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Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja
Granada, Spagna 24 Giugno 2003

Come Jada Bharata, anche Ambarisa Maharaja non aveva paura della morte.
La morte era in piedi di fronte a lui e nonostante ciò lui pregava il
Sudarsana-cakra: “Oh, salva questo brahmana." Lui non pregava per se
stesso.Viceversa, Durvasa Muni, sebbene fosse un brahma-rsi (un erudito
saggio brahmana), correva da tutte le parti per salvarsi dal Sudarsana.
Da questo punto di vista Jada Bharata e Ambarisa Maharaja erano uguali,
ma da un’altra prospettiva Ambarisa Maharaja era superiore. La sua
bhakti era più elevata di quella di Jada Bharata. Jada Bharata era un
jnani-bhakta, come Prahlada Maharaja, ed aveva conoscenza dell’anima e
dell’Anima Suprema. Ma Ambarisa Maharaja era molto più di quello. Era
un puro bhakta che viveva a Vrndavana aspirando di ottenere la
vraja-bhakti (l’amore e il servizio dei Vrajavasi). Jada Bharata non
aveva niente a che fare con la vraja-bhakti. Era anche lui un bhakta ma
non come Maharaja Ambarisa. Jada Bharata non meditava mai su Vraja,
mentre Ambarisa Maharaja seguiva tutti gli Ekadasi e i maha-Dvadasi a
Vraja, facendo il parikrama per tutto il Vraja Mandala, andando a
Varsana, Nandagaon, Vrndavana rasa-sthali, Govardhana ed in molti altri
luoghi. Perciò lui è superiore.

Quindi pur essendo Jada Bharata e Ambarisa Maharaja entrambi situati al
livello della bhava-bhakti, Ambarisa Maharaja è superiore. Questo è un
fatto, ma voi conoscete la storia di phal-vikrini, la signora che
vendeva frutta a Vrndavana? Lei è milioni di volte più elevata di
Ambarisa Maharaja.
Per favore racconta la storia di phal-vikrini (rivolto ad Aranya
Maharaja).

[Prem Prayojana:] Krsna manifestò i Suoi passatempi nella casa
di Nanda Maharaja a Gokula Mahavana. Quando aveva solo due anni e
mezzo/tre, attrasse una signora di bassa casta di Mathura che si
guadagnava da vivere vendendo frutta. Lei andava di strada in strada
con un cesto di frutta sulla testa gridando: ”Phal lo, phal lo.
Prendete la frutta. Chi comprerà la mia frutta? “ Mentre questa signora
girava per Mathura, ebbe la buona fortuna di incontrare i Vrajabasi che
cantavano: ”Govinda Damodara Madhaveti.” Ascoltando dai Vrajabasi la
descrizione di Krishna, sviluppò una grande bramosia nel suo cuore:
”Voglio incontrare Krishna e servirLo.” Questo è il potere
dell’associazione con i puri devoti.

Una mattina lei mise tutti I suoi migliori frutti nel cesto e partì per
Vraja Gokula. Fece un voto nel suo cuore: ”Oggi devo vedere Krishna,
sia quel che sia! Se non Lo vedrò oggi, non ritornerò.” Era molto,
molto determinata. Arrivò lì e iniziò a camminare intorno alla casa di
Nanda Maharaja gridando: ”Phal lo, phal lo!” Era così assorta nel
pensiero di Krishna, che si dimenticò cosa doveva dire cominciando
invece a parlare così: ”Govinda lo, Madhava lo, Damodara lo” urlando il
nome di Krishna. Tuttavia Krishna non arrivava e lei entrò in un
profondo sentimento di separazione. Si sedette e pianse.

