Pasta al pesto di sedano

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La ricetta della settimana

Cari lettori,

ecco la ricetta settimanale proposta da SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.
Oggi vi proponiamo una ricetta utile per chi desidera utilizzare anche le foglie di sedano in cucina, evitando di buttarle, come spesso facciamo. E’ necessario un mixer per frullare e ottenere una specie di pesto ma i più bravi potranno utilizzare anche il mortaio pensato per il basilico. Al posto dei pinoli vengono suggerite le noci e in sostituzione del formaggio il lievito alimentare in scaglie. Ne otteniamo una crema dal sapore originale, perfetta per la pasta ma anche per accompagnare dei crostini o come accompagnamento per delle polpettine vegetali.

Questa ricetta, come tutte le altre di questa rubrica, è selezionata dal libro elettronico gratuito: "Nella cucina di VeganHome", disponibile in tre formati scaricabili gratuitamente per pc e lettore e-book. Lo potete trovare qui:
http://www.veganhome.it/ricette/libro-ricette-vegan/

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Pasta al pesto di sedano

Difficoltà: Facilissima
Tempo: 20 minuti

Ingredienti per 2 persone

  • 1 ciotolina di foglie di sedano
  • 2 noci
  • 10-15 mandorle
  • 1 cucchiaino di lievito alimentare in scaglie
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine d’oliva
  • 200 g di pasta

Preparazione

Inserire nel mixer le foglie di sedano lavate, la frutta secca, l’aglio e il lievito alimentare in scaglie. Frullare il tutto finemente, aiutandosi con un po’ d’olio. Aggiustare di sale e aggiungere olio fino ad ottenere un patè piuttosto consistente.
Nel frattempo, cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Prima di scolare la pasta, allungare il pesto con un po’ di acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una consistenza soffice e cremosa. Scolare la pasta, e condirla col pesto.

Ricetta di Lia78 tratta da VeganHome.

E-book gratuiti di ricette vegan e altri aspetti della scelta vegan: LibriVegan.info

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La saggezza …

La saggezza …

La saggezza non ha nulla a che fare con la conoscenza,
proprio per nulla; ha qualcosa a che fare con l’innocenza.
È necessaria una certa purezza del cuore,
è necessario un certo spazio dell’essere
perché la saggezza possa crescere.
(Osho – "Con te e senza di te" )

Pensieri di Osho qui
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Pensiero del venerdi 23 settembre 2016

http://www.prosveta.it/
venerdi 23 settembre 2016
« Da duemila anni si ripete ai cristiani che Dio è Amore. Ma si è veramente compreso il significato di queste parole? Dire che Dio è Amore significa avere coscienza che a tutti gli esseri, senza eccezioni, Egli ha donato tutto. Voi soffrite, siete nella sventura e chiedete a Dio di venirvi in aiuto; pensate che sia qui e ora che avete bisogno del Suo aiuto e che Egli debba rispondere alle vostre preghiere, ossia che debba rendervi la salute, sistemare i vostri affari, darvi degli amici, liberarvi dei vostri nemici… Ma vi sbagliate: ora Dio non deve fare niente per voi, perché ha già fatto tutto. Creando l’essere umano Egli ha previsto tutto, gli ha dato tutto, il Suo amore gli ha dato tutto, e non c’è dunque più niente da chiedere.
I veri figli di Dio sono quelli che non chiedono nulla, poiché sanno di avere già tutto. Se reclamate mani per lavorare, piedi per camminare o occhi per vedere è ridicolo: li avete già, sul piano spirituale come sul piano fisico. Dovete soltanto pregare per chiedere la luce, che vi indicherà il modo migliore di utilizzarli. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Da una parte o dall’altra …

Da una parte o dall’altra …

Momento dopo momento la nostra pratica è come una scelta,
un bivio sulla strada dove possiamo scegliere se andare
da una parte o dall’altra.
La scelta è sempre, momento dopo momento,
tra il nostro bel mondo che abbiamo costruito
nelle nostre menti e ciò che è veramente.
(da "Niente di speciale" – Charlotte Joko Beck)

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Pensiero del mercoledi 21 settembre 2016

