Radhastami

(Discorso di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada dato nel Sarasvata Natya-Mandira della Sri Gaudiya Matha, alle ore 18, la sera di Sri Radhastami del 19 settembre 1931)

C’è una personalità il cui nome non è citato nel Bhagavatam, ma i lettori del Bhagavatam nutrono la speranza di diventare devoti servitori di quella personalità. Possa quella personalità, che è tutto per Bhagavan, distruggere completamente il nostro falso-ego e concederci il rifugio dei suoi piedi.

Oggi è il giorno della sua apparizione. Dopo aver assunto da Bhagavan tutti i tipi di compassione, Ella distribuisce tali doni a tutti. Possa, quella personificazione di grande misericordia, manifestarsi nei nostri cuori. Possa il giorno della sua apparizione essere lo scopo della nostra adorazione.
Generalmente si sente dire che il mondo intero è governato da Govinda. Molte persone considerano Govinda in questo modo. Eppure c’è una persona che Govinda considera la sua sarvasva, la sua vita e anima. Senza rifugiarsi in quella personalità, non saremo in grado di comprendere ciò che realmente significa sarvasva. La sillaba Sva significa ‘proprio’, ma significa anche ‘tesoro’. Sva significa la proprietà di Govinda e anche il tesoro di Govinda. Lei è la ricchezza più grande di Govinda – il patrimonio di Govinda. Lei è l’anima stessa (sarvasva-vastu) di Govinda. Quando Lei diventerà il nostro oggetto di adorazione, solo allora capiremo il significato reale di adorazione.

Tutti gli sastra proclamano a gran voce che ciò che è in relazione a Bhagavan è degno di adorazione. Oltre a lui, nessun altro può essere degno della parola aradhya (adorazione). Al momento siamo legati dall’ignoranza e abbiamo abbandonato la nostra ricerca ingannando noi stessi dal raggiungere prema. Nel momento in cui si manifestano le cattive abitudini (anartha), noi le scambiamo per qualcos’altro. Il nostro obiettivo finale è artha ossia compiere ciò che è necessario, ed è l’opposto di anartha. Se non serviremo quegli ideali interiori necessari, o le perfezioni che sono a nostra disposizione, e se non riceveremo istruzioni in materia di servizio, allora saremo governati solo dal nostro falso-ego, ovvero serviremo qualcosa di diverso da ciò che in realtà è degno di servizio.

Solo l’amore divino per Dio è degno di adorazione. Dovete capire chiaramente questo punto, noi dobbiamo vivere con la fervida speranza che alla fine saremo annoverati tra i Suoi servitori (di lei). In caso contrario, è meglio morire migliaia di volte.

asa-bharair amrta-sindhu-mayaih kathancit
kalo-mayatigamitah kila sampratam hi
tvan cet krpam mayi vidhasyasi naiva kim me
pranair-vrajena ca varoru bakarinapi

"Oh Varoru, bellissima e magnanima Devi, il mio cuore è invaso da un oceano di nettaree speranze. Ho in qualche modo trascorso il mio tempo nella speranza ardente di ricevere la tua grazia che è un oceano di nettare eterno. Se non mi concedi la Tua misericordia, allora a che serve la mia vita, la terra di Vraja o anche Sri Krishna, che senza di te è semplicemente un potente eroe distruttore di forze malefiche simili a quella di Bakasura." (Vilapa-Kusumanjali 102)

ha natha gokula-sudhakara su-prasanna
vaktraravinda madhura-smita ha krpardra
yatra tvaya viharate pranayaih priyarat
tatraiva mam api naya priya-sevanaya

"O Signora, o Luna di ambrosia di Gokula, o Signora il cui volto è come un fiore di loto, O Tu che sorridi dolcemente, che sei dolce e compassionevole, fa che io possa servirti, ti prego di portarmi nel luogo dove Tu e il Tuo amato giocate nel compimento di passatempi meravigliosi. " (Vilapa-Kusumanjali 100)