Krishna era dentro la Sua casa. Se qualcuno pronuncerà il nome di
Krishna con le lacrime agli occhi e con il cuore sciolto farà diventare
Krishna ansioso di incontrarlo. Così prese subito alcuni chicchi di
riso nella Sua mano ed uscì per incontrare la venditrice di frutta.
Affranta e piangendo col viso rivolto al suolo, lei non vide che
Krishna era arrivato. Lui le disse: ”Dammi la frutta. Dammi la frutta.”
Lei alzò lo sguardo e vide la bellissima forma di Krishna che tanto
aveva desiderato, quella di un piccolo bambino, con le labbra di un
rosso intenso, gli occhi di loto e i capelli ricci decorati con una
piuma di pavone ed una collana di perle. Per il resto era nudo. Nel
vederlo, rimase come pietrificata e molti sentimenti estatici si
manifestarono in lei. Non poteva dare alcuna risposta. Krishna ripetè:
”Dammi la frutta. Dammi la frutta.” Quando tornò in sè, vide Krishna in
piedi di fronte a lei con i Suoi piccoli e rossi palmi delle mani tesi
verso di lei. Gli occhi di Krishna gurdavano verso il cesto di frutta e
aveva l’acquolina in bocca. Lui voleva gustare quella frutta. Lei disse
:”Sono una venditrice di frutta. Devi darmi qualcosa in cambio perchè
io mi mantengo così.” La madre di Krishna Gli aveva dato un pò di
grani da dare in cambio alla venditrice di frutta. Lui ora stendeva le
mani verso di lei ma solamente uno o due granelli di riso caddero dalle
Sue mani. Lui era un bambino e non sapeva come chiudere bene le dita,
perciò mentre correva verso di lei, quasi tutti i chicchi caddero per
terra. Perciò aveva a malapena qualcosa da darle e quindi si vergognò
un pochino.

La venditrice di frutta disse: ”Va bene. Ti darò la frutta ma ad una
condizione. Dovrai sederTi sul mio grembo e chiamarmi Madre.”
Ascoltando questo Krishna pensò: ”Cosa devo fare? Madre Yasoda è Mia
madre e questa donna è di bassa casta. Come posso sederMi nel suo
grembo?” Allora guardò la frutta e pensò: ”Bene, lo farò.” Per
assicurarsi che nessuno Lo stesse notando, Si guardò tutto intorno, Si
sedette sul suo grembo, la chiamò Madre e velocemente saltò giù
dicendo: ”Phal dow. Dammi la frutta.” Lui era rimasto seduto nel grembo
di lei solo per un secondo ma aveva soddisfatto così il suo desiderio.
Con molta felicità lei prese tutta la frutta dal cesto e la pose nelle
mani di Krishna. Allora, danzando felice, Krishna rientrò nella Sua
casa e distribuì quella frutta a Sua madre e ai Suoi amici. Appena
prima di lasciarla, comunque, gli rivolse un lungo sguardo con la coda
dell’occhio rubandole completamente il cuore.

Ora lei era seduta da sola e Krishna le aveva rubato il cuore. Se il
proprio cuore se n’ è andato, gli altri sensi non possono funzionare.
Così lei non poteva più neppure fare un passo e rimase seduta lì fino
alla sera. Un Vrajavasi poi le si avvicinò e le disse: ”Il sole è
tramontato. Devi andare a casa.” In separazione da Krishna si alzò,
pose il suo cesto sulla testa come d’abitudine e cominciò a camminare
in direzione della Yamuna per ritornare alla sua casa di Mathura.
Quando arrivò sulla riva della Yamuna sentì che il cesto era molto
pesante. Pensò: ”Ho dato la mia frutta. Il mio cesto deve essere vuoto.
Perchè è così pesante?” Lo poggiò a terra e vide che era colmo di
gioielli, tanti inestimabili tesori, tanta ricchezza che non possiamo
immaginare. Lei era una persona povera ma quando vide le ricchezze
pensò: ”Non voglio queste cose.”
La ricchezza di questo mondo distrarrà la nostra mente da Krishna,
così non è vera ricchezza. E’ un fardello, in realtà è una sentenza di
morte. Lei prese il cesto, lo rovesciò e gettò tutti i gioielli nella
Yamuna. Cantando felicemente i nomi di Krishna, continuò a cantare e
danzare nella foresta di Gokula Mahavana e non fu mai più vista.

Ad certo punto il Signore Krishna la chiamò. Precedentemente Putana era
andata da Lui presentandosi come una madre ma in realtà voleva
ucciderLo. Tuttavia Krishna la liberò e la mandò a Goloka accettandola
come Sua balia. Ma questa signora della frutta era andata da Lui, con
il cuore sciolto e con lacrime di separazione, voleva veramente essere
come una madre per Lui, quale destinazione avrà quindi ottenuto? La sua
destinazione deve essere superiore a quella ottenuta da Putana.

Così un giorno Krishna la chiamò. Lei non andò a Goloka ma a Vraja,
Goloka Vrndavana, la destinazione più elevata. Lei è li oggi e prende
Krishna sul suo grembo. Anche oggi Krishna la chiama madre e lei è una
vicina di casa di Madre Yasoda. Perciò quelli che canteranno il nome di
Krishna, con un ardente desiderio di incontrarsi con Lui e di servirLo
relazionandosi così: ”Krishna, tu sei mio amico.” “Krishna, Tu sei il
mio caro bambino.” Oppure: “Krishna, Tu sei l’amato della mia
Svamini”, allora è certo che Krishna li chiamerà ed essi si uniranno a
Lui per sempre nella trascendentale Goloka Vrndavana.

