Venite con me a Navadvipa

Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja

VENITE CON ME A NAVADVIPA
(Un discorso sul Jaiva-dharma)
Murvillumbah, Australia 14/2/2002

Venite con me a Navadvipa-dhama. A Godruma-kunja, dove è pieno di fiori,
piante rampicanti, cù-cù e altri uccellini, c’era un bhajana-kutira
chiamato Pradyumna-kunja. In quel luogo solitario sulle rive del Gange e
del Sarasvati, Paramahamsa Babaji faceva il suo bhajan (meditazione e pratiche spirituali).

Srila Bhaktivinoda Thakura ha scritto che Premadasa Babaji era il discepolo
siksa di Pradyumna Brahmacari, ma non indicò il nome del suo diksa-guru (maestro iniziatore). In
genere viene sempre menzionato anche il nome del diksa-guru, ma poiché il
siksa-guru di Premadasa Bhabaji era più elevato del diksa-guru, Thakura
Bhaktivinoda ha menzionato solo il siksa-guru. Srila Raghunatha Dasa
Gosvami aveva un diksa-guru autentico, ma lui era conosciuto in particolare
come Svarupera-Raghu ovvero il Raghunath das del suo siksa-guru, Svarupa
Damodara Gosvami. Svarupa Damodara é un paramahamsa elevato ed un eterno
associato di Mahaprabhu e di Radha e Krsna coniugali; lui é Lalita-sakhi.
Quindi era più potente del diksa-guru di Raghunath Dasa Gosvami,
Yadunandana Acarya, perciò nella vita di Ragunatha dasa Gosvami, Svarupa
Damodara é stato preminente. Similmente, Srila Bhaktivinoda Thakura ha
scritto il nome solo del siksa-guru di Premadasa Babaji.

Premadasa Babaji era conosciuto come ‘Paramahamsa Babaji’ e Pradyumna
Brahmacari era conosciuto come ‘Brahmacari’. Il titolo Paramahamsa é più
elevato di Brahmacari, quindi possiamo solo immaginare che tipo di
brahmacari fosse il guru di un paramahamsa. Oggigiorno tutti vogliono
essere chiamati con il titolo di Gosvami, Paramahamsa, Parivrajaka, e così
via; ma Pradyumna Brahmacari non lo volle mai. Devoti come Visvanatha
Cakravarti Thakura, Bhaktivinoda Thakura, hanno tenuto il loro nome di
famiglia, ma sono più elevati dei paramahamsa.

Se il siksa-guru e il diksa-guru sono allo stesso livello dobbiamo onorarli
allo stesso modo. Ma se uno dei due é superiore, dobbiamo dargli più
rispetto. Per esempio, il mio gurudeva é Nitya-lila Pravista Om visnupada
Sri Srimad Bhakti Prajnana Kesava Gosvami Maharaja. Se il mio siksa-guru
fosse stato Srila Rupa Gosvami o Srila Visvanath Cakravarti, avrei dovuto
dare più rispetto a loro. Per prima cosa devo dare onore al mio gurudeva,
poiché mi ha portato via dalla vita di famiglia e mi ha mantenuto e
protetto nella bhakti; ma se i miei siksa-guru sono Caitanya Mahaprabhu,
Rupa Gosvami, Visvanath Cakravari Thakur, Rupa-manjari, devo dare più
rispetto a loro. Bisogna offrire pranama prima al diksa-guru e, se il
siksa-guru é un vaisnava di alta classe e il discepolo si sente in debito
con lui, allora deve onorarlo ogni giorno. In alcuni casi, come nel
Jaiva-dharma, Srila Bhaktivinoda Thakur ha riportato solo il nome del
siksa-guru.

Il diksa-guru deve essere servito con il processo dell’arcana. Gli sastra
hanno detto ‘visrambhena guru-seva’; si deve servire il guru con un senso
di intimità; ma in quello stadio si potrebbero anche fare delle offese.
Quando arriverete allo stadio di servizio devozionale spontaneo, allora
potrete fare visrabhena-guru-seva. Altrimenti dovrete offrirgli rispetto e
reverenza.

