntata al timore e reverenza verso Dio), se la natura innata dell’anima non trova pieno impegno e soddisfazione, ci sarà una sorta di sete, una certa tendenza interiore che non riesce a trovare alcuna relazione corrispondente alla soddisfazione. E quando si sente questo tipo di spinta dall’interno, egli deve cercare l’altro rasa (il servizio e sentimento spontaneo di un’anima, una relazione con il Signore, e il ‘gusto’ che deriva da essa), per un servizio più puro, un servizio intimo rispetto al servizio di amicizia (dasya-rasa).

E alla fine il servizio in Madhura-rasa – il servizio dell’amato, l’amore conuigale – lo spinge a salire. E lo spinge a salire, ma per andare più in profondità. E a poco a poco, venendo in contatto con tali agenti (madhura rasa), egli trova la piena fioritura del suo cuore. Questa è la fioritura alla sua massima estensione, il suo cuore lo porta gradualmente verso Goloka Vrndavana (il supremo pianeta spirituale, dimora di Krishna).

Poi si può vedere che ciò che è stato inizialmente realizzato come ‘brahman’; poi Paramatma, o Vasudeva; poi Laksmi-Narayana – si è progressivamente evoluto come coscienza di Krishna, non coscienza di Narayana. Sostituendo la coscienza di Narayana, si entra in contatto con Krishna , la coscienza della Realtà. Si è risvegliato – si ritrova risvegliato in un piano dove vede il tutto in collegamento, il principio del tutto armonico non è più Narayana, ma è Krishna – Egli mostra Se stesso come Krishna. Poi saremo completamente risvegliati. Il cuore è completamente risvegliato, e allo stesso tempo vede che l’ambiente, e l’oggetto della sua ricerca, è completo. Questo è il ​​teismo a tutti gli effetti.

Il ​​teismo a tutti gli effetti, dove la convinzione teistica riceve la sua soddisfazione nel modo più pieno. Proprio come, quando apriamo gli occhi possiamo vedere il mondo, e a seconda del grado della nostra vista arriviamo a vedere la cosa più minuta, così il nostro risveglio interiore nel grado più completo, ci farà giungere in un mondo particolare, che è Vrindavana – Goloka Vrindavana, la terra dell’amore. E il movimento là è spontaneo; e tutto intorno, troviamo un unico ambiente favorevole. E‘ così semplice, così cordiale; e le relazioni di tutti coloro che ci vivono sono piene di intimità.

A Vrindavana troveremo che la nostra sete per il cambiamento dell’ambiente, dell’associazione, non ha più bisogno di essere spenta; tuttavia c’è la sete, la sete eterna per raggiungere una più stretta relazione con Loro, un collegamento più stretto. Non vi è alcuna possibilità di maggiore cambiamento dell’ ambiente – questo luogo raggiunto è quasi definitivo – e ora l’unica cosa che resta, è come entrare in una connessione sempre più stretta con l’ambiente. E questa diventa l’iniziativa del nostro movimento: una sempre più intima unione con l’ambiente. L’ambiente è eterno, ma nell’intimità della connessione – la ‘concorrenza’ (nel servizio d’amore), il movimento, è lì. E la guida ci giunge in base a questo.

In questo modo, non vi è progresso. Vi è una sorta di ‘necessità’, con la quale il servizio è in movimento. E vi è la ripetizione – una sorta di ‘ripetizione’, ma è sempre fresco, sempre nuovo! E’ sempre nuovo, ed è solo una questione di tempo. Per esempio, ogni giorno, quando ho fame, al mattino, il cibo è piacevole in quel momento – grazie al movimento del tempo, è così. In questo modo, tutto è appetibile, non stantio. In quel piano, vi è il movimento del tempo, ma è eterno. E’ gestito da yogamaya (la potenza interna del Signore Krishna, che organizza e conduce i suoi passatempi).

Infine, raggiungeremo la piena soddisfazione di tutte le parti interne del nostro sistema, la soddisfazione per intero di ogni atomo, di ogni elemento costitutivo del nostro corpo spirituale: priti kale anga lage, Priti anga mora – "Ogni parte di ogni mio arto, grida per l’unione con la sua corrispondente parte spirituale ". Sambandha – il rapporto con l’ambiente – potrebbe giungere a un tale stadio, che ogni atomo costituente il mio corpo e la mente spirituale, aspirerà all’unione con ogni parte corrispondente dell’ambiente trascendentale. In questo modo, in un modo così accogliente, là tutti si muovono. E questo è il concetto più alto.

