La pace

La pace

Ogni volta che accetti profondamente questo
momento così com’è – nella forma in cui è
– sei sereno, sei in pace.
La felicità e l’infelicità non vanno così in profondità.
Sono onde sulla superficie del tuo essere.
La pace profonda che hai dentro ti rimane immutata
qualunque siano le condizioni esterne.
(Tratto da "Il potere di adesso" – Eckart Tolle)

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Pensiero del mercoledi 31 agosto 2016

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mercoledi 31 agosto 2016
« La parola è creatrice di mondi, e quei mondi sono in grado di conservarsi molto a lungo. È impossibile sapere fino a quando una parola può produrre degli effetti. Cosa pensare allora di tutte le musiche che si sentono attualmente, musiche isteriche alle quali sono state abbinate tante parole volgari o violente? È pericoloso per una società sottovalutare il loro potere distruttivo.
In una Scuola iniziatica, la musica ha un ruolo importante da svolgere, soprattutto il canto. Dato che nel canto noi stessi siamo lo strumento che produce i suoni, cantare ha su di noi – sul nostro corpo fisico e sui nostri corpi sottili – effetti molto potenti. Attraverso il canto emettiamo onde e correnti di forze che creano in noi determinate forme. Ecco perché è essenziale ritrovare la funzione mistica del canto concentrando tutta la nostra attenzione non solo sulla melodia, ma anche sulle parole. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

La vita e la Memoria di Helga Schneider diventano film: il commento di Marco Ferrini

Cara Helga, buondì!
Prego il Signore che stia bene e si senta spiritualmente ispirata.
Il tema da lei sviluppato, la relazione famigliare, e in particolare quella personale madre-figlia, all’interno di quel tragico contesto storico, crea un sapore certamente particolare. E, sentendo la necessità di dirglielo fin dai primi capitoli letti, colgo l’occasione per farle ora vivi complimenti per il sapiente uso della lingua italiana: un uso così efficace da far invidia a noti scrittori di madre lingua.
Per consentirle di meglio conoscermi, le accenno qualcosa alla  relazione tra lo sfondo su cui si stagliano le sue narrazioni e me. La Storia in generale mi ha da sempre appassionato e, per motivi che non ho ancora soddisfacentemente sondato, quella del Terzo Reich: la sua inspiegabile ascesa, la sua conquista del potere, la sua disfatta e i processi che ne son seguiti, in particolare quelli ai gerarchi nazisti celebrati a Norimberga e quello ad Adolf Heichman a Gerusalemme. Però, nonostante le non poche letture e le conversazioni con i rari testimoni storici, con i loro stretti parenti, con esperti di questioni politiche e sociali germaniche ed ebraiche, sento che per capire mi sfugge ancora qualcosa di fondamentale, e inquietante.
Con stima e affetto,
Marco Ferrini (Matsyavatara Das)

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Autore, filosofo e guida spirituale. Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta e Direttore dell’Accademia di Scienze Tradizionali dell’India. Dal 1976 si dedica allo studio e all’insegnamento della psicologia, filosofia, scienza e spiritualità della tradizione Yoga e Bhakti nel contesto del sapere millenario dei Veda, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Con la sua opera, ripropone in chiave attualizzata il pensiero spirituale dell’India nel dialogo tra Oriente e Occidente, tra contemporaneità e tradizione. È Adjunct Professor della Dev Sanskriti University di Haridwar. Nel 2012 il Rettore di questa Università e il Presidente dell’India lo hanno insignito del titolo Honoris Causa di Ph.D Doctor in Philosophy, “in riconoscimento del suo contributo alla divulgazione nel mondo della conoscenza vedica per il miglioramento e il Benessere dell’umanità”.
 