Dall’altro lato il siksa-guru può essere visto come il proprio cuore e il
discepolo siksa può anche scherzare con lui. Anch’io scherzavo con Srila
Bhaktivedanta Svami Maharaja; ci sedevamo sullo stesso seggio e ridevamo
insieme. Non mi sono mai seduto così con il mio Gurudeva, ma a volte mi
ordinava di farlo e di sedermi vicino a lui, sul suo letto o su una sedia
vicina e così parlavamo di molte cose. Io lo facevo solo perché me lo aveva
ordinato, ma ho sempre provato nei suoi confronti un senso di onore e
rispetto. Invece con il siksa-guru si può scherzare e aprire il proprio
cuore. Con lui non c’é niente da nascondere e ci rivelerà delle verità su
Radha e Krsna che non abbiamo mai potuto discutere col diksa-guru. Se si é
molto avanzati, ci si può comportare così anche col diksa-guru, ma un
discepolo del genere é molto raro.

Poichè Srila Bhaktivinoda Thakura ha citato il nome del siksa-guru di
Premadasa Babaji nella linea della bhagavata-parampara, anche noi dobbiamo
accettare questa bhagavata-parampara data dai nostri acarya. Srila Kavi
Karnapura é stato il primo a dare questa lista di guru della
bhagavata-parampara; poi lo ha fatto Baladeva Vidyabhusana, poi Srila
Bhaktivinoda Thakur e Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada.

Premadasa Babaji era molto erudito e conosceva perfettamente tutti gli
sastra, come i Veda, le Upanisad, i Purana, il Brahma-sutra, il
Mahabharata, il Ramayana e la Caitanya-Caritamrta; lui era esperto anche
nei libri dei Gosvami come l’Ujjvala-nilamani, il Bhakti-rasamrta-sindhu,
il Brhad-bhagavatamrta e il Sat-sandarbha.

Se seguirete Premadasa Babaji diventerete puri devoti. Lui cantava tutti i
giorni 200 mila harinama senza mai fallire. Lui non cantava uno, due o tre
giri, ne cantava 128 che equivale a 200 mila harinama. Lui non solo cantava
, ma serviva come i sei Gosvami in questo modo:

sankhya-purvaka-nama-gana-natibhih kalavasani-krtau
nidrahara-viharakadi-vijitau catyanta-dinau ca yau
radha-krsna-guna-smrter madhurimanandena sammohitau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

(Adoro i sei Gosvami, che passavano il loro tempo a cantare i santi nomi ed
a offrire dandavat-pranama, soddisfando umilmente il loro voto di
completare un numero fisso di giri. In questo modo utilizzavano le loro
preziose vite e vinsero la necessità di mangiare e di dormire. Erano sempre
umili e miti, assorti nella più elevata gioia e ricordavano i dolci
passatempi di Sri Sri Radha-Krsna. Sri Sad-Gosvami Astaka di Srila Srinivas
Acarya.)

Oltre a cantare due lakh di harinama, Premadasa Babaji era impegnato tutti
i giorni per quattro ore ad offrire dandavat-pranama, gettandosi come un
bastone ai piedi di loto di tutti gli associati di Mahaprabhu e di
Radha-Krsna. Lui offriva omaggi anche a Vrndavana, Navadvipa-dham e
Jagannatha Puri e a tutti i luoghi dei passatempi. Oltre a questo faceva
madhukari (elemosinava) nelle gopa-grha (le case delle famiglie dei
pastori), accettando solo un po’ di latte o dei chapati e considerava
questi luoghi come Nandagram.

Lui non parlava mai di cose materiali, ma spendeva il suo tempo a leggere
il ‘Sri Prema-vivartha’. Non leggeva la Gita, la Caitanya-Caritamrta, ma il
Prema-vivarta di Srila Jagadananda Pandita, un libro saturo di rasa. Se
spremiamo un rasgulla, il rasa continuerà ad uscire, similmente ogni verso
del Prema-vivarta é pieno di rasa. Mentre leggeva questo libro Premadasa
Babaji piangeva amaramente, con le lacrime agli occhi e i peli ritti sul
corpo. Molti vaisnava andavano ad ascoltare i suoi commenti su quel libro e
parlava anche del Bhagavatam, della Caitanya-Caritamrta, della
Brahmara-gita, della Gopi-gita e di altri argomenti riguardanti la
Krsna-katha.

Un giorno alle 3:00 del pomeriggio Premadasa Babaji, finito di cantare i
giri, leggendo il Prema-vivarta gustava l’oceano di bhava e prema – amore
ed affetto. In quel momento arrivò un ekandi-sannyasi e cadde ai suoi
piedi. Ci sono due tipi di sannyasi: ekandi e tridandi. La nostra parampara
é tridandi sampradaya, invece quel sannyasi era un ekandi della Sankara
sampradaya. Queste persone sono mayavadi. Loro pensano che Brahma sia
indifferenziato, invece tridandi significa dedicare la nostra mente, le
parole, le azioni nel servizio a Krsna. Nek danda ci sono tre punte e
quindi significa anche acettare sakti, saktiman e jiva. Krsna é saktiman,
Radhika é sakti e in questa connessione tutte le jive Li servono con
Madhurya-rasa. Queste tre cose sono anche pienamente presenti nel mantra
‘klim’ nella forma di seme.