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mercoledi 21 settembre 2016
« Anche le persone più ignoranti sanno che il sangue è un liquido infinitamente prezioso e che perdendo il proprio sangue si perde anche la vita. Finché circola all’interno del corpo, il sangue è protetto come in un recipiente chiuso, ma non appena fuoriesce, per una ragione o per l’altra, evapora come ogni altro liquido; questo significa che dal sangue esalano particelle eteriche che vanno a disperdersi nello spazio. Ora, quelle particelle sono vive e hanno conservato qualcosa degli elementi che rendono il sangue portatore di vita: ecco perché esse servono da nutrimento alle entità invisibili.
La proprietà che il sangue possiede di sprigionare effluvi di cui si nutrono le entità invisibili è risaputa fin dalla più remota antichità. Di un ferito si dice che “perde sangue”. E in effetti egli lo perde, ma poiché in realtà nell’universo nulla si perde e nulla si distrugge, ci sono sempre creature che vanno a nutrirsi delle emanazioni che si sprigionano da alcune gocce di sangue. Perciò, se perdete sangue, non lasciate che questo si prosciughi – o non sbarazzatevene – senza prima averlo consacrato, tramite il pensiero, alle entità luminose del mondo invisibile: esse sapranno utilizzarlo per il loro lavoro. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Sushi di zucchine

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La ricetta della settimana

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Sushi di zucchine

Difficoltà: Facile
Tempo: 30 minuti

Ingredienti per 6 persone

  • 4 zucchine grandi
  • 500 g di patate
  • 1 barattolo di ceci
  • 2 cucchiai di capperi
  • 3 cucchiai di maionese vegan
  • olio extravergine d’oliva

Preparazione

Lessare le patate con la buccia e farle raffreddare; nel frattempo tagliare le zucchine a fette spesse, grigliarle, condirle con poco olio.
Preparare la maionese (vedi ricetta Maionese più buona del mondo) dimezzando le dosi, mettere nel robot da cucina le patate a pezzetti, i ceci scolati, ben sciacquati e sbucciati, i capperi e la maionese; tritare tutto.
Mettere le fette di zucchina su un tagliere, spalmarle con la salsa, arrotolarle e servirle fredde.

Ricetta di iaia tratta da VeganHome.

I Sei Figli non nati di Devaki

I SEI FIGLI NON NATI DI DEVAKI – il significato esoterico

di Srila Bhaktipromode Puri Gosvami Maharaja

Nel libro Sri Hari-vamsa (2° capitolo del Visnu-parva) è scritto che Hamsa, Suvikrama, Kratha, Damana, Ripu-Mardana e Krodha-Hanta, sono conosciuti come i sad-garbha (sei bambini non nati), i figli del demone Kalanemi. Compirono intense austerità per adorare il creatore universale Brahma, all’insaputa di loro nonno Hiranyakasipu. Brahma, essendo soddisfatto delle loro estreme penitenze, concesse loro la benedizione di essere protetti dalla morte, soddisfando le loro preghiere. Più tardi, quando Hiranyakasipu sentì parlare di questo incidente, si arrabbiò e disse, “Voi avete adorato Brahma a mia insaputa, quindi non ho affetto per persone impudenti come voi. Vostro padre ucciderà tutti voi. Nella vostra prossima vita tutti e sei nascerete nel grembo di Devaki e vostro padre Kalanemi nascerà come Kamsa. Quello stesso Kamsa sarà il vostro assassino.” A causa di questa maledizione di Hiranyakasipu, essi nacquero nel grembo di Devaki e vennero uccisi da Kamsa, l’incarnazione di Kalanemi.

Prima di ciò, erano noti come i figli di Marici Muni. Risero dopo aver visto Brahma correre dietro a sua figlia. A causa di questa offesa di giudicare negativamente una grande personalità, hanno dovuto nascere come demoni.

Nello Srimad Bhagavatam (10.85.47-57) si è detto che a causa della preghiera di Madre Devaki, Sri Rama e Sri Krishna riportarono i suoi sei figli morti da Sri Baliraja Sutala-puri:

asan marice sat putra urnayam prathame’ntare

devah kam jahasur viksya sutam yabhitum udyatam

tenasurim agan yonim adhunavadya-karmana

hiranyakasipor jata nitas te yoga-mayaya

devakya udare jata rajan kamsa-vihimsitah

sa tan socaty svams atmajan ta ime’dhyasate’ntike

Itah etan pranesyamah matri soka apanuttaye

tatah sapat vinirmuktah lokam yasyanti vijjvarah

smarah udgithah parisvangah patangah ksudrabhrt ghrni

sadime mat prasadena punah yasyanti sat gatim

Ciò significa che, dopo essere andati a Sutala-puri, Sri Krishna disse a Bali Maharaj, il re dei Daitya, "O Signore dei Daitya, durante il Manvantara di Svayambhuva, sei Deva nacquero nel grembo di Urna-devi, la moglie di Maharsi Marici. Vedendo Brahma correre dietro sua figlia (vale a dire Sarasvati), lo schernirono. Come risultato di questo peccato – hiranyakasipu saksat kalanemi-ksetre – nacquero come demoni, i figli di Kalanemi che era il figlio di Hiranyakasipu. Anche in questo caso da lì sono stati costretti a nascere nel grembo di Devaki attraverso Yogamaya e uccisi da Kamsa. Madre Devaki era molto triste per questo, considerando che fossero suoi figli. Attualmente essi sono residenti nella tua dimora. Per alleviare il suo dolore materno io li porterò via da questo posto per incontrare la loro madre. Infine, torneranno nei pianeti degli esseri celesti essendo stati liberati dalla loro maledizione e dal lamento. Questi sei figli di Marici cioè Smara, Udgitha, Parisvanga, Patanga, Ksudrabhrta e Ghrni raggiungeranno la suprema dimora con la Mia Misericordia."

Ora, se torniamo all’accaduto di cui sopra, ci si pone una domanda: "Come è possibile che sei figli comuni potessero entrare nel grembo di Madre Devaki, che è la personificazione della pura virtù (suddha-sattva), che si manifesta dal Signore Supremo, ed è l’incarnazione della più grande potenza? "

A questo proposito Srila Visvanatha Cakravarti Thakura conclude:

Anche se l’intero mondo materiale si trova all’interno di Sri Bhagavan, che è la personificazione della verità e della virtù, ne è separato – non è direttamente collegato a lui. Allo stesso modo l’ingresso dei sei bambini nel grembo di Devaki dovrebbe essere considerato in quel modo“ Nella Gita Bhagavan si dice:

Sarva-bhutani mat-na sthani caham tesv avasthitah

na ca mat-sthani bhutani pasya me yogam aisvaram

(Gita 9,4-5)

"Tutti gli esseri viventi nel mondo materiale si trovano in Me, la personificazione della coscienza, ma io non sono situato in loro. Anche in questo caso, tutti gli esseri viventi non si trovano nella mia pura forma personale (suddha-svarupa). Tutto si trova sotto l’influenza della mia energia illusoria. Ciò è dovuto all’inconcepibile opulenza mistica."

Non può essere compreso con l’intelligenza di una jiva ordinaria. Per visualizzare la pienezza e la completezza della bhakti, si manifestano tutti questi passatempi inconcepibili di Sri Bhagavan. Pertanto, il vero significato è – i sintomi della devozione, come sravana, kirtana ecc risiedono all’interno dei devoti. All’interno di quel grembo, sulla base dei risultati delle attività interessate, vi sono i sei desideri di godimento materiale che sono i suoi compagni (i cinque sensi e la facoltà mentale). "Purtroppo, tutto questo mi trascinerà nel pozzo oscuro della vita materiale" – quando tale paura nasce nel cuore di un devoto, il desiderio di godimento materiale nel corso del tempo sarà sconfitto, poi grazie alle glorie del Signore, cioè con la pratica devozionale dell’ascolto e del canto, raggiungerà una maturità immensa. Solo in quella fase della devozione matura, Bhagavan appare con la sua forma, qualità e passatempi. La Bhakti è la personificazione della pura virtù e rivela il Signore Supremo. Anche le parole delle sruti supportano questo – bhaktir-evainam darsayati ecc, significa che solo la devozione può rivelare Bhagavan. Poiché le Sruti rivelano che, ‘Marici si manifesta dalla mente’ possiamo dedurre che Marici è un’incarnazione della mente. Marici ha sei figli; di conseguenza, essi sono i sei oggetti di godimento mentale (suono, tatto, forma, gusto, olfatto e pensiero). Dal momento che Sri Bhagavan appare da Devaki, è considerata l’avatara della bhakti – la personificazione della devozione. Le Sruti affermano, bhayat kamsah (la paura dentro Kamsa), Kamsa è la personificazione della paura, quindi Kamsa è l’Avatara della paura. Perciò, proprio come la paura del mondo materiale distrugge i sei oggetti dei sensi materiali dal grembo della bhakti, analogamente Kamsa uccide i sei figli di Devaki. La madre della prema-bhakti nasce insieme alle glorie del Signore Supremo all’interno del grembo materno della devozione quando i desideri materiali sono spenti. Allo stesso modo, quando i sei figli di Devaki vengono eliminati, si deve sapere che appare il settimo figlio Anantadeva, che si manifesta come la dimora, il luogo di riposo e il riparo del Signore Supremo. Proprio come appare il Signore Supremo stesso dopo la comparsa di prema-bhakti, così anche Sri Bhagavan appare direttamente come l’ottavo figlio di Devaki. Questo è il significato della comparsa del Signore Supremo nel grembo di Devaki.