Dalla letteratura al cinema. La vita e la Memoria di Helga Schneider diventano film

L’assessore Mezzetti incontra la scrittrice tedesca. Presto un film dal titolo ‘Let me go’, tratto da una sua opera
    
Un incontro amichevole, e fortemente voluto, quello dell’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, con la scrittrice tedesca Helga Schneider, nota a livello internazionale per aver raccontato la sua tormentata storia di figlia abbandonata da una madre nazista, sterminatrice nel campo di Auschwitz-Birkenau.
I suoi due long seller “Il rogo di Berlino” e “Lasciami andare, madre” hanno attraversato generazioni di lettori, e sono spesso usati nelle scuole come testi didattici e di approfondimento per conoscere e comprendere gli orrori del nazismo e la storia del ‘900.
Helga Schneider vive da oltre 50 anni a Bologna, scegliendo la lingua italiana e non la tedesca per i suoi romanzi; invitata in tutto il mondo a testimoniare la sua esperienza e il suo impegno nella preservazione della Memoria, la Schneider è molto attiva anche sul territorio proprio con le giovani generazioni, con cui spesso si rapporta e confronta, trasmettendo la sua esperienza di vita, ricevendo anche un riconoscimento ufficiale dell’Anpi.
Forte di questo impegno e appreso dell’imminente uscita del film “Let me go” –  importante produzione inglese diretta dalla regista indipendente Polly Steele, che vanta tra l’altro le musiche composte da Philip Selway dei Radiohead – l’assessore Mezzetti ha invitato la scrittrice in viale Aldo Moro, nella sede della Regione, ritenendo doveroso il tributo di un territorio a una delle sue cittadine più autorevoli e impegnate.
“La figura di Helga Schneider- afferma l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti- è importantissima e particolare. Siamo abituati ad ascoltare testimonianze di chi ha vissuto il periodo nazi-fascista come partigiano, invece la sua è collegata a chi è sempre stato l’oggetto delle lotte partigiane. La signora Schneider, con coraggio, ha dato voce a chi, come lei, è stato a sua volta vittima innocente della follia di Hitler e del nazismo”. “Il nostro incontro- continua l’assessore- rafforza l’importanza del lavoro sulla Memoria, che l’Emilia-Romagna ha consolidato con l’approvazione della nuova legge regionale, perché una persona che non sa che cosa ha fatto e da dove viene non sa nemmeno che cosa vuole. E in questa sinergia con associazioni e istituti storici del territorio, la parte relativa alle testimonianze dirette, soprattutto nelle scuole e con gli studenti, sarà molto importante”.
“Anche il popolo tedesco ha sofferto moltissimo durante il periodo nazista- ha riferito la Helga Schneider all’assessore- soprattutto i bambini. Si parla molto poco di questo e io posso testimoniarlo. Trovo molto importante andare nelle scuole a raccontare la mia esperienza, spiegare ai ragazzi, confrontarmi con loro e rispondere alle loro domande”.
Schneider ha raccontato che, isolato dal resto del mondo dal sistema nazista, il popolo tedesco disponeva solo dell’informazione controllata dal regime. “I miei in cantina- ha spiegato durante l’incontro- ascoltavano di nascosto la BBC, rischiando molto, perché era proibito. In questo modo capivamo che quanto Goebbels raccontava erano delle bugie incredibili! Oggi viviamo in un’era tecnologica in cui le informazioni sono disponibili dopo pochi minuti. Tutto ciò è meraviglioso ma anche pericoloso, soprattutto per i più giovani, perché comporta a una forte esposizione a propagande terroristiche”.
Ha raccontato poi la vicenda della madre: “Mi disse di aver fatto un corso di disumanizzazione per poter lavorare dentro i campi di concentramento. Soprattutto le guardiane delle SS dovevano essere in grado di sopportare la vista delle crudeltà. Questo lavaggio del cervello le è rimasto per tutta la vita”.