Poichè pensano di essere Brahman, i mayavadi hanno un solo danda.
Nityananda Prabhu prese l’ekadanda di Mahaprabhu, lo ruppe in tre pezzi e
lo buttò nel fiume. Lui voleva insegnare: "Non prendete un solo danda;
prendetene tre." Lui disse anche che per noi é necessario portare il peso
di un danda, ma per Caitanya Mahaprabhu, la suprema persona Dio, non c’é
necessità.

Quando quel sannyasi arrivò, Babaji non era cosciente; era totalmente
assorto nel sentimento di servizio a Radha e Krsna e a Mahaprabhu. Lui era
in antardasa, in trance o samadhi, e non vide il sannyasi che cadde a terra
per fare omaggi, satsanga-pranama per un po’ di tempo. Quando infine tornò
alla sua coscienza esterna e vide il sannyasi, subito Premadasa Babaji fece
pranama dicendo: "Ha Nityananda, Ha Caitanya. Per favore spruzza la tua
misericordia su questa persona caduta." Poi a mani giunte, il sannyasi
disse: "Sono molto caduto e pieno di anartha. Perché ti prendi gioco di me
chiedendo la mia misericordia? Per favore non imbrogliarmi."

Babaji Maharaja allora gli diede un asana fatto di foglie di banana. Lui
stesso stava seduto su questo asana, e lo diede al sannyasi dicendo: "O
sannyasi Thakura, che servizio posso fare per te?" Allora il sannyasi
rispose: "Io sono molto sfortunato."

Quando un sisya và dal suo gurudeva per prendere l’iniziazione, si deve
comportare come fece Sannyasi Thakura con il suo gurudeva. A mani giunte
disse: "Io sono un ekadandi sannyasi di alta classe. Ho letto tutti gli
sastra che contengono le sei filosofie: sankhya, patanjala, nyaya,
vaisesika, purva-mimamsa e uttara-mimamsa." In India ci sono sei tipi di
filosofie e Sannyasi Thakura era perfetto in tutte. Parlava molto bene il
sanscrito e aveva studiato il Brahma-sutra, le Upanisad e il Vedanta-sutra.

Sannyasi Thakura disse: "Ero a Kasi, Varanasi, perdendo tempo in tarka e
vitarka, nella logica e nelle argomentazioni. Ho praticato cantando ‘sono
Brahman’, ho praticato il concetto che brahman é nirvisesa e che noi siamo
tutti pratibimba, riflessi di quel brahman e che alla fine tutti ci uniamo
e diventiamo brahman. Cercavo di provare questo fatto con la logica. Dodici
anni fa presi sannyasa da Saccidananda Sarasvati e ho visitato tutti i
luoghi sacri di Kanya Kumari, Badarikasrama e Kedaranatha al sud, a Dvaraka
e Jagannatha Puri ad ovest e in molti altri luoghi. Durante questo periodo,
ho discusso con molte persone e ho sconfitto tutti quelli che si
opponevano."

Sannyasi Thakura continuò: "Ho passato i tre stadi del sannyasa, chiamati
kuticaka, bahudaka e hamsa." Kuticaka significa rimanere in un luogo.
Successivamente il sannyasi deve lasciare il kutira, vagare qua e là e bere
l’acqua di molti luoghi sacri. Hamsa significa cigno. Come il cigno può
prendere solo il latte e lasciare l’acqua, così il sannyasi hamsa può
differenziare tra le cose materiali e le cose trascendentali. Lui può
differenziare atma-tattva e anatma-tattva, cos’é l’anima e cos’é il corpo.
L’idea di Sannyasi Thakura era che questo mondo é falso, c’é un’anima nel
corpo e questa anima é brahman. Lui disse a Paramahamsa Babaji: "Ho
praticato ‘Aham brahmasmi’, ‘prajnanam-brahma’, e ‘tat tvam asi’. Ho
completato il mio sadhana di tutte queste meditazioni, ma non ero felice.
Ho superato molto stadi ma non ero ancora felice."