Sattvam visuddham vasudeva sabditam – la pura virtù è conosciuta come Vasudeva. Questo Vasudeva si auto-manifesta come il Signore Supremo Vasudeva. Nello Srimad Bhagavata 1° Canto, 2° capitolo:

srinvatam sva-kathah krsnah punya-sravana-kirtanah

hrdy antah-stho hy abhadrani vidhunoti suhrt satam

"Sri Krishna, che risiede nel cuore di tutti ed è il benefattore del devoto veritiero, purifica i desideri di godimento materiale dal cuore di quel devoto che ha sviluppato il desiderio di ascoltare i suoi messaggi, che sono di per sé virtuosi se ascoltati e cantati correttamente". (Bhag. 1.2.17)

nashta-prayesv abhadresu nityam bhagavata-sevaya

bhagavaty uttama-sloke bhaktir bhavati naisthiki

"Servendo regolarmente il Bhagavata, tutto ciò che è fastidioso per il cuore viene quasi completamente distrutto, e la devozione verso il Signore Supremo, che è lodato con versi selezionati, è completamente risvegliata." (Bhag. 1.2.18)

tada rajas-tamo-bhavah kama-lobhadayash ca ye

ceta etair anaviddham sthitam sattve prasidati

"A questo punto non è influenzato dai modi della passione e dell’ignoranza, come la lussuria e l’avidità. Allora la mente è stabilita nella virtù, e diventa pienamente soddisfatta." (Bhag. 1.2.19)

evam prasanna-manaso bhagavad-bhakti-yogatah

bhagavat-tattva-vijnanam mukta-sangasya jayate

"Così, l’uomo animato dalla devozione al Signore è libero dall’associazione materiale, e viene a realizzare la verità riguardo il Supremo." (Bhag. 1.2.20)

Se analizziamo tutti questi versi veniamo a comprendere che attraverso il processo auspicioso del canto e dell’ascolto, Krishna, l’amico dei devoti, entra nel cuore di coloro che ascoltano il suo nome, forma, qualità e passatempi ed elimina tutti i desideri mondani di godimento materiale che sono presenti nel cuore sotto forma di peccati. Sotto la cura del devoto bhagavata e ascoltando regolarmente il libro Bhagavata dalla bocca di quel devoto, le anartha vengono eliminate nel tempo. A quel punto la devozione costante (nistha), priva di qualsiasi disturbo mentale, si dirige verso il Signore Supremo Sri Krishna, che è glorificato da versi selezionati. I disturbi mentali derivanti dai modi della passione e ignoranza e gli ostacoli al bhajan, come la lussuria, l’ira, l’avidità, l’illusione, la follia, l’invidia ecc, sono sradicati grazie al gusto verso l’ascolto di argomenti su Krishna e altre attività devozionali. Sotto la crescente influenza della virtù, la realizzazione dell’essere vivente aumenta continuamente, e in associazione di personalità sante, coltivando costantemente la coscienza di Krishna, giunge l’attrazione verso il Signore Supremo, la personificazione della pura virtù. La mente raggiunge la soddisfazione quando si fissa nella pura virtù. In questo modo, per l’influenza del bhagavata-bhajan (adorazione del Bhagavata), la coscienza diventa mukta-sanga, significa che il sadhaka essendo privo di desideri materiali, come la lussuria, ecc realizza la verità sul Bhagavata o incontra il Bhagavata direttamente. Con intenso attaccamento, se si esegue Krishna-bhajan in ogni momento, l’influenza del Krishna-bhajana-rati (attaccamento per Krishna) nasce in lui e la sua mente si libera dall’influenza della materia e raggiunge la vera soddisfazione. Dopo questo, gradualmente aumenta prema-bhakti fino a quando prema raggiunge la maturità percependo o realizzando le qualità personali, i passatempi, l’opulenza e la dolcezza della realtà del Signore Supremo. Questa presa di coscienza o sentimento è stato chiamato saksatkara da Srila Jiva Gosvamipada, riferendosi allo Bhagavata sloka del Bhagavatam (1.2.7):

vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah

janayaty asu vairagyam jnanam ca yad ahaitukam

"Rendendo servizio devozionale verso il Signore Supremo Vasudeva si acquisisce immediatamente la conoscenza senza causa e il distacco dal mondo."