Questa è l’unica speranza desiderabile del devoto: “Quando, quell’oceano nettareo di speranza darà i suoi frutti? Io credo fermamente che sia indispensabile mantenermi in vita grazie a questa speranza. Ma poiché il mio desiderio non cresce, questa speranza non può essere completamente raggiunta, tale speranza non è feconda. Se quella speranza non è soddisfatta oggi, se oggi sarvasva Govinda non alberga nel mio cuore, allora sono stato ingannato. Non ci potrà essere nessuno più sfortunato di me nella storia del mondo. Se sono defraudato dal servire quella personalità, la cui misericordia mi dà tutto ciò di cui ho bisogno, compresa la residenza nel sacro dhama del Signore, e tutte le cose legate a lui, e se non sono in grado di comprendere la sua identità o di scoprirla nei 18.000 versi del Bhagavatam, allora il mio studio del Bhagavatam è stato inutile."

Essendo intimamente a conoscenza della propria identità, Sri Gaurasundara ci ha parlato di questo tema dell’unnata-ujjvala-rasa (il limite ultimo della dolcezza dell’amore coniugale), che spiega i diversi modi con cui servire il Signore e il processo del servizio puro. E‘ solo perché Egli ci ha parlato dell’Ujjvala-rasa che possiamo comprendere l’argomento, ma anche il suo esatto opposto: la fievole luce del rasa materiale.

Al fine di incitarci a servirLo, in molti modi Bhagavan ci ha dato personalmente la conoscenza di se stesso. Tuttavia è necessario realizzare pienamente la personalità che ha reso tale servizio perfetto a Bhagavan, servizio che lui stesso considera lo scopo del suo servizio. Coloro che La lodano ci possono trasmettere le qualifiche per poterLa servire e possono manifestare nella parte più interna del nostro cuore l’intenso affetto (anuraga) per i Suoi piedi di loto. L’intelligenza e la forza per servirLa è raggiunta accettando l’associazione delle sue care amiche che sono sotto la sua protezione; in questo modo è possibile capire che il servizio rivolto a Lei è il nostro obiettivo più alto.

Possiamo comprendere, attraverso le istruzioni dei mahajana, che Lei è la vita e anima di Bhagavan, che dobbiamo continuare a servirLa, sapendo che la prosperità dell’adorazione esiste solo in Lei. Da oggi, giorno della Sua apparizione, se promettiamo di impegnarci al suo servizio, diverremo qualificati per raggiungere l’apice della fortuna più grande.

Tutti noi non preghiamo per quella grande posizione. Ma se per qualche merito inconsapevolmente ottenuto (ajnata-sukrti) otterremo l’associazione di una delle associate di Vrsabhanu-Nandini, che è la personificazione e la fonte della suprema fortuna, e se ci verrà concessa la fortunata opportunità di ascoltare degli argomenti autentici su di Lei, allora possiamo raggiungere quella ispirazione che ci porterà a viaggiare lungo la via della fortuna più grande.

Se ci priviamo di offrire servizio e di rifugiarci in Colei che significa tutto per Nanda-Nandana, l’emporio del rasa (akhila-rasamrta-murti), e anche con le sue associate, allora non riusciremo mai a raggiungere la qualifica per servire Govinda. In primo luogo, per capire la sua identità, noi crediamo sia necessario conoscere il suo nome. Ma studiando il Bhagavatam non ci è dato trovare il suo nome in alcun luogo, vi troviamo solo descrizioni della sua forma, delle qualità, delle caratteristiche distintive delle sue compagne e dei suoi passatempi. Nel Bhagavatam, troviamo tutto ciò che riguarda il cuore di Govinda, ad eccezione del suo nome. Ma possiamo scoprirlo nei versi di Bhagavatam:

jnanam me paramam-guhyam yad vijnana-samanvitam
sarahasyam tad-anganca grhana gaditam maya

“Desidero essere misericordioso verso di te e ti insegnerò così la conoscenza più esoterica che Mi riguarda, compresa la realizzazione della Mia natura e del Mio entourage, il mistero inconcepibile della devozione d’amore o prema-bhakti, e la sua parte costitutiva sotto forma di pratica devozionale o sadhana- bhakti. Ora ascolta il mio messaggio con attenzione, e accetta ciò che ti insegnerò. " (Bhag.2.9.30)

kalena nasta pralaye vaniyam veda-samjnita
mayadau brahmane prokta dharmo yasyam mad-atmakah
tena prokta sva-putraya manave purva-jaya sa
tato bhrgv-adayo ‘grhnan sapta brahma-maharsayah