[Srila Gurudeva:] Puoi spiegare se c’è un qualche paragone tra
Ambarisa Maharaja o Bharata Maharaja e questa venditrice di frutta? No,
non c’è paragone. Persino Ambarisa Maharaja non può avere la chance di
avere Krishna sul suo grembo mentre lo chiama “Padre”. Lei è molto
superiore, perchè è a Vraja. Lei vedeva sempre Krishna e alla fine,
ricevette l’amore materno a Vraja, come una vicina di casa di Yasoda
Maiya. Quanto è fortunata!

Sapete chi è Pulindi-kanya? Lei viene da una tribù aborigena di bassa
casta di Govardhana. Lei ha anche la pelle nera come le persone delle
tribù di collina. Una mattina presto, mentre si trovava nella foresta
per raccogliere fiori, frutti e sterco di mucca, vide della rugiada
sull’erba mista ad un colore rossastro e si agitò di estasi.
Immediatamente ricordò Krishna, diventando piena d’amore e affetto per
Lui e sviluppò desiderio di abbracciarLo. Prese quella kunkuma
rossastra dall’erba e se ne cosparse tutto il corpo.

purnah pulindya urugaya-padabja-raga
sri-kunkumena dayita-stana-manditena
tad-darsana-smara-rujas trna-rusitena
limpantya anana-kucesu jahus tad-adhim
(SB 10.21.17)

[“Le donne aborigene dell’area di Vrndavana furono disturbate dalla 
lussuria quando videro l’erba tinta dalla polvere di kunkuma rossa. 
Impressa dal colore rosso dei piedi di loto di Krishna, questa polvere 
in origine decorava i seni delle Sue amate e quando le donne aborigine 
spalmarono con essa i loro visi e seni, si sentirono pienamente 
soddisfatte ed abbandonarono tutte le loro ansietà.”]

La kunkuma rossa sull’erba proveniva da Srimati Radhika, la Quale
cosparge sempre di kunkuma il Suo seno e il Suo corpo. Il Signore
Krishna pone i Suoi piedi sul seno di Srimati Radhika è così che quella
kunkuma giunge sui piedi di loto di Krishna. Lui era tornato a casa di
mattina presto quando già la rugiada è sull’erba così quella kunkuma si
era mischiata con la rugiada. La ragazza Pulinda raccolse quindi quella
kunkuma.

In questo verso della Venu Gita è la stessa Srimati Radhika che parla
delle glorie di Pulindi-kanya, dicendo: ”Io non sono fortunata come
Pulindi-kanya.” Purnah pulindya urugaya-padabja-raga. La kunkuma
proviene dall’amato Krishna (dayita) che l’ha ricevuta sui Suoi piedi."
Sri Radha ha pregato: ”Quella Pulindi non si incontra mai con Krishna,
ma lei è più fortunata di Me – o di tutte noi – perchè lei ponendo
quella kunkuma sul suo cuore e sulle altre parti del corpo ha
abbracciato Krishna completamente. In questo modo Lui è diventato suo.
Io non sono fortunata come quella Pulindi-kanya.” Potete paragonare
quella venditrice di frutta a questa signora? Non c’è paragone.

Ora, ancora di più. Una giovane ragazza arrivata da un altro villaggio
si era sposata a Nandagaon. Quella novella sposa aveva udito delle
glorie e della bellezza di Krishna, che è molto furbo e molto
attraente. Ma lei non Lo aveva mai visto, aveva solamente ascoltato
delle Sue glorie. Era felice che suo marito fosse di Nandagaon e che
lei si fosse trasferita lì a vicere. Un giorno, Krishna stava portando
le Sue milioni di mucche al pascolo, assieme a Sri Baladeva Prabhu e
agli amici pastorelli. Balarama con i Suoi compagni erano davanti e
suonavano un corno fatto di foglie di palma. Lui era andato avanti
lasciando indietro Krishna perchè conosceva l’etichetta del rasa. Lui
era andato avanti per far sì che il Suo giovane fratello potesse
incontrarsi con la gopi.

Quella gopi da poco sposata voleva andare a vedere Krishna, ma la
suocera la fermò e le disse: ”Non andare! Altrimenti un serpente nero
ti morderà! Non andare.” La ragazza chiese: ”Perchè tu invece vai?
Perchè tua figlia sta andando? Perchè tutte le signore stanno andando?
Tutte le signore anziane, giovani e adolescenti stanno andando. Cosa ho
fatto di male da non permettermi di andare? Io lo farò anche se tu ti
arrabbierai.”