Dalla letteratura al cinema. La vita e la Memoria di Helga Schneider diventano film

Cara Helga, buondì!
Prego il Signore che stia bene e si senta spiritualmente ispirata.
Il tema da lei sviluppato, la relazione famigliare, e in particolare quella personale madre-figlia, all’interno di quel tragico contesto storico, crea un sapore certamente particolare. E, sentendo la necessità di dirglielo fin dai primi capitoli letti, colgo l’occasione per farle ora vivi complimenti per il sapiente uso della lingua italiana: un uso così efficace da far invidia a noti scrittori di madre lingua.
Per consentirle di meglio conoscermi, le accenno qualcosa alla  relazione tra lo sfondo su cui si stagliano le sue narrazioni e me. La Storia in generale mi ha da sempre appassionato e, per motivi che non ho ancora soddisfacentemente sondato, quella del Terzo Reich: la sua inspiegabile ascesa, la sua conquista del potere, la sua disfatta e i processi che ne son seguiti, in particolare quelli ai gerarchi nazisti celebrati a Norimberga e quello ad Adolf Heichman a Gerusalemme. Però, nonostante le non poche letture e le conversazioni con i rari testimoni storici, con i loro stretti parenti, con esperti di questioni politiche e sociali germaniche ed ebraiche, sento che per capire mi sfugge ancora qualcosa di fondamentale, e inquietante.
Con stima e affetto,
Marco Ferrini (Matsyavatara Das)

L’assessore Mezzetti incontra la scrittrice tedesca. Presto un film dal titolo ‘Let me go’, tratto da una sua opera
    
Un incontro amichevole, e fortemente voluto, quello dell’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, con la scrittrice tedesca Helga Schneider, nota a livello internazionale per aver raccontato la sua tormentata storia di figlia abbandonata da una madre nazista, sterminatrice nel campo di Auschwitz-Birkenau.
I suoi due long seller “Il rogo di Berlino” e “Lasciami andare, madre” hanno attraversato generazioni di lettori, e sono spesso usati nelle scuole come testi didattici e di approfondimento per conoscere e comprendere gli orrori del nazismo e la storia del ‘900.
Helga Schneider vive da oltre 50 anni a Bologna, scegliendo la lingua italiana e non la tedesca per i suoi romanzi; invitata in tutto il mondo a testimoniare la sua esperienza e il suo impegno nella preservazione della Memoria, la Schneider è molto attiva anche sul territorio proprio con le giovani generazioni, con cui spesso si rapporta e confronta, trasmettendo la sua esperienza di vita, ricevendo anche un riconoscimento ufficiale dell’Anpi.
Forte di questo impegno e appreso dell’imminente uscita del film “Let me go” –  importante produzione inglese diretta dalla regista indipendente Polly Steele, che vanta tra l’altro le musiche composte da Philip Selway dei Radiohead – l’assessore Mezzetti ha invitato la scrittrice in viale Aldo Moro, nella sede della Regione, ritenendo doveroso il tributo di un territorio a una delle sue cittadine più autorevoli e impegnate.

“La figura di Helga Schneider- afferma l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti- è importantissima e particolare. Siamo abituati ad ascoltare testimonianze di chi ha vissuto il periodo nazi-fascista come partigiano, invece la sua è collegata a chi è sempre stato l’oggetto delle lotte partigiane. La signora Schneider, con coraggio, ha dato voce a chi, come lei, è stato a sua volta vittima innocente della follia di Hitler e del nazismo”. “Il nostro incontro- continua l’assessore- rafforza l’importanza del lavoro sulla Memoria, che l’Emilia-Romagna ha consolidato con l’approvazione della nuova legge regionale, perché una persona che non sa che cosa ha fatto e da dove viene non sa nemmeno che cosa vuole. E in questa sinergia con associazioni e istituti storici del territorio, la parte relativa alle testimonianze dirette, soprattutto nelle scuole e con gli studenti, sarà molto importante”.
“Anche il popolo tedesco ha sofferto moltissimo durante il periodo nazista- ha riferito la Helga Schneider all’assessore- soprattutto i bambini. Si parla molto poco di questo e io posso testimoniarlo. Trovo molto importante andare nelle scuole a raccontare la mia esperienza, spiegare ai ragazzi, confrontarmi con loro e rispondere alle loro domande”.
Schneider ha raccontato che, isolato dal resto del mondo dal sistema nazista, il popolo tedesco disponeva solo dell’informazione controllata dal regime. “I miei in cantina- ha spiegato durante l’incontro- ascoltavano di nascosto la BBC, rischiando molto, perché era proibito. In questo modo capivamo che quanto Goebbels raccontava erano delle bugie incredibili! Oggi viviamo in un’era tecnologica in cui le informazioni sono disponibili dopo pochi minuti. Tutto ciò è meraviglioso ma anche pericoloso, soprattutto per i più giovani, perché comporta a una forte esposizione a propagande terroristiche”.
Ha raccontato poi la vicenda della madre: “Mi disse di aver fatto un corso di disumanizzazione per poter lavorare dentro i campi di concentramento. Soprattutto le guardiane delle SS dovevano essere in grado di sopportare la vista delle crudeltà. Questo lavaggio del cervello le è rimasto per tutta la vita”.