"Il messaggio dei Veda è la religione eterna, non differente da me. Quando, nel corso del tempo quegli insegnamenti eterni scomparvero dalla vista con il cataclisma universale, li ho di nuovo impartiti al Signore Brahma, agli albori di una nuova creazione." (Bhag 11.14.3)

Il Signore ha spiegato tutti questi argomenti a Brahma, il primo essere creato, ma dopo qualche tempo le persone di questo mondo hanno dimenticato le parole del Signore, perché il flusso dei loro pensieri è stato sottoposto agli effetti della vecchiaia e della distruzione.

jnanam me parama-guhyam me yad vijnana-samanvitam
tad-anganca sarahasyam grhana gaditam maya
(Bhagavad-gita)

"Mentre parlo, ascoltami e cerca di comprendere. La conoscenza che mi riguarda è estremamente confidenziale“ questa conoscenza è permeata dalla realizzazione ed è la conoscenza racchiusa nella confidenzialità. E‘ il segreto supremo. Rahasya significa sthitah rahasi – significa che quei segreti non possono essere assimilati da qualsiasi forza esterna, né è possibile che una parte di quei segreti possa essere toccata. A causa delle correnti di pensiero che esistono nel mondo esterno, abbiamo dimenticato l’obiettivo essenziale della vita: di rifugiarci ai piedi di coloro che hanno la vera conoscenza dell’atma.”

Bhagavan è comunque sempre pronto a dare questa conoscenza.
Egli ha detto a Brahma: "Mentre parlo, ascoltami e cerca di capire. Senza la Mia misericordia nessuno è idoneo ad ascoltare o assimilare questo messaggio. Solo attraverso la Mia misericordia si può ottenere questa conoscenza confidenziale. Chi sono? Qual è la mia forma? Qual è la mia natura (svarupa)? Quali sono le mie qualità? Quali sono le caratteristiche distintive dei miei confidenti? Quali sono i miei lila? I miei passatempi ultraterreni saturi di rasa superano di gran lunga il percorso dei sentimenti mondani. Non c’è modo di raggiungere ciò senza la potenza della Mia Misericordia. Io sono il magazzino di tutte le qualità trascendentali – non sto parlando di quelle qualità che sono contaminate dai modi della passione e dell’ignoranza, ma di quelle che sono alla base della creazione, del mantenimento e della distruzione dell’universo. Io sono distinto da questi attributi e sono la causa attiva di tutti gli effetti, quindi io sono il principio originario essenziale. Questo può essere realizzato solo con la Mia Misericordia.“
Qui sono state utilizzate le parole mad-anugraha (Mia misericordia). Le informazioni relative alle parti integranti di Bhagavan, le informazioni su argomenti confidenziali che lo riguardano, le informazioni riguardanti la conoscenza realizzata – in particolare quella dotata di coscienza spirituale – e le informazioni riguardanti la sua opulenza, sono tutti argomenti estremamente confidenziali. Questa conoscenza segreta è accuratamente espressa nei quattro versi iniziali (catuh-sloki) del Bhagavatam. Siamo molto fortunati che Sri Gaurasundara lo abbia rivelato al mondo. Questo segreto è stato menzionato, ma il nome di quella personalità di cui è oggetto questo segreto, non è stato pronunciato. Poiché è un segreto, non dovrebbe essere rivelato a coloro che sostengono ideologie folli e quindi non è stato divulgato apertamente. Dopo aver ascoltato i divertimenti di Nanda-Nandana descritti nel Bhagavatam, queste persone non ottengono la ferma fede, e rifiutando tutti questi argomenti semplicemente speculano sulla natura impersonale del Signore non-duale, perché è favorevole alle loro realizzazioni materiali. Alcuni di loro considerano ragionevole il fondersi in quella realtà impersonale. Senza ascoltare da una fonte adeguata, le loro percezioni saranno distorte. Grazie al loro odio veemente verso il servizio al Signore, queste persone non possono mai comprendere temi riguardanti la natura intrinseca della bhakti. Grazie alla traiettoria del sole, il giorno dell’apparizione della Dea Suprema, che è totalmente intrisa di rasa, è sorta nel nostro cuore puro e raggiante. Il sole ci sta rivelando quella Dea Suprema. Pertanto, oggi anche gli esseri celesti ci mostrano grande favore rivelandoci questo segreto.