Srila Vyasadeva era Paramahamsa ed anche lui non era felice. Lui è il padre
di tutti i paramahamsa, è una manifestazione di Narayana Stesso, ma non era
soddisfatto di quello che aveva raggiunto. Lui aveva realizzato tutta la
letteratura vedica, ma si lamentava ancora: "Perché non sono ancora
contento?" Sannyasi Thakura si sta lamentando in modo simile con
Paramahamsa Babaji.

"Un giorno vidi un Vaisnava che cantava ad alta voce: ‘Sri Krsna Caitanya
Prabhu Nityananda Sri Advaita Gadhadara Srivasadi Gaura Bhakta Vrnda.’
Piangendo amaramente si lamentava e rotolava per terra. I suoi occhi erano
pieni di lacrime e i suoi peli erano ritti. A volte si rotolava, a volte si
rialzava e poi cadeva di nuovo. Io ho praticato ‘aham brahmasmi’ per dodici
anni, ma non ho mai provato quello che provai quel giorno, in un attimo.
Non posso spiegarti come ero felice. I miei peli si rizzarono e lacrime
cominciarono a scendere dai miei occhi. Volevo andare da lui ed offrire
prostrati omaggi ai suoi piedi ma pensai: ‘Io sono paramahamsa, perché devo
andare là?’ Fui fermato dal mio falso ego e non potei andare da lui. Non ho
potuto offrirgli appropriato rispetto. Poi quel vaisnava andò per la sua
strada e scomparve."

"E’ stato dopo che lui se ne andò che realizzai: ‘Oh, misero me, misera
questa condizione di paramahamsa-pada. Perché non sono andato a prendere la
polvere dei suoi piedi?’ Cominciai a cercarlo ‘Dov’é quel vaisnava? Ho
realizzato che dopo un momento di sua compagnia ho provato felicità,
quindi quant’è elevato quel devoto!’ Sapevo che dovevo andare da lui come
Vyasadeva andò a cercare Narada Rsi ad ascoltare e a provare quella
felicità. Continuai a cercare, ma non lo trovai. Così lasciai Varanasi
pensando: ‘Questo grande vaisnava può essere a Vrndavana, quindi devo
andarci.’ Andai a Vrndavana, cercai porta a porta, in ogni bhajana kutira,
sulle rive della Yamuna, ai piedi di loto di Govardhana, al Radha-kunda e
al Syama-kunda. Cercai ovunque ma non lo trovai.

Visitando questi luoghi, le mie sukrti incrementarono. Visitando tutti i
luoghi dei passatempi di Krsna e vedendo i vaisnava cantare, danzare,
ascoltare harikatha del Bhagavatam, ho accumulato molte sukrti."

A Vrndavana ci sono più templi che case. La Yamuna scorre praticamente
ovunque, e gli uccellini come i cù-cù cantano ‘Radhe Radhe Radhe’, persino
i guardiani cantano ‘Radhe Radhe’. Tutti i cespugli cantano ‘Radhe Radhe’
Così Sannyasi Thakura andò a Vrndavana e delle impressioni trascendentali
arrivarono nel suo cuore.

Sannyasi Thakura continuò: "Tutti i puri devoti a Vrndavana-dhama
piangevano a causa della separazione da Srila Rupa Gosvami e Srila Sanatana
Gosvami. Loro pregavano: ‘O Rupa! O Sanatana! Vande rupa sanatanau
raghu-yugau sri-jiva-gopalakau’ Ricordando i dolci passatempi di Krsna in
trance e pronunciando il nome di Sacinandana Gaurahari e di Patita-pavana
Nityananda, tutti piangevano. Ho fatto il parikrama dell’intera area di 128
miglia, il Vraja-mandala parikrama.

"Dopo aver posto la domanda riguardo quel devoto che avevo incontrato a
Varanasi, un devoto mi disse: ‘Tu puoi avere il darsan di un devoto così.
Devi solo andare a Navadvipa.’ Così sono venuto qui, ho visitato il luogo
dell’apparizione di Caitanya Mahaprabhu e atri luoghi sacri e tutti mi
hanno mandato da te. Così oggi ho avuto il tuo darsan." Sannyasi Thakura
cominciò a piangere.

Questo é il processo per cadere ai piedi di loto di gurudeva. Una persona
simile può incontrare un vero guru, infatti Krsna mandò Sannyasi Thakura
da un vero guru. Se volete ragionare con la mente penserete: ‘Posso
selezionare il mio guru da solo’, non sarete capaci di farlo. Se volete
avere un siksa-guru o un bhagavata-guru nella bhagavata-parampara, pregate
Krsna e cercate di seguire Sannyasi Thakura. Premadasa Babaji non é diverso
da Bhaktivinoda Thakura, non é meno di lui. Thakura Bhaktivinoda realizzò
in trance tutti gli avvenimenti accaduti nel Jaiva-dharma e anche tutti i
più grandi sentimenti e poi li scrisse.