Pensiero del mercoledi 24 agosto 2016

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mercoledi 24 agosto 2016
« Avere la fede significa fare ogni giorno esperienze che ci permettono di percepire la realtà del mondo divino. Sì, perché anche la fede si nutre, e si nutre via via che noi prendiamo coscienza delle ricchezze che Dio ha deposto in tutto quello che ci circonda – la terra, l’acqua, l’aria, la luce del sole – e facciamo degli sforzi per lavorare con esse. A cosa serve recitare e cantare che si crede in “Dio, Creatore del cielo e della terra”, se non si fa niente affinché quel cielo e quella terra ci aiutino a rafforzare la nostra fede in Lui? Si è inconsapevoli, negligenti, superficiali, si recide il legame con la Sorgente della vita, e poi si dice: «Niente ha senso… Dio non esiste».
In realtà se faceste lo sforzo di respirare e mangiare coscientemente, già vi apparirebbe un senso e sentireste la potenza divina. Nulla vale quanto le esperienze: sono queste a consolidare la vostra fede… Quando avrete fatto certe esperienze, sarete obbligati a sentire, in voi e attorno a voi, la presenza di quell’Essere sublime, creatore dell’universo. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Non dimenticate chi è Krishna

NON DIMENTICATE CHI E’ KRISHNA
5 settembre 1996 Mathura

[Una traduzione dall'harikatha in Hindi, nella quale Nitya Lila Pravista Om Visnupada Astottara Sata Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja Srila Gurudeva parla in occasione di Sri Krishna Janmastami]

Srila Gurudeva: Da tre giorni, i nostri programmi si svolgono con grande successo. Ieri c’è stato un Nagar-sankirtana molto bello. Il Bhagavatam viene recitato a partire dal mattino. Molte bravi cantanti di Vraja che canteranno dei dolci passatempi di Krishna sono presenti qui oggi.

Oggi è il giorno della nascita di Sri Krishna. Krishna è apparso qui a Mathura Dhama, poco più di 5000 anni fa. Perché è apparso? Gli esseri, non solo gli esseri umani ma anche gli uccelli, gli animali, gli alberi, gli esseri celesti, i ricchi, poveri, i re, i mendicanti, e tutti gli altri, sono i servitori di Krishna per loro posizione costituzionale (svarupa). Krishna è l’incarnazione della beatitudine (anandamaya). Pertanto, anche noi stiamo cercando la felicità e la beatitudine. Non vi è alcun essere vivente che desidera il dolore-tutti desiderano la felicità. Ma, non vi è alcun essere vivente che non sperimenta il dolore nonostante desideri essere felice per sempre. C’è qualche persona che potrebbe morire prima che la vecchiaia arrivi? Esiste un essere vivente che non soffre in questo mondo? Che dire di altri, anche una persona come Napoleone Bonaparte e persone di rilievo dell’India come Indira Gandhi ei suoi due figli, non sono stati risparmiati dalla sofferenza.