E‘ nostro dovere arrenderci alla persona che è a conoscenza di quel segreto. Un poeta di nome Manohara Dasa ha detto:

Radha-pada-pankaja bhakata ki asa
dasa manohara kara ta ‘piyasa

"La speranza dei devoti è che possano servire i piedi di loto di Srimati Radharani. Questo è anche il desiderio di Manohara Dasa."

L’aspirazione esclusiva dei più grandi devoti del Signore è il servizio ai piedi di loto di Radha:

Sri Radha-pada-dasyam-eva paramabhistam hrda dharayan
Karhi Syam tad-anugrahena paramadbhutanuragotsavah

"Quando potrò assaporare nel mio cuore la gioia dell’attaccamento ai piedi di loto di Sri Radha mantenendo il desiderio supremo di servire la Coppia Divina?" (Radha-rasa-sudhanidhi 259)

Negli asta-padi, Sri Jayadeva afferma:

kamsarir-api-samsara vasana-bandha srnkhalam
radham adhaya hrdaye tatyaja vraja-sundarih

"Il nemico di Kamsa (Sri Krishna) ha abbandonato le bellissime ragazze di Vraja e ha catturato Radha nel suo cuore, perché lei era come una catena che lo legava strettamente al suo desiderio supremo ed essenziale di godere della danza rasa." (Gita-Govinda 3.1)

Nel rasa-sthali tutte le gopi sono presenti con Gopinatha, assorte nei passatempi giocosi del rasa. Quando Varsabhanavi (Srimati Radharani) arrivò al rasa-sthali, vide che illimitate gopi danzavano in cerchio, tutte completamente occupate nel servire il Signore. Una sensazione di dolore affiorò allora nella sua mente, la figlia di Vrsabhanu Maharaja pensò: "Oggi il mio Krishna è tra le braccia di altre! Oggi le mie associate gioiscono di passatempi con Lui“ Così, per alimentare il sentimento di separazione (vipralambha-bhava) che nutre in realtà il desiderio di unione (sambhoga-rasa), piuttosto che prenderne parte, Varsabhanavi lasciò il rasa-sthali. A questo punto Jayadeva Prabhu scrisse: "Krishna, il nemico di Kamsa, improvvisamente abbandonò il rasa-sthali." Samsara-Vasana-bandha srnkhalam – pensando a Radha nel suo cuore, Krishna abbandonò tutte le altre bellissime ragazze di Vraja . Quando qualcuno rifiuta il rifugio di Radhika, qualsiasi esperienza possa avere nel compiacere i sensi di Krsna, non potrà mai essere adeguato ad un servizio esclusivo. Tutte le gopi sono espansioni dirette di Radhika, e mentre rimangono orgogliosamente sotto la protezione della vita e anima di Krsna, Radhika, possono dare a Krishna il piacere più in alto:

Sriman rasa-rasarambhi vamsi-vata-tata-sthitah
Karsan Venu-svanair gopir gopinathah sriye ‘stu nah
(Cc. Adi 1.17)

"Srimad Gopinatha alimenta la dolcezza che si manifesta durante la rasa-lila. In piedi sulla riva della Yamuna vicino al Vamsi-vata, Egli attira tutte le gopi col suono del suo flauto, concedendo a tutte il buon auspicio."