L’intensità del sentimento, che io sono per Lui, ci qualifica. La nostra qualifica è il grado di quella sensazione, per Lui, per Lui.

E la forma più completa si trova in Radharani. Non è possibile negli altri rasa, o in altri tentativi. Deve essere il parakiya. La nostra relazione tra Krishna e me, niente può entrare nel mezzo. Tutto può essere messo da parte nel nostro collegamento con il Signore. Nessuna barriera, nè del tipo del peccatore, o del tipo punyam, puro. Sia puro che impuro, nessuna considerazione, nulla può ostacolare i nostri sentimenti. Sattyasi, rajasi, tamasi; qualunque colore essa può avere, nulla può frapporsi nella nostra intima relazione: Lui è il fruitore, e io sono il Suo servitore.

Questa intensità, l’intensità di questa sensazione, questo sentimento, si trova nella forma più completa e più intensa lì. Ventiquattro ore di impegno, e impegno profondo, in grado di soddisfare Krishna al grado massimo. Senza precedenti, ci è stato detto, e ci può attirare in qualsiasi momento, nella nostra età infinita, questo può essere il nostro obiettivo. Possiamo essere raggruppati in questo campo, in quel campo, la nostra massima aspirazione.

E‘ molto difficile per noi trovare il nostro io interiore, questo io si compone solo del dare, senza nulla in compenso. Questa è la natura di quell’elemento spirituale, la natura di tale sostanza, solo dare. Il dare in questo mondo è un calcolo su quanto posso guadagnare e quanto sto dando in cambio. Questo tipo di mentalità degradata deve essere abbandonata, questa è maya. Dare è normale ed è dentro di noi. Solo col sadhu-sanga, grazie all’associazione dei devoti, riceveremo la formazione del dare.

C’è un piano in cui ogni anima rende servizio. Ma in questo mondo è l’opposto, ognuno vuole sfruttare l’altro. Al contrario, c’è un luogo dove ognuno si dedica per l’ambiente come diretto dal centro. Vogliamo essere centralizzati. Ora siamo decentrati. Tutti vogliono la soddisfazione dei propri sensi, correndo verso l’esterno, verso tale soddisfazione, del piacere dei sensi. E lì invece, tutti cercano di soddisfare i sensi di Krishna, l’infinitamente affascinante, con la Sua bellezza e il Suo amore, tutti corrono in questa direzione, per soddisfare il centro.

Jivera ‘svarupa’ haya-krsnera ‘nitya-dasa’. L’esistenza reale della jiva è di essere eterna servitrice di Krishna. La servitù per il Sommo Bene, non è negativa. La servitù in sé non è un male. Ora siamo servi dei nostri sensi, dei sensi materiali, senso di piacere. Ma dobbiamo ritrarci da questa situazione e cercare di ripristinare noi stessi in una posizione da cui possiamo soddisfare il piacere di Krishna, che è il nostro Signore. Siamo Suoi servitori. Egli è il Bene Assoluto e la bellezza completa, tutto il bene, nessuna reazione.

Qui siamo sotto l’influenza delle reazioni, qualunque cosa facciamo siamo puniti a causa del desiderio di voler sfruttare gli altri. A costo degli altri, cerchiamo di divertirci, ma questo è male, perchè porterà delle conseguenze negative. E là invece, diamo tutto per il centro, il signore assoluto, e tutti sono felici.

Ma deve essere dare in senso appropriato, dare per morire, ovvero morire per vivere. Questa è dedizione. E morire per che cosa? Morire per il centro, il centro positivo. Dobbiamo unirci lì, nel suo interesse, allora si sarà felici. Si vi considerate come servitori del Signore Assoluto, sarete felici. Servitore è la posizione più disonorevole da sentire, “Il servitore, la schiavitù?" La maggior parte pensa sia una cosa spregevole, odiosa, pronunciare la parola servitore, una cosa sgradevole, ma in connessione con il bene assoluto in realtà è una posizione onorevole, la posizione più onorevole da non sottovalutare.

Se io sono un gentiluomo, allora penserò come un gentiluomo, ma sarò limitato perchè c’è un’altra prospettiva, infinitamente più alta. Eppure, avete ottenuto una posizione lì. E non dovremo forse essere preparati ad accettare quella posizione d’onore? E che cos’è? Il Signore stesso dice che se diventiamo Suoi servitori, Lui stesso diverrà il nostro servitore. Di cos’altro c’è bisogno? Che altro ci si può aspettare?