Lei uscì e rimase in piedi vicino alla porta. Krishna la vide da molto
lontano e conosceva il suo sentimento. Lui agitò la coda di un
bellissimo vitello bianco che immediatamente saltò dirigendosi di corsa
verso quella porta dove lei si era accostata, completamente assorta in
Lui. Quando seguendo quel vitello, Krishna arrivò, con il Suo flauto la
toccò sotto il mento rubandole immediatamente il cuore per andarsene
sorridendo nella foresta. Ora, cosa poteva fare lei senza il suo cuore?
Era totalmente assorta in Krishna. Persino tutta la polvere sollevata
dagli zoccoli delle mucche si era ormai posata a terra e Lui era
scomparso dalla vista, ma lei continuava a rimanere lì in piedi.

Sua suocera tornò indietro e le domandò: ”Che cosa stai facendo qui in
piedi? Ti ho detto che un serpente nero sarebbe arrivato. Forse Lui ti
ha morso. Ora vieni con me.” E afferrandola vigorosamente continuò:
”Devi sbattere lo yogurt nella zangola. Porta quel vaso di yogurt.” La
sposa portò un vaso e cominciò ad agitarlo ma il suo cuore e la sua
mente non erano presenti. Lei non si era accorta che per sbaglio aveva
preso un vaso di semi di mostarda al posto dello yogurt. Nuovamente sua
suocera arrivò e, rimproverandola, domandò: ”Cosa stai facendo? Questo
non è yogurt. Va bene, va a prendere dell’acqua.” Gli diede un vaso,
poi un secondo e un terzo con un secchio e una fune. Le disse: ”Ecco,
porta questo bambino con te” e mise il bambino sotto l’altro braccio
della ragazza. “Vai e porta l’acqua.”

Questa ragazza era molto forte, poteva portare facilmente tutto quello
che sua suocera le aveva dato. Si recò ad un pozzo molto distante. Sua
suocera pensò che mandandola a prendere l’acqua, sarebbe tornata alla
sua giusta coscienza. Raggiunto il pozzo, posò i vasi e anche il
bambino, lei aveva intenzione di legare la fune attorno al vaso, ma la
sua mente non era presente; così cominciò a mettere la corda attorno al
collo del ragazzo. Tutte le altre gopi che stavano attingendo l’acqua
immediatamente esclamarono: ”Oh, che cosa è successo a questa ragazza?
Sta mettendo la corda attorno al collo di quel bambino!” Qualcuno
suggerì: ”Deve essere posseduta da un fantasma.” Un’altra rispose: ”Non
un fantasma. Krishna, il figlio di Nanda, ha posseduto la sua mente e
il suo cuore.”

C’è un qualche paragone tra questa nuova sposa e la Pulindi-kanya? No,
non può esserci alcun paragone. Pulindi-kanya è stata solo
indirettamente in contatto con Krishna, mentre questa ragazza è stata
in diretto contatto con Lui, perchè lei è una gopi. Pulindi non è una
gopi, così questa sposa ha più amore ed affetto per Krishna ed è di
fatto superiore. In seguito lei potè incontrare Krishna ovunque con le
altre gopi, sotto la guida delle nitya-siddha gopi, le gopi che sono
eterne associate del Signore.

Ma chi è ancora superiore?

yat-kinkarisu bahusah khalu kaku-vani
nityam parasya purusasya sikhanda-mauleh
tasyah kada rasa-nidher vrsabhanu-jayas
tat-keli-kunja-bhavanangana-marjani syam?
(Sri Radha-Rasa-Sudha-Nidhi 8, Prabodhananda Sarasvati)

Le kinkari, le servitrici di Sri Radha, sono superiori. Srimati Radhika
ordina loro: ”C’è una persona nera a Vrndavana. Lui è un grande
imbroglione. Lui è nero fuori e dentro. Se arriva qui non permetteteGli
di entrare nel mio kunja. Non voglio incontarLo. Non deve arrivare da
Me; deve tornare da dove è venuto.” Il Signore Krishna presto arrivò lì
e chiese il permesso implorando le kinkari: ”Devo andare da Srimati
Radhika. Voglio incontrarMi con Lei e rappacificarLa.”Quel giorno,
comunque, le gopi, come Rupa Manjari e Rati Manjari, erano molto severe
e risposero a Krishna: ”Non puoi entrare. Devi ritornare da dove sei
venuto.” E cosa fece Sri Krishna, sebbene sia il Signore Supremo, il
Signore dei Signori? Lui mise la Sua testa ai piedi di loto delle gopi
e pregò: ”Per favore permetteteMi di entrare. PermetteteMi di entrare.”