Non riusciremo mai a godere di Sri Krishna (sambhoga) senza rifugiarci in Lei che è il suo cuore. Per far luce su questo, l’autore degli asta-padi rivela qualcosa che completa la descrizione del Bhagavatam quando dice: tatyaja-vraja-sundarih – mentre tutte le gopi danzavano nella rasa-lila, Krishna le ha abbandonate per andare a cercare Sri Radhika che risiedeva nel suo cuore. Le catene dell’amore di tutte le altre gopi erano impotenti e deboli rispetto ai vincoli di Varsabhanavi che è estremamente forte e potente. Tutte le gopi si rifugiarono nel sentimento di adhirudha-mahabhava di Vrsabhanu-Nandini; sopraffatte da mohana, madana e da altri intensi sentimenti di separazione, sono andate in cerca di Krishna. Tutte hanno compreso che senza rifugiarsi ai piedi di loto di Varsabhanavi, la vita e anima di Govinda, il madhura-rasa non poteva mai essere completo. Tutti i sentimenti d’amore con cui le varie gopi svolgono i loro servizi, esistono simultaneamente in Varsabhanavi nella loro interezza. Lasciando tutte le altre gopi, che erano immerse in sensazioni di prositabharttrka ecc, Krishna è stato attratto dal fascino accattivante di Varsabhanavi, dal momento che lei possiede appieno tutti questi sentimenti d’amore. Così ha cercato di trovare quella personalità che attrae anche l’infinitamente affascinante. Le gopi sono espansioni di Radhika e sono eternamente una porzione di Colei che è la fonte originale, esse non potevano legarsi a Krishna, perché Egli apparteneva completamente a Radhika. Così Lei ha allontanato Krishna, che attrae tutti, dal rasa-sthali. Si possono capire tali argomenti solo se le funzioni dell’anima hanno risvegliato il gusto al Madhura-rati (amore divino). Ma coloro i cui cuori contengono un sentimento intenso di affetto parentale (vatsalya-rasa) potranno comunque apprezzare pienamente la dolcezza e la bellezza di questi passatempi.

Tutte le gopi giunsero a partecipare al rasa-sthali, attratte da Krishna e affascinate dal dolce suono del suo flauto. Anche in questo caso, quando Varsabhanavi, l’incarnazione completa del Madhura-rati, desiderava offrire un servizio, l’oggetto stesso di quel servizio, Nanda-nandana Gopinatha Radha-Ramana, mise da parte l’attrazione generica verso tutte le altre gopi, perché affascinato dalla bellezza di Sri Varsabhanavi. Lui che è il più attraente è stato attratto. Pertanto, quando le jive liberate raggiungono l’ammissibilità a poter scandagliare l’identità di Radhika, fanno la seguente considerazione:

karmibhyah parito hareh priyataya vyaktim yayur jnanina
stebhyo jnana-vimukta-bhakti-paramah premaika-nisthas tatah
tebhyas tah pasu-pala-pankajadrsas tabhyo ’pi sa radhika
prestha tadvad iyam tadiya-sarasi tam nasrayet kah krti

“Gli studiosi jnani hanno raggiunto il primato di essere i più cari a Sri Hari rispetto a coloro che seguono il percorso del karma. Più cari al Signore vi sono coloro che hanno abbandonato la conoscenza, accettando la comprensione che il percorso della bhakti è più elevato. Ancora più superiori sono coloro che hanno raggiunto l’amore per Krishna. Tra questi le gopi sono le più grandi, e tra queste topi Sri Radhika è certamente la più cara a Sri Krishna. E il Radha-kunda è altrettanto caro a Krishna come lo è lei. Quindi, quale anima fortunata non accetterebbe il rifugio nel Radha-kunda?" (Sri Upadesamrta 10)

krsnasyoccaih pranaya-vasatih preyasibhyo ‘radha pi
kundam casya munibhir abhitas tadrg eva vyadhayi
Yat presthair apy alam asulabham kim punar bhakti-bhajam
tat premedam sakrd api sarah snatur aviskaroti

“E’ stato stabilito dai grandi saggi che tra tutte le amate Vraja-gopi, Sri Radha è l’oggetto più prezioso dell’amore di Krishna. Allo stesso modo, il suo Kunda gli è altrettanto caro. Colui che si bagna anche una sola volta nelle acque del Radha-kunda raggiungerà l’amore per Krishna, estremamente difficile da raggiungere anche per i grandi devoti, che dire per i devoti ordinari." (Sri Upadesamrta 11)