La rinuncia devozionale e il raggiungimento della conoscenza senza causa vanno di pari passo con il verso del Bhagavatam (1.2.20) già citato. Mukta-sangasya significa che la rinuncia e la realizzazione della verità del Supremo appaiono quando siamo direttamente in relazione con il Signore Supremo. Quando nasce l’attaccamento verso Bhagavan, la mente è libera dall’influenza dei desideri materiali. Fino a quando non si sviluppa avversione verso le cose materiali, la realizzazione che concerne la verità su Dio, o lo sperimentare direttamente la sua presenza, non è possibile. L’apparizione di Sri Krishna è oggetto di realizzazione nel cuore. Senza la realizzazione della visione di Krishna, la vita dell’essere vivente è vana.

avismritih krishna-padaravindayoh ksinoty ca abhadrani sam tanoti

sattvasya-suddhim paramatma-bhaktim jnanam ca vijnana-viraga-yuktam

"Per uno che ricorda i piedi di loto di Krsna, tutto ciò che è inauspicioso presto scompare, e la propria fortuna si espande. In altre parole, si diventa liberi da ogni contaminazione materiale, e si ottiene la liberazione dalle ripetute nascite e morti ripetute, e la vera vita spirituale ha inizio. Man mano che il cuore diventa gradualmente purificato, la devozione per il Signore nel cuore si risveglia, e si realizza il Paramatma. Così si sviluppa gradualmente la conoscenza, la realizzazione e la rinuncia“ (Bhag. 12.12.55)

In questo sloka dello Srimad Bhagavatam, è ripetuto lo stesso significato. Perciò:

sadhu-sange krsna-nama ei matra caya

bhajite bhajite krsna-pada-padma paya

"L’unica cosa necessaria è il canto del santo nome di Krishna in compagnia dei devoti santi. Adorando continuamente, si ottengono i piedi di loto di Krishna."

Srila Narottama Thakura Mahasaya ha cantato questa preghiera all’inizio del suo Prarthana:

ara kabe nitai-canda karuna karibe

samsara vasana mora kabe tucha habe

visaya cariya kabe suddha habe mana

kabe ama heribo sri vrndavana

"Quando Nitai-Canda mi mostreranno la loro misericordia? Quando i desideri della vita materiale saranno insignificanti? Quando la mia mente sarà purificata rifiutando le cose materiali? Quando sarò in grado di vedere Sri Vrindavana?"

Questa preghiera è stata cantata in tal modo. Sri Baladeva è la personificazione della sandhini-shakti che espande la coscienza spirituale in tutto il mondo. Essa non è diversa dalla sua manifestazione personale, sotto forma di Sri Guru, che consegnerà il messaggio di Krishna agli esseri viventi tramite una ricezione sonora per purificare la loro coscienza e liberarli dalla contaminazione materiale. Fino a quando questo accade, l’essere vivente non svilupperà desiderio di avere il darsana della spirituale Vrindavana-Dhama spirituale e dei piedi di loto di Krishna, il maestro del Dhama.

guru-kripa-jale nibhai visaya anala

"Con l’acqua della misericordia di Sri Guru sono in grado di spegnere il fuoco dell’esistenza materiale’. (Gitavali 5.2)

visaya anale jvalice hrdaya anale bare anala

sadhu-sanga kari hari bhaje jadi anale pade to jala

"Il fuoco ardente dell’esistenza materiale sta bruciando il cuore, e quel fuoco è sempre in aumento. Se ci associamo con le persone sante e si esegue il bhajana di Hari, tali attività sono come l’acqua che spegne il fuoco."

Le istruzioni dei principi devozionali puri che emanano dalla bocca di Sri Guru spegneranno il fuoco dell’esistenza materiale e contemporaneamente spingeranno il nucleo del cuore a gridare: "Dov’è Vrindavana? Dove sono i piedi di loto di Radhika? Dove si trova il tesoro della vita di Radha, la vita delle gopi, Syamasundara, il figlio di Yasoda?“ Se la mente è ancora contaminata dalla sporcizia dei desideri materiali, questo grido intenso non riecheggerà nel cuore.

Fino a quando e se non iniziamo a piangere così- con intensa bramosia, con le lacrime agli occhi e sotto la guida di Sriman Mahaprabhu, che è in separazione (vipralambha):

kaha krsna prana-natha murali-vadana

kaha jao kaha pao vrajendra-nandana

"Dove è Krishna, il Signore della mia vita, colui che suona il flauto? Cosa posso fare per trovarlo? Dove è il figlio di Nanda?" (Cc. Madhya 2.15).

– Allora non potremo prenderLo. Bhaktasya bhajanottha srantis tad-darsanottha krishna-krpa – senza lo sforzo personale del devoto e la misericordia del Signore, la corda per legarlo sarà sempre due dita troppo corta.

Guru-kripa hi kevalam (solo la misericordia di Sri Guru può rendere tutto possibile).

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