Demoni come Ravana, Kamsa, e Jarasandha non sono sfuggiti alle fauci della morte. Tutti noi siamo servitori di Krishna. Dimenticando il suo servizio, ci siamo impigliarti nel samsara (ciclo di nascite e morti). Pertanto, tutti noi siamo in pena. Abbiamo sperimentato molta felicità durante il kirtana- ma nessuno è veramente felice.

Nessuno può dire, "Sono pienamente felice."

Questo luogo non è fatto per la felicità. Abbiamo dimenticato Bhagavan e commesso offese ai Suoi piedi di loto. A causa di questo male, Maya ci ha catturato e ci ha irretito nel samsara. Non c’è nessuno che non morirà. Una persona che nasce deve sicuramente morire. Non abbiamo dimenticato Bhagavan solo da una nascita, lo abbiamo dimenticato da tempo immemorabile. E, siamo stati molto sfortunati vagando in questa esistenza materiale.

Krishna è venuto; Rama è venuto; Nrsinghadeva e Varahadeva è sono venuti; molti potenti Acarya sono apparsi, ma non siamo ancora stati liberati. Per Sua misericordia senza causa, Bhagavan ci ha dato questa forma di vita umana. Oh fratelli, abbiamo ricevuto questa forma umana per nostra grande fortuna. Pertanto, non trascorrete la vita invano. Tra tutti gli avatara di Bhagavan, Krsna nascite in questo mondo ed esegue passatempi meravigliosi. Uccide i demoni che sono contro il dharma Mostra tali passatempi meravigliosi che anche personalità come Brahma e Sankara non possono capire.

Egli ritorna alla sua dimora dopo aver attratto le menti di tutti. Gli abitanti di questo mondo poi cantano, parlano e ricordano questi passatempi. Così, essi attraversano questo temibile oceano dell’esistenza materiale. Il nostro obiettivo non è quello di riunire artisti e di impegnarci in attività ricreative. Tutti voi dovreste ascoltare le parole di Krishna. Questa è la migliore offerta ai piedi di loto di Krishna. Dobbiamo cercare di seguire le sue istruzioni. Cosa ha detto Krishna?

Isvara-amsa Jiva abhinasi
cetana amala Sahaja sukha rasi

mamaivamso jiva-loke
Jiva-bhutah sanatanah

-Bhagavad Gita 15.7

[Gli esseri viventi in questo mondo condizionato Sono Mie parti infinitesimali ed eterne.]

Noi siamo particelle Bhagavan. Non saremo mai felici fino a quando non ci incontriamo Bhagavan e ci impegnamo al Suo servizio. Non saremo mai felici anche se abbiamo un’isola d’oro, come come aveva fatto Ravana a Lanka. Aveva 100.000 figli e 125.000 nipoti. Suo fratello era Kumbhakarna e suo figlio era Meghanatha. Eppure, non divenne mai felice. Che dire di noi? Non potremo mai essere felici in questo mondo.

Il burro si potrebbe estrarre dall’acqua. I fiori potrebbero fiorire nel cielo. L’oscurità potrebbe inghiottire il sole. Il ghiaccio può generarsi dal fuoco. E l’olio può essere ricavato spremendo la sabbia. Anche se è impossibile che tali fenomeni accadano- questi eventi si potrebbero manifestare. Ma di certo nessuno può essere felice e tranquillo senza fare l’Hari-bhajana. Questo è il messaggio di Rama e Krishna. Tutti dovete sempre ricordare ciò. Se non si ricorda questo messaggio, allora sarete schiacciati come ceci. Krishna schiacciò Aghasura, Bakasura, Jarasandha, Kamsa, e il resto dei demoni. Lui non aveva alcun bisogno di farlo, Maya stessa avrebbe potuto uccidere i demoni.