Sri Radhika è la dimora dell’intenso amore di Sri Krishna, e tra tutti gli altri cari associati, Lei è la più illustre e la più amata in ogni aspetto. Uddhava e altri grandi devoti pregano per avere la polvere dei piedi delle gopi, tuttavia tutte le gopi si considerano le più fortunate se giungono ad ottenere il Suo rifugio. I devoti più elevati, che sono attratti al Madhura-rasa e che hanno raggiunto i più alti livelli di devozione per Bhagavan, si rifugiano nella terra dei passatempi di piacere di Varsabhanavi e si bagnano nel suo lago, il Radha-kunda. Con un atteggiamento consapevole essi vi si il bagnano costantemente e vi risiedono. Coloro che sono leali verso Saibya e Candra (le gopi antagoniste di Radha), non hanno una minima qualifica per bere l’acqua del Radhakunda. Risiedere costantemente sulle rive di quel lago e fare il bagno lì con un atteggiamento consapevole, non è il traguardo di una persona comune ma fortunata. Fino a quando la giovinezza e la natura di Varsabhanavi non diventano l’oggetto della nostra riflessione, non riusciremo mai a comprendere pienamente le glorie dell’ottenere il suo rifugio.

Per poter compiere il bhajan, è fondamentale per gli studenti del Bhagavatam sapere il Suo nome. Il bhajana inizia con il Nama. Non si può iniziare il bhajan partendo dai lila.

prathamam namnah sravanam-antah-karana-suddhyartham-apeksyam. Suddhye cantah-karane rupa-sravanena tad-udaya-yogyata bhavati. Samyag-udite ca rupe gunanam sphuranam sampadyate sampanne ca gunanam sphurane parikara-vaisistyena tad-vaisistyam sampadyate. Tatas tesu nama-rupa-guna-parikaresu samyak sphuritesu lilanam sphuranam susthu bhavatity-abhipretya sadhana-kramo likhitah.

"Per purificare il cuore, è necessario prima di tutto ascoltare il canto del Santo Nome. Dopo che il cuore è stato purificato dall’ascolto del Santo Nome, si ottiene l’idoneità per poter realizzare la forma ascoltando le descrizioni delle scritture sulla forma divina. Dopo la piena realizzazione della forma divina, si manifestano le qualità divine. Dopo la comparsa delle qualità divine, grazie ai tratti distintivi dei servitori, si manifesta la conoscenza dell’identità distintiva e perfetta del devoto. A seguito di questo, dopo che la piena manifestazione del Nome, della forma, delle qualità e del servitore hanno avuto luogo, si manifesta l’attività trascendente di Dio. E’ per questa ragione che vengono descritte le fasi graduali del sadhana ". (Commento Krama-sandarbha sul Bhagavatam 7.5.18)

Pertanto, se la nostra contemplazione del rasa non nasce da un’attrazione per il Santo Nome, non possiamo qualificarci per studiare la forma, le qualità e i passatempi di Bhagavan. Alcuni possono aver raggiunto la perfezione nella grammatica mondana, tuttavia, fino a che il loro comportamento è in conflitto con quello delle anime realizzate, l’argomento della rasa-lila del Signore non potrà mai essere raggiunto da tali persone. Per questo motivo, Sri Gaurasundara ha spiegato il nama-bhajana. Insieme con il taraka-brahma-nama (il Nome di Dio che concede la liberazione) troviamo la parola ‘hare’ e se non si capisce il significato primario (vidvad-rudhi) di questa parola, ci saranno delle difficoltà. Se si interpretano questi nomi come ad esempio ‘rama,’ alla luce di fatti storici con teorie allegoriche e metafisiche, e conservando un’idea fittizia di imporre la natura umana sul Signore Supremo, rovineremo la nostra intelligenza pura. Coloro che mancano della conoscenza delle verità nascoste (rahasya-jnana) e cercano di essere degli intermediari al darsana di Radha-Govinda, vedranno che tale conoscenza rimarrà loro nascosta. Nel maha-mantra, la parola ‘Hara’ che denota Varsabhanavi, diventa la parola ‘Hare’ nel suo aspetto vocativo (sambodhanatmaka-pada). Nel maha-mantra, la parola ‘Rama’ si riferisce a Radhika-Ramana, ossia Rama nell’aspetto vocativo. Coloro che non hanno raggiunto la qualifica per entrare nel Madhura-rati e non hanno ottenuto la conoscenza più nascosta, ritengono che ‘Hare’ sia semplicemente la forma vocativa di Hari. Alcuni addirittura affermano che la parola ‘Rama’ significhi Atma-Rama (colui che è soddisfatto di sé) e non vanno oltre.