Cadendo ancora ai piedi di loto di Premadasa Babaji, Sannyasi Thakura
disse: "Dopo aver ascoltato delle tue glorie sono venuto da te. Offro la
mia intera esistenza ai tuoi piedi di loto e tu sei libero di usarmi nel
tuo servizio in ogni modo." Se volete avere un eterno guru e un’eterna
relazione con Krsna, Radhika, Mahaprabhu e Nityananda Prabhu, dovrete
seguire questo processo. I devoti che seguono questo processo non saranno
mai deboli. Non potranno mai cadere. La lussuria non potrà arrivare e i
desideri materiali non possono toccare questi devoti. Lasciate tutti i
desideri da oggi e fate questo voto: ‘Ho lasciato tutti gli altri
interessi. Voglio servire Radha e Krsna totalmente.’

Dopo che Sannyasi Thakura finì la sua presentazione, Babaji Maharaja
cominciò a piangere, prese un filo d’erba tra i denti e disse: "Io voglio
solo essere trnad api sunicena (più umile di un filo d’erba). O Sannyasi
Thakura, sono molto sfortunato. Ho passato tutto il mio tempo a riempirmi
lo stomaco e a chiacchierare. E’ vero che vivo nel luogo dei passatempi di
Caitanya Mahaprabhu, ma non ho ancora realizzato cos’é krsna-prema (l’amore trascendentale)."

Nella Caitanya-Caritamrta é scritto:

na prema-gandho ‘sti darapi me harau
krandami saubhagya-bharam prakasitum
vamsi-vilasy-anana-lokanam vina
bibharmi yat prana-patangakan vrtha

("Sri Caitanya continuò: ‘Miei cari amici, nel mio cuore non ho nemmeno la
più piccola traccia di amore per Dio . Quando mi vedete piangere per la
separazione sto soltanto facendo un’esibizione della mia grande fortuna.
Non vedendo il meraviglioso volto di Krsna che suona il flauto continuo a
vivere la mia vita come un insetto insignificante." Cc Madhya 2.45)

Srimati Radhika Stessa dice così: "Io non ho krsna-prema; non ne ho nemmeno
un briciolo. Perché a volte piango? Lo faccio solo per mostrare agli altri
che ho amore ed affetto per Krsna. Ora però non ho avuto il suo darsan. Se
avessi avuto veramente amore ed affetto per Krsna, non avrei potuto vivere
in separazione da Lui. Sono ancora viva! Il pesce ha un grande amore ed
affetto per l’acqua. La prova é che se li togliete dall’acqua morirà in uno
o due minuti. Ma io non sono ancora morta! Perché non muoio? Perché il mio
cuore é stato creato da un fulmine, è senza krsna-prema."

Babaji Maharaja cominciò a parlare in modo simile: "Anche se vivo qui dove
sono avvenuti passatempi di alta classe di Mahaprabhu, non so cos’é prema.
Tu invece mi hai detto che hai provato quell’amore ed affetto semplicemente
vedendo un vaisnava per un attimo. Io non ho tale realizzazione." Dicendo
queste parole cominciò a piangere amaramente e abbracciò Sannyasi Thakura.
Sannyasi Thakura vedendo questo cominciò a piangere ancora più forte;
lacrime scendevano dai suoi occhi e anche molti più sentimenti di quando
aveva visto quel vaisnava a Varanasi. Ora provava grande amore ed affetto
per Krsna e i peli del suo corpo si rizzarono. Realizzò che Premadasa
Babaji era ancora più elevato di quel devoto vaisnava a Varanasi.

Abbiamo visto nel Brhad-bhagavatamrta che quando un giovane gopa che stava
portando al pascolo le mucche, sentì una voce, non poté capire se la voce
di quella persona era un lamento o un canto. Quando cominciò a cercare,
vide un vaisnava nel mezzo di un grande cespuglio che piangeva amaramente.
Lui non stava cantando ma stava piangendo: "Radhe Radhe! Jaya Jaya Radha
Ramana Haribol! Govinda Jaya Jaya!"