Ora paragonate quella nuova sposa con le manjari che servono Sri
Krishna e Srimati Radhika in questo modo. Chi è superiore? Le manjari
sono di gran lunga superiori. Perchè sono superiori? Perchè servono
Srimati Radhika:

venum karan nipatitam skhalitam sikhandam
bhrastam ca pita-vasanam vraja-raja-sunoh
yasyah kataksa-sara-ghata-vimurcchitasya
tam radhikam paricarami kada rasena
(Sri Radha-Rasa-Sudha-Nidhi 39, Prabodhananda Sarasvati)
Sri Krishna, il Signore dei Signori è molto bello e attraente. Ma
quando è sulla strada con le mucche e guarda nella direzione di Srimati
Radhika che, con le sue sakhi, è in piedi nascosta vicino a un kunja e
Gli lancia uno sguardo furtivo, che cosa Gli succede? Il suo flauto
immediatamente Gli scivola di mano. Questo flauto è molto potente,
riesce a confondere persino il Signore Brahma, il Signore Sankara, il
Signore Sankarsana e tutte le altre incarnazioni. Il flauto attira
tutte le gopi fuori dalle loro case alla notte, anche se esse sono nel
bel mezzo del servizio ai loro mariti o figli, mentre fanno il burro o
cucinano. Esse smettono qualunque cosa intrapresa.

Se una qualche gopi dimostra manavati, un sentimento imbronciato,
Krishna può immediatamente e con facilità rompere il suo mana suonando
il flauto. Il flauto è molto potente ma cade facilmente dalle mani di
Krishna quando Lui incontra lo sguardo di Radha e non solo, anche la
Sua piuma di pavone cade giù. Dove va? Cade giù ai piedi di loto di
Lei. Ed inoltre cosa accade? Krishna perde immediatamente i sensi e il
Suo amico pastorello Madhumangala dice: ”Oh, che cosa stai facendo!
Nanda Baba e Yasoda-maiya sono qui!” E’ molto difficile per Krishna
mantenere la Sua normale coscienza quando Radhika lancia su di Lui il
suo sguardo.

Così Radhika è la più elevata, molto più di Srimati Candravali o di
qualsiasi altra persona. Lei è il Guru di Krishna, l’amica di Krishna,
la servitrice di Krishna, la consigliera di Krishna ed è specialmente
il Suo Guru nel campo dell’ amore e affetto.
Come potete avere tale amore e affetto? C’è solo un processo.

anaradhya radha-padambhoja-renum
anasritya vrndatavim tat-padankam
asambhasya-tad-bhava-gambhira-cittan
kutah syama-sindho rasasyavagahah
(Sva-sankalpa-prakasa-stotra 1, Raghunatha dasa Gosvami)

Chi può immergersi nell’oceano dell’ amore – nell’oceano del
syama-rasa? Syama-rasa è l’amore e l’affetto di Srimati Radhika per
Krishna. Chi può avere questo? Anaradhya radha-padambhoja-renum. Quelli
che non hanno servito la polvere dei piedi di loto di Radhika non
possono averlo. Vrndavatim tat-padankam. Quelli che non hanno servito e
preso rifugio a Vrndavana, dove la terra è coperta con le Sue orme e
con la polvere dei Suoi piedi di loto, non possono averlo.
Asambhasya-tad-bhava-gambhira-cittan. E quelli che non hanno preso
rifugio nelle persone che sono sempre immerse nell’amore e nell’affetto
per Lei, come Srila Rupa Gosvami, Srila Sanatana Gosvami e gli altri
Gosvami, e non hanno ascoltato l’hari-katha di questi devoti, non
possono conoscere le Sue glorie.
Questo è il nostro scopo ultimo.

Voglio finire qui la lezione. Abbiamo iniziato parlando di sraddha (fede).
E’ stata espressa tanta hari-katha, e l’essenza di tutto si trova qui –
il nostro obiettivo è servire Srimati Radhika. Dobbiamo cominciare
praticando la bhakti dalla sua più piccola frazione, da sraddha e
quella pratica è chiamata vaidhi-bhakti (devozione guidata da regole e precetti). Poi dobbiamo gradualmente salire.
Quando svilupperete un gusto genuino per la bhakti non cadrete,
ma se non avete gusto, oh siete già caduti.
Non c’è fondo alla caduta.

Gaura-premanande!

__._,_.___

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