Si deve sempre ricordare che nessuno può essere felice con la ricchezza, con le relazioni tra parenti, o la conoscenza del mondo. Si può essere felici facendo di Bhagavad bhajana- non c’è altra soluzione. Dove siamo seduti? Siamo seduti nell’arena di Kamsa. Rangesvara Mahadeva è qui vicino. Kamsa si sedeva su una piattaforma rialzata. Canura e Mustika lottarono con Krishna e Baladeva Prabhu proprio qui vicino. Volevano uccidere i due fratelli.

Krishna saltò verso l’alto e fece cadere Kamsa a terra. Poi si sedette sul petto di Kamsa e l’aria vitale di Kamsa lo abbandonò.

Prima di uccidere Kamsa, Krishna gli disse: "Hai preso mia madre per i capelli. Volevi picchiarla. Volevi colpire il petto di mio padre."

Così, Kamsa ha subito tale destino dalle mani di Krishna. Chi non fa il bhajan di Bhagavad, sarà distrutto in questo stesso modo. Anche se una persona può essere come Kamsa, Jarasandha, e Ravana, e commette molte atrocità contro il dharma, le mucche, i brahmana, e i devoti, egli sarà comunque schiacciato e ridotto in polvere. Pertanto, ricordate queste lezioni.

Questa vita è destinata al bhajana di Bhagavan. Non è fatta per nessun altra cosa. Questa terra di Mathura Puri è la più propizia e benedetta. Krishna è apparso qui. Chi è Krishna? Molte persone si arrabbiano quando parlo della sua identità. Questo Krishna è la radice di Rama e Nrsingha. Krishnacandra è Avatari (la fonte) di tutti gli avatara (espansioni). Innumerevoli Visnu, Sankara, e Brahma emanano da una parte della sue emanazioni. Krishna ha tali potenze.

Si manifesta a Mathura dal grembo di Devaki. Ma il figlio di Vasudeva e Devaki che si manifesta qui è una porzione di Krishna che ha nasce a Vraja-Gokula. Ha preso nascita come il figlio di Nanda Baba e Yasoda Maiya. Tutti voi dovreste capire ciò. Il Krishna che è apparso nella prigione di Kamsa e che porta una conchiglia, il Sudarsana-cakra, la mazza, e il loto, è una espansione di Vrajendra-Nandana Syamasundara. Krishna non può portare un flauto qui (a Mathura). Lui non indossa una piuma di pavone qui. Egli non può danzare con le gopi qui. Qui non può dare prema in carità. Egli punirà Kamsa, Bakasura, e gli altri demoni. Egli ucciderà Jarasandha. Questo è un aspetto della maestà di Krishna. Questi passatempi sono aisvarya-mayi lila (l’aspetto di opulenza di Krishna).

Krishna di Gokula è la radice di Mathuresa-Krishna. È Vrajendra-Nandana Syamasundara; Egli è la Persona Suprema. Eppure, sembra piccolo. Egli è scuro di carnagione. Ma, le sue glorie sono le più meravigliose. Quindi, perché Krishna appare? Lui non appare per uccidere i demoni.

yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata
abhyutthanam adharmasya
tadatmanam srjamy aham

-Bhagavad Gita 4.7

[Quando e dove c'è un calo della pratica religiosa, o discendente di Bharata, e un aumento dell’irreligione- io Stesso discendo.]

Questo può essere fatto anche da parte di una emanazione di Krsna. Anche Maha-Visnu può uccidere i demoni. Krishna si impegna in molti dolci passatempi a Vraja. Mangiò la terra e ruppe i vasi che le gopi portavano. Yasoda lo legava con il suo amore e Krishna cominciò a piangere. Ha danzato nel rasa a Vrindavana. Questo Krishna è l’Avatari di tutti gli avatara (la sorgente di tutte le espansioni).