Il dichiarare che esiste solo Purusottama significa presentare solo la metà della sua vera identità. Quelle parole che non esprimono l’altra metà ci indurranno solo in errore. Quando siamo ingannati della concezione della Suprema Coppia Divina, rifiuteremo anche l’idea della non-differenza tra shaktimana e shakti (il potente e la potenza); per cui, qualunque piccola comprensione possiamo avere di Purusottama, si degraderà e sfocerà nella teoria di un Dio impersonale.

La concezione di Radha-Govinda è la più completa. Le discussioni sull’anugatya-dharma, il Purusottama che esiste da solo, possono raggiungere solo il vatsalya, sakhya e dasya-rasa; il tema dell’unnata-ujjvala-rasa viene ignorato. Nomi primari, come Radhanatha, Radha-Ramana ecc. ne descrivono la Sua totalità e completezza; parole come Dio, Brahman o Paramatma non possono mai stabilire ciò. Tutti coloro che attraversano il regno della sadhana-bhakti, e poi il regno di bhava-bhakti in cerca di prema-bhakti, devono rendersi conto che l’apice più alto della prema-bhakti si trova solo nell’amore divino di Varsabhanavi e non altrove. Senza il Suo rifugio, la jiva raggiungerà solo poche qualifiche.

Quando attraversiamo il Devi-dhama, Viraja, Brahmaloka, e oltrepassiamo tutte le concezioni di opulenza che si trovano nel Paravyoma, così come i sentimenti informali di amicizia e di affetto dei genitori che si trovano a Goloka, essendo situati nella nostra identità spirituale eterna e perfetta e con la familiarità degli argomenti riguardanti Radha-Ramana, allora le nostre qualifiche saranno talmente grandi da renderci estremamente fortunati, e il nostro servizio così raggiungerà l’apice della perfezione. Questo non può essere semplicemente chiamato ‘realizzazione,’ o aparoksa-anubhuti. Non è la aparoksa-anubhuti descritta dai jnani. Questa cosa è un fenomeno straordinario chiamato Mohana e Madana. Questi sentimenti sono noti come udghurna, citra-jalpa e maha-bhava. Attualmente viviamo all’interno del nostro corpo materiale, che presenta molti ostacoli – anche la sensibilità dei nostri corpi sottili ci provoca problemi. Se la ricerca della nostra anima è priva del rifugio incessante di Varsabhanavi, allora non la troveremo mai. Così, cospargendo il nostro capo con la polvere dei piedi del migliore tra i rupanuga, Srila Raghunath Dasa Gosvami Prabhu, preghiamo sinceramente:

ha devi! kaku-bhara-gadgadayadya vaca
yace nipatya bhuvi dandavad udbhatartih
asya prasadam abudhasya janasya krtva
gandharvike! nija-gane gananam vidhehi

"O Devi Gandharvika! Con un dolore intenso cado a terra come un bastone e ti prego con voce emozionata, di essere misericordiosa verso questo sciocco e accettarmi come uno dei tuoi associati." (Gandharva-prarthanastakam 2)

(Stampato per la prima volta nella rivista Gaudiya, Vol.10, Nr.11 nel mese di ottobre 1931 e ristampato nel periodico di Sri Chaitanya Sarasvata Matha, Sri Gaudiya Darsana, Vol. 4, Ottobre 1958)

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