Ora Sannyasi Thakura era ancora più sottomesso ai piedi di Premadasa Babaji
e disse: "Mi arrendo a te, quindi per favore sii misericordioso. Sono il
tuo eterno servitore." Una persona che vuole essere un discepolo deve
essere come Sannyasi Thakura, sia egli un grhasta o un rinunciato come lui.
Quando Mahaprabhu andò a Gaya ed incontrò Isvara Puripada, Mahaprabhu disse
la stessa cosa: " Mi arrendo a te e ti dono la mia intera vita, il mio
corpo e tutto quello che possiedo. Per favore fai quello che é meglio per
me. Ora sono tuo." Lui disse questo non solo con le parole, ma anche col
cuore e l’anima.

Se seguite la via con la quale Sri Caitanya Mahaprabhu avvicinò il suo
gurudeva, nessuno sarà capace di imbrogliarvi. Krsna arrangerà per voi di
incontrare un guru autentico; altrimenti anche Krsna vi imbroglierà. Lui
penserà: "Questa persona ha dei desideri materiali. Lasciamolo andare da un
guru falso di terza classe." Quelli che scelgono il guru secondo la loro
intelligenza cadono nella trappola dei falsi guru. Viceversa se uno si
arrende a Krsna e prega: "Krsna, mi arrendo a Te." Krsna farà gli
arrangiamenti. Krsna é il caitya-guru (il maestro all’interno del cuore di tutti) e dovete sempre ricordare che non Lo
potete imbrogliare. Lui é sempre nel vostro cuore, Lui sa tutto di voi,
anche le cose che voi stessi non conoscete; quindi come potete
imbrogliarlo? Voi imbroglierete voi stessi non il guru, Krsna e i vaisnava.
Se gurudeva é autentico ed é sottomesso a Radha-Krsna, Mahaprabhu,
Nitynanda Prabhu, non dobbiamo nascondergli niente. Lui non é una persona
di questo mondo.

Premadasa Babaji poi disse: "Desidero che tu rimanga qui nel mio asrama.
Voglio associarmi con te." Sannyasi Thakura rispose: ""Mi sono arreso
completamente a te. Non solo per due o tre giorni o per qualche anno, ma
per tutta la vita. Io sono il tuo servitore."

Da allora lui rimase con Premadasa Babaji. Se anche voi farete così
riceverete la misericordia di Krsna molto presto, arriverà la misericordia
del Guru, della parampara e diventerete puri vaisnava di alta classe.

Non siamo venuti per gioire di questo mondo. Noi abbiamo già gioito della
felicità sessuale per migliaia e migliaia di vite in forme di maschio o
femmina. Non saremo mai soddisfatti con questo processo. Non andate in
quella direzione. Se siete sposati dovete servire Krsna insieme. Se non
siete sposati, non sposatevi e siate come Sannyasi Thakura. Se non potete
farlo, allora potrete rimanere con un devoto. Se marito e moglie restano
insieme nella coscienza di Krsna, anche loro sono brahmacari. Non c’é
problema. Ma cercate di seguire tutte le istruzioni enunciate in questo
capitolo del Jaiva-dharma.

Srila Bhaktivinoda Thakura ha scritto tutto nel Jaiva-dharma con piena
realizzazione ed ha investito le realizzazioni di tutta la sua vita in ogni
parola del libro. Jaiva Dharma non é una finzione o un’immaginazione. Lui
ha scritto questa letteratura come Vyasadeva scrisse lo Srimad Bhagavatam.
Anche Krsnadasa Kaviraja Gosvami nella Caitanya Caritamrta non scrisse
nulla che non fosse vero, lui scrisse tutto quello che aveva visto in
meditazione. Sri Sanatana Gosvami ha scritto il Brhad-bhagavatamrta nello stesso
stile del Jaiva Dharma, nella forma di dialogo e non c’é nessuna parte
inventata.

Pregate Srila Bhaktivinoda Thakura: "Om Bhaktivinodaya svaha"
Con questo processo, lui vi rivelerà tutte le risposte e le realizzazioni
riguardo la sua identità e i suoi scritti.

Devoto: Srila Gurudeva, qual é la differenza tra hamsa e paramahamsa?

Srila Narayana Maharaja: Una persona hamsa può discriminare. Come un cigno
può differenziare tra il latte e l’acqua e prendere solo il latte, così
hamsa differenzia tra la sostanza spirituale e maya e rigetterà maya. Il
paramahamsa invece vede ovunque latte, latte, latte. Non c’é affatto
l’acqua. Comunque anche se c’é acqua, il paramahamsa può trasformarla in
latte puro. Questo significa paramahamsa.

Continua…

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