E‘ facile fare il bhajan. Se una persona che è nata a Mathura Dhama o nelle aree circostanti e possiede mente e corpo stabili, ma è sempre impegnato nel mangiare, godere, e guadagnare denaro, allora non vi è alcuna differenza tra un animale e tale persona. Bisogna raggiungere lo scopo della vita umana. L’incontro con Krishna nato a Gokula si ha solo tramite prema (amore divino). Dovete fare il bhajana. Non è molto difficile fare il bhajan. Potete considerare Krishna come il vostro Sakha (amico), vostro figlio, o amato. Yasoda Maiya considera Krishna suo figlio e le Vraja-gopi considerano Krishna il loro prana-priyatama. Non perderete il denaro se pensate a Krishna come il vostro amico, figlio, o amato. Non spenderete un cent. Ma, non è facile pensare in questo modo. Questa è la forma più alta di bhajana- questo non si trova neanche nel bhajan di Ramacandra.

Pertanto, tutti voi che siete nati a Mathura o che siete venuti qui per guadagnare soldi o che siete stati sposati qui o che siete venuti qui con qualsiasi altro scopo, dovreste raggiungere lo scopo della vostra residenza a Mathura facendo il bhajana. Non vi è alcun paese in questo mondo in cui i giovani non diventano turbati da una vita volta al godimento e al divertimento e che non sono venuti a Mathura-Vrndavana. Perché vengono qui? Siamo molto sfortunati a lasciare Mathura-Vrndavana e andare in altri luoghi o paesi per guadagnare soldi. E, la gente di altri paesi desidera una particella di polvere di Vraja. Dovete comprendere. Se la gente fosse davvero felice con il denaro, la ricchezza, e la famiglia, molte persone di questo mondo sarebbero felici. Gli americani sono i più ricchi, ma tra loro la felicità è assente.

Pertanto, conducete la vostra vita secondo le istruzioni di Krishna. Se accettate le istruzioni di Krishna, sarà l’ornamento della vostra vita. Siamo venuti per offrire puspanjali (il cuore sotto forma di fiori) ai piedi di loto di Krishna. Le nostre vite avranno successo se accettate anche una delle istruzioni di Krishna. Ma dobbiamo essere sinceri; non dobbiamo essere duplici o ipocriti. Quali sono tali istruzioni? La prima istruzione è:

"Noi non siamo questo corpo; siamo l’anima."

Il corpo è fatto di terra. Si è animato grazie alla presenza dell’anima. L’anima è la sua vita. Il Paramatma o Krishna è presente dentro l’anima. Pertanto, non saremo felici fino a quando la nostra relazione con Krishna non è stabilita. Così, l’Harinama-sankirtana è l’unica soluzione in Kali Yuga.

Harer Harer nama nama
Harer namaiva Kevalam
kalau nasty eva nasty eva
nasty eva gatir anyatha

-Brhan-Naradiya Purana

[ 'Per il progresso spirituale in questa età di Kali, non c'è alternativa, non c'è alternativa, non c'è alternativa al nome santo, il santo nome, il santo nome del Signore.']

Pertanto, il nostro Panditji di Vrindavana, che è un buon kirtaniya e oratore del Bhagavatam, ha citato questo sloka:

aradhyo bhagavan vrajesa-tanayas tad-dhama vrndavanam
ramya kacid upasana vraja-vadhu-vargena ya kalpita
srimad bhagavatam pramanam-amalam prema pumartho mahan
sri-caitanya mahaprabhor-matam-idam tatradaro nah parah

-Srila Visvanatha Cakravarti Thakura, Chaitanya Manjusa

[Bhagavan Vrajendra-Nandana Sri Krishna e la Sua dimora trascendentale Sri Vrindavana-Dhama sono i miei oggetti di adorazione. Il metodo più eccellente per adorare Krishna è quello adottato dalle gopi, le giovani ragazze di Vraja. Il Bhagavatam è la prova di questo. E‘ la scrittura impeccabile e più autorevole, e krsna-prema è il quinto e più alto scopo della vita umana – al di là della religiosità mondana, dello sviluppo economico, della gratificazione dei sensi e delola liberazione impersonale. Questa è l'opinione di Mahaprabhu. Abbiamo supremo riguardo per questa conclusione. Non abbiamo alcuna inclinazione o rispetto verso altre opinioni devianti.]