Dobbiamo acquisire la mentalità di servitore. Di sua proprietà, Lui può fare qualsiasi cosa di me. Cento per cento proprietario, ha la proprietà su di me. Questa è la nostra proprietà, la nostra ricchezza, questo tipo di concezione, sempre assetati di misericordia, sete, sete di acqua, in modo sempre assetato di misericordia. Là sono tutti pienamente consapevoli del fatto che vivono sul piano della misericordia, misericordia del maestro, del Signore.

A seconda del grado del loro sacrificio, grado della loro abnegazione, il grado della loro intensità di ricerca di misericordia, vi può essere una gradazione.

Ci è stato detto che il devoto più elevato, dice, "Io sono il più basso." Chi detiene la posizione più alta, pensa di essere il più basso di tutti. Si misura in questo modo, una misura di negatività. “Sono insoddisfatto perchè non posso fare alcun servizio per Krishna." Chi offre il servizio più grande, lui o lei pensa, "Io sono il peggiore di tutti i servitori, sto solo imitando, il servizio vero e proprio non riesco a offrirlo." In realtà questa è la qualifica per offrire servizio al Signore, "Questo non posso farlo, non posso servire correttamente.”

Questa insoddisfazione è il capitale del servizio. Sempre all’erta. "Non riesco a soddisfare il mio Signore, io non posso fare un lavoro soddisfacente secondo le Sue istruzioni, non riesco." Vivete sempre al massimo grado, allerta al massimo grado. Sospettate di voi stessi. Ahankara, l’ego negativo, l’ego di tipo negativo, non assertivo, ma sempre insoddisfatto di se stesso.

Questo fattore combinato con quel tipo di servitori, rende l’atmosfera molto, molto dolce, non aggressiva, tutti sono collaboratori.

Prema significa quell’amore – ovvero la natura dell’amore. Morire per vivere.

Se siete sinceri, allora nessuno sarà in grado di sconfiggervi. La vostra vittoria è assicurata. Con questo spirito dobbiamo cantare il Nome Divino. Con l’aiuto del suono, il suono divino, possiamo avvicinarci a quella terra. Il suono è assertivo, ha la divinità in esso. Ci avvicineremo a poco a poco, ma dobbiamo essere sinceri per andare dove il suono ci guiderà. Il suono assoluto ci guiderà e per seguire la direzione dobbiamo essere sinceri; accade in questo modo.

Il nome, è la forma più concisa al momento, ma in proporzione a quanto progrediamo vedremo l’ampiezza del suono, e tutto ciò che è contenuto in tale sostanza del suono. La figura, il colore, l’aspetto, il suono produrrà il nostro aspetto spirituale, l’alimento per l’occhio. Poi le qualità, cibo per la mente, poi parikar, verranno gli elementi per il nostro movimento e ci mostrerà una terra dove possiamo vivere e muoverci, e poi vengono i passatempi.

Lila o passatempo significa movimento e soddisfazione, il movimento con soddisfazione intrinseca. Non che il movimento produrrà soddisfazione, ma in ultima analisi, ogni movimento porta l’onda d’amore, un’onda di gioia, onda di estasi. L’intero movimento è quello della gioia e dell’estasi, la felicità. Lila significa movimento, ma che tipo di movimento? Con questo movimento viene un’onda di gioia, il movimento gioioso, la danza. Nella Brahma-samhita (56), c’è scritto: gamanam natyam, vi è il movimento ordinario, e il movimento di danza o movimento che contiene gioia in esso, il movimento. Katha ganam, parlando, ovvero cantando, con questa onda sonora c’è la dolcezza.

Dolcezza ovunque, dentro e fuori. Dolcezza, dolce, dolce, dolce, dolce, dolcezza, fascino, bellezza, dolcezza, amore, affetto, tutti questi elementi vengono a darci una certa concezione di quel luogo così alto. Questa coscienza di Krishna promette di portarci lì.

‘’Semplicemente canta e danza e il ferro diverrà oro. Vieni con me."

L’obiettivo è la bellezza e anche il mezzo è la bellezza. Gaura Hari bol!

“Ma dovete venire solo con il vero sé, non un secondo sé, l’ego, si deve giungere sinceramente con il vero se’, e dobbiamo essere sinceri. Questo è necessario, noi stessi dobbiamo venire, non un’altra rappresentazione, non un sosia. Nessun imbroglio. Solo questo è necessario, dovete venire e unirvi nella Mia canzone e festa di danza e io vi porterò in quel regno meraviglioso e là avrete tutti i vostri desideri soddisfatti, ogni angolo del cuore sarà colmo di piena soddisfazione’’.

Gaura Hari bol! Gaura Hari bol! Gaura Hari bol! Gaura Hari bol!

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