Vrajendra-nandana Syamasundara è il nostro aradhya (adorabile Signore). Il Krishna a quattro braccia di Mathura e Dvaraka è la sua espansione. Ramacandraji è l’espansione della sua espansione. Vrajendra-nandana Syamasundara è il nostro aradhyadeva. Egli può essere servito in quattro modi: dasya-bhava (lo stato d’animo di servitù), sakhya-bhava (lo stato d’animo di amicizia), vatsalya-bhava (lo stato d’animo dei genitori), e madhurya-bhava (lo stato d’animo di una persona amata). L’adorazione delle gopi è la forma più elevata di adorazione. Non vi è nulla al di sopra dei sentimenti delle gopi. Il Bhagavatam si manifesta solo con lo scopo di trasmettere le glorie delle gopi. Gli altri Purana contengono le glorie degli altri.

Le gopi adoravano Krishna considerandoLo il loro amato. Non c’è più grande forma di adorazione verso Krishna. Molti adorano Sivaji, Ganesha, Santoshi Maiya, e altri dei e dee. Ma essi non possono darvi nulla senza la bhakti. E, qualunque cosa gli esseri celesti conferiscono è temporaneo; sarà presto finito. Nulla è eterno grazie alle loro benedizioni. Pertanto, le gopi considerano Krishna il loro amato e lo servono con amore senza pari. Dobbiamo sempre ricordare Krishna. Dobbiamo ricordarLo seduti, in piedi, e mentre dormiamo. Possiamo anche adorare Krishna in questo modo. Il Bhagavatam è la prova senza macchia in questo senso.

Parabrahma Krishna, che l’adorabile Signore di tutti e la causa di tutte le cause- implora ai piedi delle gopi, di ricevere l’amore che loro hanno. Durante la rasa-lila, egli prese la polvere dei piedi delle gopi quando erano stanche. Ha rappacificato le gopi. Questo è il prema di Vraja. Pertanto, il sentimento delle gopi è il nostro obiettivo più alto. Mahaprabhu ha detto che la bhakti ai piedi di loto di Krishna si raggiunge cantando i suoi nomi. Questo è particolarmente vero nel Kali Yuga.

Pertanto, tutti voi dovreste cantare i nomi di Bhagavan Krishna. Tra tutti i santi nomi del Signore, i più elevati sono:

Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare, Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare.

Ora è il momento dell’abhiseka. Finiremo questa festa cantando il Mahamantra. Tutti voi dovreste prendere la caranamrta di Thakuraji e il Prasada (cibo offerto alla divinità). Nandotsava (la festa di Nanda Maharaja) verrà celebrata domani. Tutti voi dovreste venire ed onorare Prasada qui. Il festival Dadhikada sarà celebrato domani mattina. Molti glorificazioni saranno cantate in serata. Nanda Maharaja svuoterà il suo magazzino domani pomeriggio. Egli dà prasada a tutti. Tutti voi dovete essere presenti anche domani. Ma, non dimenticate che stiamo celebrando tutte queste feste solo per poter avere la bhakti ai piedi di loto di Krishna. Se raggiungiamo la bhakti, le nostre vite avranno successo, altrimenti no. Ora cantate il Mahamantra kirtana.

Gaura-premanande!
Hari Haribol!

Sri Krishna Janmasthami Ki Jaya
Srila Gurudeva Ki Jaya!

__._,_.___

Non pensare che ci sia tempo

Non pensare che ci sia tempo

Non viviamo pienamente il mondo
se non siamo pronti a dare via tutto.
Samaya vuole dire non trattenere nulla,
non prepararci una via di fuga,
non cercare alternative,
non pensare che ci sia tempo
in abbondanza
per poter fare le cose in seguito.
(tratto da: Se il mondo ti crolla addosso – Pema Chodron)

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